Il vice presidente della Cei ha visitato la mostra su Gaudenzio e San Cristoforo

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Vercelli – Esperto d’arte colto e raffinato (ha scritto un libro bellissimo sulla Parete Gaudenziana di Santa Maria delle Grazie), il vice presidente della Cei e vescovo di Novara Franco Giulio Brambilla, ha fatto oggi una visita privata alla mostra su Gaudenzio Ferrari in Arca e quindi si è recato, con l’amico giornalista Marco Barberis, ad ammirare gli affreschi gaudenziani in San Cristoforo accolto dal parroco attuale monsignor Sergio Salvini e dal suo predecessore, monsignor Giuseppe Cavallone.

Una visita d’eccezione per Vercelli, se si considera che monsignor Brambilla è uno dei massimi teologi italiani, nonché un grande conoscitore dell’arte: a gennaio, in un’aula magna dell’Università di Novara affollata in ogni ordine di posti, aveva tenuto una straordinaria conferenza con il direttore degli Uffizi Erike Schmidt sul tema “Il rapporto Arte e Fede”. In quella circostanza, venne pronunciata una frase che meriterebbe di essere incisa in modo indelebile in tutte le Università: “Innamoratevi della cultura e non credete alle teorie assurde secondo cui con l’arte non si mangia. E’ esattamente vero il contrario: senza arte non si mangia”.

Anche nei pochi minuti in cui è stato in San Cristoforo – chiesa che conosceva già assai bene – monsignor  Brambilla ha affascinato i presenti parlando delle similitudini tra la parete Gaudenziana e gli affreschi vercellesi e soffermandosi sul particolare del violino ‘impossibile’ rappresentato nella pala d’altare, la famosa Madonna degli Aranci, particolare segnalatogli da uno dei presenti alla visita.

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