“Non voteremo a favore della mozione di sfiducia al sindaco, ma poi ci dimetteremo”

Vercelli – “Parteciperemo al prossimo o ai prossimi Consigli comunali – se uno o due devono ancora concordarlo i capigruppo con il Presidente -, non voteremo a favore della mozione di sfiducia al sindaco proposta dalla minoranza, poi, nei giorni successivi, ci dimetteremo da consiglieri comunali”. Queste, in sintesi, le dichiarazioni rilasciate oggi in sala gruppo dagli esponenti di Sinistra e Voice Libera, Mariapia Massa e Giorgio Comella, che, di fatto, aprono una crisi senza precedenti nell’amministrazione Forte.

Massa e Comella hanno ribadito che non ha nessun senso proseguire nell’esperienza amministrativa, perché non ci sono più i numeri per una solida maggioranza, e, con le loro dimissioni, vogliono lanciare un segnale preciso e forte alla sindaca “che ben due volte, il 21 dicembre e il 25 gennaio, in occasione dei Consigli poi andati a monte per la mancanza del numero legale, ci aveva assicurato che si sarebbe dimessa, cosa che invece non ha fatto, cambiando idea dalla sera alla mattina”.
I due conasiglieri comunali, dunque, si dimetteranno, ma non voteranno la mozione di sfiducia a Maura Forte che, di fatto, porterebbe al risultato voluto, cioè allo “stop” dell’esperienza amministrativa. Spiega Mariapia Massa: “La politica conta, non possiamo mischiare le nostre critiche a quelle dell’opposizione, perché, a nostro avviso, a differenza di quanto sostiene la minoranza, l’amministrazione Forte non ha avuto solo ombre, ma anche luci: pensiamo, ad esempio, all’importante correzione dei conti, che ha consentito la notevole riduzione di tasse e imposte; quindi ai progetti per risanare significativi rioni della città. Non voteremo dunque a favore della mozione di sfiducia, ma ribadiamo che questa esperienza, per noi, è conclusa. Il sindaco ne prenda atto”.

La mozione di sfiducia, proposta da Forza Italia, Vercelli Amica, SiAmo Vercelli, Lega Nord e Movimento 5 Stelle, dovrebbe essere discussa giovedì 22 febbraio: ma sarà il presidente del Consiglio Michele Gaietta a decidere la data ufficiale, dopo aver ascoltato i capigruppo. Nella conferenza dei capigruppo si stabilirà anche se il Consiglio continuerà poi con altri punti all’ordine del giorno (ad esempio le importanti delibere propedeutiche al bilancio, non votate l’ultima volta a causa della mancanza del numero legale), oppure se, su questi argomenti, ci sarà un altro Consiglio.

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