Mercoledì il via al 70° Concorso Viotti con un grande concerto di Emelianov

Vercelli – Martedì 10 ottobre 1950, su “La Sesia”, annunciando l’imminente, prima edizione del Concorso Internazionale di Musica Giovan Battista Viotti, che si sarebbe tenuta alla Pinatoca Borgogna, suddivisa nelle sezioni di Pianoforte (dal 16 al 20 ottobre),  Quartetto d’archi (il 21 ottobre) e Composizione (dal 18 al 21 ottobre), l’inventore e poi per 35 anni nocchiero del Concorso, il professor Josep Robbone, scrisse un illuminante saggio – più che articolo – sulla figura del grande violinista e compositore fontanettese cui aveva deciso di intitolare il Concorso.

In quel saggio davvero magistrale il professor Robbone sosteneva che Viotti, “ossequiato da re Stanislao Augusto di Varsavia, da Caterina di Russia e da Maria Antonietta di Francia”, poteva essere ritenuto un precursore di Beethoven e che lo scopo della Società del Quartetto era quello, tramite il Concorso eponimo,  di trarre dall’oblio le sue musiche, farle eseguire e farle conoscere.

Il Concorso si calò su una Vercelli che stava cercando faticosamente di uscire dall’angoscia e dalla povertà post-bellica. In quei giorni, in città non si parlava d’altro che del ricorso del pubblico ministero contro la concessione della libertà ad un famoso calciatore arrestato per aver contribuito, con altri, a far sparire i cadaveri dell’eccidio Scalfi e, stavolta in tema propriamente calcistico, dell’ingloriosa sconfitta interna delle bianche casacche (0 a 1) contro il Villasanta, in serie C. Per svagarsi un po’ in quei giorni ai bicciolani non restava che il cinema: al “Viotti” furoreggiava “Napoli milionaria” di Eduardo De Filippo, con Totò e una giovanissima Delia Scala.

Il professor Robbone con uno dei grandissimi del Viotti, Arturo Benedetti Michelangeli

E poi, naturalmente c’era la grande novità del “Viotti”. Ancora oggi tutti ricordano il trionfo, con l’”Appassionata” di Beethoven eseguita in finale, di Jean Micault (anche perché il pianista francese,  poi benemerito vercellese honoris causa, fu il primissimo vincitore assoluto del Concorso), ma giova ricordare che quella prima edizione ebbe anche altri due vincitori, ex aequo: gli unici due (ma straordinari) Quartetti d’Archi che si presentarono in competizione: il “Città di Torino” e il “Giaccone”. Del primo facevano parte Enzo Francalanci, Lorenzo Logli, Pietro Nava e Arnaldo Zanetti; del secondo, Giuseppe Ferrari, Ercole Giaccone, Carlo Pozzi e Renato Valesio. Nessun premio, invece, nella Composizione. E qui, prima di arrivare ai giorni nostri, vogliamo ricordare che proprio in questa sezione, Composizione, l’albo d’oro del Concorso vanta il nome dell’unico vercellese di tutti questi primi settant’anni: nel 1974, l’allora trentaduenne Angelo Gilardino, partecipando con uno pseudonimo, come il regolamento  imponeva, ottenne, con i primi due premi non assegnati, la medaglia d’oro con la Fantasia per chitarra “The Green Leaves of Summer”.  Oggi Gilardino è ritenuto uno dei più grande i compositori del mondo.

Ed eccoci ai giorni nostri. E’ la settantesima edizione del Concorso e, con giustificato, orgoglio la Società del Quartetto l’ha organizzata a puntino, anche nei dettagli, grazie alla collaborazione dell’Università del Piemonte Orientale, del Comune, della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, della Regione e della Fondazione Crt. La sezione di quest’anno è la pianistica: 151 i concorrenti iscritti e preselezionati (con i dvd), 64 quelli ammessi alla competizione. Prestigiosissima la giuria messa assieme dal direttore artistico Pietro Borgonovo: Cristiano Burato, Itamar Golan, Jun Kanno, Mi Kyung Kim, Ruggero Laganà, Alexey Lebedev e Sergio Marengoni. Montepremi complessivo di 45 mila euro, di cui 21 mila andranno al vincitore: premi offerti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, dal VComune, attraverso il lascito dell’avvocato Eusebio Ferraris, d’ala Soroptimist Club e dalle sorelle Garino di Fontanetto Po.

Si parte domani, mercoledì, con la cerimonia di apertura. Al Teatro Civico, a partire dalle 18, presentazione dei concorrenti (che arrivano da venti nazionali), e sorteggio della lettera con cui s’inizieranno le prove a partire dal giorno dopo, giovedì, e sempre al Civico.

Alle 18,45 ci sarà il concerto di apertura, in memoria dell’ingegner  Silvio Guyot (la famiglia Guyot da sempre è tra le sostenitrici del Concorso), scomparso nel marzo dello scorso anno,  dello straordinario vincitore di due anni fa: il russo Konstantin Emelianov, che suonerà 7 Sonate di Scarlatti, 7 Preludi di Debussy e 3 Movimenti da “Petroucha” di Stravinsky. L’ingresso è libero, ma per prenotare il posto entro stasera occorre compilare un modulo on line sul sito  www.concorsoviotti.it/biglietti, oppure scrivere alla e-mail segreteria@concorsoviotti.it, oppure ancora telefonare (e domani è assolutamente indispensabile farlo, se non si è ancora provveduto a prenotare il posto) allo 0161255575.

Ovviamente daremo conto poi, giorno per giorno di tutte le prove e della finalissima con Orchestra dei soliti tre concorrenti in programma sabato 19 al Civico: l’Orchestra è quella Dinfonica del CVarlo Felice di Genova diretta dall’ungherese trentottenne – tra le migliori bacchette europee – Daniel Somogyi Toth.

Per tutte le altre informazioni possibili, si può consultare il rinnovato e bellissimo sito del Quartetto www.concorsoviotti.it

Edm

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