Per due settimane a Vercelli il Teatro sarà in ogni luogo

Foto di gruppo per gli organizzatori di #ogniluogoèunteatro (courtesy Ovest Sesia)

Domanda: dove si può fare teatro? Di primo acchito la maggior parte delle persone risponderebbe nel luogo deputato a farlo, l’archetipo dei quali è quello codificato da Andrea Palladio: il Teatro Olimpico di Vicenza, realizzato nel 1580 su modelli romani classici, estrapolati dal De architectura di Vitruvio. Da lì in avanti il teatro, inteso come edificio, segue più o meno quella struttura.

La risposta al quesito in apertura potrebbe essere corretta quindi, ma solo in parte. Basta leggersi un po’ di rudimenti di Storia del Teatro per capire che non è così. Consigliamo il sempre attuale Lo spazio del teatro di Fabrizio Cruciani, dove l’autore esordisce con queste parole: «Lo spazio del teatro è un insieme complesso che non si può ridurre alla somma di scenografia e di architettura teatrale».

Dalla Grecia a Roma, dal Medioevo al Rinascimento, passando per il Settecento e l’Ottocento, secolo che vede esplodere il teatro borghese, fino a giungere al Novecento con le sue riflessioni e le sue sperimentazioni. Un lungo lasso di tempo in cui si comprendono le dinamiche del teatro e il suo essere radicato e imprescindibile nella vita nostra e di chi ci ha preceduto.

A Vercelli per fortuna c’è chi lo ha capito e ha scelto di scommetterci. Sono Renato Cuocolo e Roberta Bosetti, l’associazione Arteinscacco e con loro il Teatro di Dioniso di Torino che lavorando insieme hanno costruito una rassegna giunta quest’anno alla sua terza edizione: il Festival #ogniluogoèunteatro.

«È un festival – hanno spiegato gli organizzatori nel corso della presentazione avvenuta nella Sala Parlamentino dell’Ovest Sesia (uno dei numerosi partner della kermesse) – nato per dare un segno forte di ritorno alla socialità e alla condivisione di quel rituale universale che è il teatro con il desiderio di sottolineare con forza che nessuna difficoltà può fermare un’arte come quella teatrale che necessita nella sua forma più essenziale sostanzialmente solo di artisti e pubblico, al di là degli spazi».

«Il teatro è ovunque e non necessita di sale teatrali, poltrone o sipario, il teatro è ovunque la magia si ricrei, ovunque si realizzi quella dimensione profonda di condivisione tra artista e spettatore, che si tratti di una biblioteca, un museo, una stanza, un’abitazione, ovunque perché, appunto, ogni luogo è in teatro».

Il teatro è un linguaggio a tutti gli effetti, spiegarlo non è semplice. Che sia unico lo dimostra il fatto di non avere sinonimi che nel chiarirlo evitino pesanti ripetizioni. Prova ne sia che per parlarne o quantomeno provarci occorre utilizzare esclusivamente la parola teatro più e più volte (come sta accadendo ora del resto, chi scrive non fa eccezione). Il teatro bisogna viverlo e basta, dove non importa. Si scopriranno cose molto interessanti al riguardo.

In tredici giorni #ogniluogoèunteatro propone dodici spettacoli e un laboratorio aperto a tutti, alternandosi in luoghi e orari tali da permettere a chiunque di avvicinarsi a questo modus operandi. Si parte sabato 10 e si chiude venerdì 23 settembre.

A dare il via alle danze Le Vie dei Campi di Cuocolo/Bosetti con il progetto sonoro della cantautrice vercellese Carlot-ta. Si svolgerà su un pullman. Il pubblico, munito di cuffie, attraverserà la città immerso nella voce e nel racconto di Roberta Bosetti e nelle sonorità create da Carlot-ta, fino a una meta sorprendente e non svelata. Un’esperienza che invita a percorrere la terra delle risaie attraverso il racconto e gli stimoli acustici che guidano il cammino, rievocando una storia personale e collettiva che si fa spazio tra i canneti, i canali, i rovi e il fango.

I partecipanti, che avranno a disposizione più repliche, sono invitati a camminare lungo un itinerario non cartografato, una psicogeografia che li condurrà a chiedersi quale legame esista tra loro e questi luoghi e che aspetto hanno, quando li si guarda dall’interno.

