Riceviamo e pubblichiamo
Dopo anni di annunci, ragionamenti in separate stanze e chiusura al confronto, ieri il Sindaco ha dovuto presentarsi in Commissione a esporre a Consiglieri comunali e cittadini (presenti in gran numero) il progetto di riqualificazione di Viale Garibaldi.
Lo ha fatto solo a seguito della richiesta della minoranza, accolta dal Presidente di commissione, dopo tre anni in cui l’Amministrazione non ha mai pensato per alcun motivo di aprire un dialogo pubblico sul tema. Lo si è fatto solo a compartimenti stagni, con pochi selezionati interlocutori, nonostante stiamo parlando di un progetto che cambierà il volto della città.
Ed è proprio la portata del cambiamento che genera automaticamente dubbi, timori, riflessioni e proposte, che qualunque buona Amministrazione dovrebbe intercettare, per quantomeno spiegare in maniera dettagliata le scelte e le motivazioni, così come per cogliere le perplessità e gli spunti che potrebbero migliorare il progetto.
Tanti sono i temi che consiglieri comunali e cittadini (la cui presenza massiccia testimonia l’interesse per il tema) hanno posto e avrebbero voluto porre in maniera dettagliata: dal tema della gestione del verde (già oggi in sofferenza e con un inevitabile aumento di spese), al tema della viabilità, fino alle singole esigenze quotidiane dei residenti (la sosta, eventuali traslochi, i parcheggi).
Avessimo dovuto progettare noi un cambiamento di tale portata avremmo aperto un dialogo costante con la città e con il consiglio comunale, aprendo le commissioni e organizzando tavoli di ascolto e condivisione delle informazioni con la cittadinanza su questo e su tutti gli altri progetti finanziati dal PNRR che cambieranno la città.
O meglio che dovrebbero cambiarla, perché viste le lungaggini e le problematiche intercorse su tanti fronti (si pensi ad esempio al Cavalcavia Avogadro, al secondo lotto della piscina comunale, alla torre libraria di Piazza Antico Ospedale) i dubbi e le perplessità ci sono.
Programmazione e condivisione, due parole sconosciute a questa Amministrazione Comunale, che chiusa nei suoi uffici modifica la città come se fosse il loro giardino privato.
Gruppi Consiliari
Partito Democratico, SiAmo Vercelli, Voltiamo Pagina, Gruppo Misto






La minoranza quando è MINORANZA chiede PARTECIPAZIONE ..
Democrazia e Libertà
(l’hanno imparata bene la Libertà?),
e la Libertà è partecipazione .. o meglio, cogestione ..
è una visione “idilliàca” ..
+ di quella cantata da Gaber ..
salvo quando poi diventa MAGGIORANZA ..
in tal caso a Corsaro non gli si lascerebbe
neppure dipingere i murales ..
vale il centralismo democratico
..
La libertà
non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione
Vorrei essere libero come un uomo
Come un uomo che ha bisogno
di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio
solamente nella sua democrazia
..
Testo La Libertà – 1972/1973
https://www.giorgiogaber.it/discografia-album/la-liberta-testo
Giorgio Gaber – La Libertà
https://www.youtube.com/watch?v=7lvjscnHpGc