Il regista Gangitano sta pensando ad un film sul Lupo Bianco da girare a Vercelli

Un regista di Caltanissetta, Tony Gangitano, e una sceneggiatrice-attrice di Palemo, Beatrice Genova, vogliono portare sullo schermo la vicenda del Lupo Bianco, girando un mediometraggio a Vercelli. Il progetto, che per ora è appunto ancora in fase embrionale, è stato illustrato questa mattina a Carlo Olmo dall’ex agente della Polizia di Stato Diego Camilleri che, dopo la pensione, ha intrapreso un’interessante carriera di attore, recitando in conosciute fiction televisive (come “1994” o “Il Paradiso delle signore” e in alcuni film, ad esempio “Il predatore” di Tony Paganelli.

Dopo un primo contatto con Rita Francios, che segue Olmo in molte iniziative legate alla sua immagine pubblica, Camilleri ha ora messo in contatto Olmo con Beatrice Genova, che a settembre verrà a Vercelli a parlare con il filantropo di via Delpiano.

L’idea è di realizzare un film sul ruolo del Lupo Bianco durante la pandemia: dai primi acquisto di Dpi per l’ospedale, all decine di migliaia di mascherine donate da Olmo ai medici, all’ospedale e ai cittadini, fino ai Charity Tour. Olmo non interpreterà se stesso, ma avrà un cameo.

Il regista Tony Gangitano

AUTORE MOLTO APPREZZATO DALLA CRITICA

Tony Gangitano ha al suo attivo alcuni film che hanno catturato l’attenzione, più che benevola, della critica specializzata: in uno “Pagate Fratelli”, del 2012, racconta la vicenda di quattro frati del convento di San Francesco, a Mazzarino, accusati di un’incedibile serie di azioni criminali. In “Un santo senza parole”, girato tre anni dopo, ripercorre invece la storia di San Felice di Nicosia,  un frate (stavolta buono, anzi più che buono) frate del ‘700, che sarebbe stato canonizzato da Benedetto XVI nel 2005. Gangitano ha quindi lavorato ad un film, interamente girato a Caltanisetta, sulla vita del comico Franco Franchi, ed infine ha girato in collaborazione con un altro regista, Peppino Orecchia, “Entro mezzanotte”, che racconta le peripezie di un senzatetto che vive ai margini della legalità. Olmo ha giù suggerito alla sceneggiatrice che l’ha contattato tre nomi per la colonna sonora: Francesco Cilione, Silvia Poy e Serena Rubini.

IN KENIA NASCERA’ LA CAPANNA BELLARIA

Intanto, il Cavaliere Bianco del Coronavirus di Vercelli continua a raccogliere attestazioni di stima. E’ di ieri la notizia dell’assegnazione, decisa dal Comitato manifestazioni vercellesi del “Bicciolano d’Oro 2020”, premio che gli verrà consegnato a settembre durante un evento organizzato dall’Ascom. E poi, sempre ieri, Olmo ha ricevuto la tessera di socio onorario del Comitato Bellaria, accompagnato da 500 euro affinché li destinasse dove desiderava e Olmo ha subito pensato, ottenendo il consenso dei soci della Bellaria, di destinare quella cifra ad una capanna in un centro del Kenya che egli sta sostenendo da tempo con la Fondazione Santina di monsignor Luigi Ginami: Garissa. Lì Olmo si è preso a cuore il problema di centinaia di piccoli africani orfani. “Santina” (l’hanno chiamata cosi nome della Fondazione) ha sei anni e proprio in questi giorni ha perso la mamma, morta di Aids. Una capanna sarebbe quello che la bimba, ora affidata ad una zia, potrebbe aspirare, e questa capanna costa 490 euro, proprio la cifra donata dal Comitato rionale presieduto

Olmo con Debora Cinquepalme

OLMO STASERA A CAVAGLIA’ e DOMANI A TORNA ZIMONE

Infine, Olmo sarà ospite oggi alle 21 del Comune di Cavaglià, che indice una festa per i benefattori che hanno aiutato la popolazione durante il Covid. E domani, alle 17, prenderà parte alla premiazione di un concorso per bambini sulle loro impressioni sulla pandemia, a Zimone: paese di cui è cittadino onorario. In entrambe le località, Olmo distribuirà ai bambini il libro a fumetti “Ululì e il segreto del Lupo Bianco”, realizzato con la disegnatrice Debora Cinquepalmi.

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