Primi attacchi vandalici alla propaganda elettorale dei candidati a sindaco. È toccato al grande manifesto di Carlo Olmo affisso fa pochi giorni in piazza Solferino. Interpellato da Tgvercelli sull’accaduto, il Lupo bianco, molto benevolmente, avanza anche l’ipotesi che a causare il danno possa essere stata la pioggia (pur ovviamente non trascurando l’ipotesi dell’atto vandalico). Noi, visto il tipo di danneggiamento riteniamo, con pochi dubbi, che si sia trattato del gesto di uno o più imbecilli, fatti non nuovi, che sono accaduti in passato, che si ripeteranno e che i candidati a qualunque tipo di competizione elettorale devono mettere in conto.
Un tempo questo tipo di condotta era considerato un reato penale punibile con la reclusione fino ad un anno perché ledeva il diritto alla libera propaganda elettorale. Ma da tempo c’è stata la depenalizzazione e ora si paga una semplice multa: tuttavia sarebbe bello che queste persone venissero individuate e multate. Vale per Carlo Olmo e per tutti coloro che subiranno trattamenti analoghi.
Il nostro ordinamento giuridico non prevede il reato di imbecillità: da una parte è un bene perché le nostre carceri già affollate non riuscirebbero a contenere tutta la folla che si prospetterebbe. Ma sotto sotto, si sarebbe tentati di risolvere la deriva che sta prendendo l’umanità anche con questi mezzi coercitivi.
Edm






Strappare e imbrattare
la cartellonistica elettorale
un tempo era conseguenza
della ideologgizazione
e radicalizzazione
Atti impulsivi quanto inutili
.. non sposta il voto
né in + e né in meno
cancellare volti e poche parole.
Chi sarà stato ? .. il sostenitore
di qualcuno .. o di nessuno?
Escluderei la false flag!