Nuove strategie della Regione sulle miniere per la ricerca di materie prime

“È prematuro parlare di aperture di miniere, ma ci sono programmi di monitoraggio dei suoli e la verifica sulle vecchie cave, per un possibile riutilizzo”. Lo ha detto oggi l’assessore regionale Andrea Tronzano rispondendo all’interpellanza di Silvio Magliano sull’approvvigionamento delle materie prime critiche e riapertura delle miniere in Piemonte.

Il quesito nasce dalla constatazione che in Piemonte ci sono 375 miniere dismesse su quasi tremila in Italia, facendo della nostra regione la quarta in Italia in questa classifica. Si tratta di materie prime considerate strategiche, come spiega Magliano, “per la loro rilevanza nella transizione ecologica e digitale, destinate all’aerospazio e alla difesa, alla produzione di batterie elettriche e pannelli solari”.

Il consigliere Magliano, del gruppo dei Moderati, ha sottolineato poi che vi è una proposta di regolamento europeo con la quale l’Unione europea vorrebbe rafforzare lo scavo di materie prime europee e che il ministro delle Imprese e del made in Italy, con il ministero dell’Ambiente, sta aggiornando a questo scopo le mappe minerarie italiane.

L’assessore regionale Andrea Tronzano ha sottolineato che le direzioni regionali che si occupano di agricoltura, ambiente ed energia hanno predisposto programmi di monitoraggio dei suoli. Inoltre, l’Ispra, nell’ambito del tavolo tecnico sulle materie prime critiche promosso dal ministero dell’Ambiente, ha avviato un gruppo di lavoro con Regioni, Università, Politecnici e Cnr, sulla rivalutazione e gestione sostenibile delle risorse minerarie nazionali. L’assessore ha spiegato che in Piemonte in passato vi erano in attività piccole miniere di cobalto, associato a nichel e rame nei pressi di Usseglio e Balme, sempre nichel e rame nelle province di Vercelli e Vco ed anche grafite in Val Chisone. Attualmente, è stato detto, tra Usseglio e Balme sono attivi due permessi di ricerca per il cobalto mentre, nella Val Sesia e Valle Strona quattro permessi per il nichel. Vi sono delle concessioni di permessi di ricerca in itinere in Val Chisone per verificare se le antiche miniere sono suscettibili di ripresa. Lo scorso 3 maggio è stato rilasciato dal settore Polizia mineraria, cave e torbiere un nuovo permesso di ricerca per Litio e Bario in Provincia di Cuneo.
“Al momento – ha concluso Tronzano – nulla si può affermare sull’esistenza di giacimenti certi ed economicamente coltivabili”.

Nella replica Magliano si è detto soddisfatto della risposta pur nella convinzione che “si devono accelerare queste attività nella speranza che imprese italiane colgano eventualmente l’occasione, visto che vi sono presenti sul nostro territorio ricchezze che sarebbe utile capire se e come possibile sfruttare”.

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2 Commenti

  1. Finalmente !!! (?)
    Ci accorgiamo .. improvvisamente
    che l’autarchia non era un bestemmia,
    bensì Prudenza!
    .. di recente, il Governo aveva deciso di
    comprare il gas al peggior prezzo possibile
    (allo scopo di accontentare l’amato venditore)
    e ora sorge qualche dubbio sul grado di astuzia
    raggiunto.
    ..
    dalla Sardegna:
    ..
    La miniera di piombo argentifero di Monteponi in Sardegna
    https://www.youtube.com/watch?v=gmb8cexbU0I
    1-c.

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