Nessuno avvisa il marito che la moglie è morta, l’Asl si scusa e promette provvedimenti

 

Vercelli – Nel giorni scorsi, nel reparto di Neurologia dell’ospedale “Sant’Andrea” di Vercelli, che pure è ritenuto tra le vere eccellenze della sanità vercellese, è avvenuto un fatto che ha dell’incredibile: un paziente anziano è andato a trovare la moglie ricoverata, ma nel suo letto c’era un altra persona. Motivo: la moglie dell’anziano, un novantaduenne di Santhià, era morta, ma nessuno aveva avvisato il marito.

Il fatto è stato narrato, con dovizia di particolari, questa mattina dal bisettimanale “La Sesia” e una imbarazzatissima Asl ha risposto poco fa con questo comunicato, che conferma in pieno l’accaduto: “Porgiamo le nostre condoglianze alla famiglia. Siamo addolorati per questo inescusabile errore e stiamo adottando i provvedimenti ritenuti adeguati alla gravità dello stesso. Il dott. Coppo e i suoi collaboratori di neurologia restano a disposizione dei loro pazienti con la consueta cura e competenza”.

Pensavamo che queste cose potessero accadere solo in tempo di guerra, quando le comunicazioni erano ancora affidate al telegrafo oppure ai primi, rudimentali telefoni. Invece tutto ciò è avvenuto nell’anno di grazia 2018, in piena era Internet e Smartphone.

La donna in questione, una ottantasettenne, sposata da sessantaquattro anni, era stata ricoverata lo scorso 21 gennaio per un’embolia. Da quel giorno, il marito, accompagnato da un nipote, era andato costantemente a trovarla. E così fino al 6 febbraio quando, sempre secondo il resoconto di Michela Giuliani sul bisettimanale vercellese, il marito l’ha salutata, verso sera, ed è tonato a casa sull’auto del nipote.

Quello stesso pomeriggio, la donna muore. Il giorno dopo, marito e nipote arrivano all’ospedale, come di consueto, ma nel letto dove fino al giorno prima c’era la donna trovano un’altra pazientare. I due uomini chiedono dove sia stata portata la loro congiunta, ma nessuno, in reparto, sa rispondere. Un’infermiera si prende a cuore la loro vicenda e, dopo una lunga ricerca, accompagna i due uomini all’obitorio, comunicando la notizia terribile: “Fatevi coraggio, la signora è morta ieri pomeriggio”.

Di fronte alle rimostranze, neppure troppo eccessive, dei due uomini (che più che altro erano sconvolti dal dolore), la spiegazione sarebbe stata: “Non vi abbiamo trovati, e quel giorno ci sono stati dodici decessi”.

Una giustificazione del tutto inaccettabile. Ma ora, l’Asl, stando al comunicato, promette una verifica interna accurata “con provvedimenti adeguati alla gravità del caso”. Nei prossimi giorni sono attese novità, resta l’amarezza per un fatto che, ripetiamo, nell’era in cui le comunicazioni viaggiano alla velocità della luce, resta doloroso e assurdo.

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