Si prosegue domenica 11 (repliche sabato 17 e domenica 18) all’Orto Cascina Bargè con Viaggi con l’asino insieme a Claudio Zanotto e l’Asina Geraldina; il 12 e il 13 con Battiti di Maria Napoli in una casa privata in via a Jacopo Durandi 17; il 14 nell’ex Chiesa di Santa Chiara Ruy Blas; il 15 a casa Cuocolo/Bosetti L’albero delle acciughe; il 16 alla Libreria Sant’Andrea Chiamami di Annamaria Tosi e a Casa Cuocolo/Bosetti Club 27; il 17 a Vicolo Schilke Le donne baciano meglio di Barbara Moselli; il 18 a Casa Cuocolo/Bosetti Miss Lala e il Circo Ferdinando in a Room; il 21, stessa location, Uno strappo; il 22 a Vicolo Shilke Crack 27 Monologo di donna con lievito madre di Giulia Cerruti; il 23 nell’ex Chiesa di Santa Chiara Nazieuropa di Beppe Casale.

Accanto agli spettacoli veri e propri, Ippolito Chiarello condurrà un laboratorio gratuito aperto a tutti sul tema dei miti della musica morti a 27 anni che si svolgerà si svolgerà dal 10 al 17 settembre tutti i giorni presso Spazio Gioin in via Laviny 67.

La restituzione pubblica avverrà sabato 17 con una parata per le vie di Vercelli che sfocerà, alle 18.30, in piazza Cavour, dove verrà allestita una sorta di radio dal vivo, dove il pubblico potrà, a richiesta, domandare il racconto di uno dei miti scelti tra Jimi Hendrix, Kurt Cobain, Robert Johnson, Jim Morrison, Amy Winehouse, Janis Joplin, Brian Jones, artisti tutti accomunati dall’essere morti a 27 anni.

Per partecipare: info@teatrodidioniso.it specificando le proprie generalità e una breve presentazione e motivazioni. Indicare anche su quale mito si desidera lavorare tra: Jimi Hendrix, Kurt Cobain, Robert Johnson, Jim Morrison, Amy Winehouse, Janis Joplin, Brian Jones. Termine ultimo per presentare domanda di partecipazione 10 settembre.

Per consultare nel dettaglio il programma completo di date e orari consultare la pagina Facebook Parole d’Artista.

La prenotazione agli spettacoli è obbligatoria. È possibile prenotarsi da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 12 presso l’Infogiovani di via Laviny 67; tramite telefono e Whatsapp: 328.4592121 tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.00; via mail a info@teatrodidioniso.it

Biglietti: unico 10 € (Le Vie dei Campi 15 €). I tagliandi si potranno acquistare presso Infogiovani via Laviny 67 dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.00; online su Ciaotickets oppure nei luoghi di spettacolo a partire dalle 20.15 (biglietti per Le Vie dei Campi e per Battiti sono acquistabili esclusivamente presso Infogiovani e su Ciatickets).

Dopo quattro spettacoli il quinto è gratuito. E possibile ritirare la Festivalcard presso Infogiovani o la sera prima dello spettacolo. Dopo teatro da Vicolo Schilke presentando il biglietto dello spettacolo o la Festivalcard sconto del 10% su tutte le consumazioni.

Massimiliano Muraro

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1 commento

  1. 10 e l’ode
    solo chi studia bene il variegatissimo, interessantissimo e frammentatissimo programma .. potrà udir le piece
    ..
    tentativo di freddura mutuato dal repertorio di Achille Campanile ..
    notare che, fra l’altro .. : ..La scena si svolge dove vi pare .. :
    ..
    PREMIO LETTERARIO
    Personaggi:
    IL POETA
    L’AMICO
    La scena si svolge dove vi pare. All’alzarsi del sipario tutti i personaggi sono in scena.
    IL POETA
    Ho scritto nove sonetti e un’ode saffica.
    L’AMICO
    Cosicché, in totale, quanti componimenti poetici ci saranno nel tuo nuovo – e speriamo ultimo
    – volume?
    IL POETA
    Dieci con l’ode.
    (Galoppo di cavalli in lontananza. Sipario)

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