Randazzo capo delegazione di tutta la Scherma italiana a Tokyo: “Buone sensazioni”

Tornare alle Olimpiadi dopo ventun anni con la speranza di conquistare altre medaglie, dopo le due, nell’oro a squadre di spada, già messe al collo ad Atlanta ‘96 e a Sydney 2000, ma stavolta non come atleta, bensì come capo delegazione di tutta la scherma italiana, è una gioia e un’immensa soddisfazione per Maurizio Randazzo: un riconoscimento per quanto ha continuato a fare, anche dopo aver abbandonato l’attività agonistica, per la scherma italiana.

Il vice presidente vicario della Federscherma, 57 anni,  ci riceve nel suo studio di avvocato in viale Garibaldi, per parlarci di questa missione cui tiene davvero tanto, perché sa che i suoi atleti (e stavolta ci saranno finalmente tutte le armi nella competizione a squadre) possono fare benissimo. Tra gli schermidori che si imbarcheranno per Tokyo il 15 luglio, anche una vercellese, Federica “Chicca” Isola, 21 anni, studentessa in Biologia. Con Maurizio non facciamo nemmeno finta di darci del “lei”, tale è stata la nostra frequentazione, specie negli ultimi anni.

Sei soddisfatto di questo ruolo che ti è stato assegnato dalla Fis, anche per i tuoi straordinari meriti sportivi?

“Orgoglioso, ma anche un po’ preoccupato, com’è ovvio. Avevo già fatto l’accompagnatore delle Nazionali giovanili, ai Mondiali e agli Europei, ma le Olimpiadi, ed io lo so bene, sono tutt’altra cosa. La responsabilità di un capo delegazione è enorme, specie in tempi di Covid. Ricordo, quando toccò a me gareggiare negli Usa e in Australia, che il nostro capo delegazione si prendeva cura di noi esaudendo anche il più piccolo desiderio, adesso sarà molto difficile perché vivremo in una sorta di ‘bolla’. L’impegno sarà quindi ancora più problematico, per fortuna avrò il supporto sia del presidente Paolo Azzi sia del segretario della Fis Marco Cannella, che verranno con noi in Giappone. E poi, ovviamente conto sull’arrivo di Valentina Vezzali, ora sottogretario allo Sport, con la quale ho collaborato davvero ottimamente nel precedente mandato federale, quand’era nel direttivo nazionale con me”.

Da quante persone sarà formata la spedizione italiana di Scherma?

“Partiamo dagli atleti che saranno sei per arma. I tre titolari, il quarto per la competizione a squadre, che potrebbe subentrare durante la gara, ma solo una volta, per motivi clinici o tecnici se il commissario tecnico lo riterrà opportuno. Un quinto atleta per eventuali problemi di salute che potrebbero colpire uno degli altri quattro, e un sesto che viene portato in Giappone per le sfide di allenamento con i titolari, in vista delle gare. Di solito il sesto è un giovane (o una giovane) particolarmente promettente, che avrebbe anche  potuto far parte della squadra titolare, una sorta di primo degli esclusi che viene portato in viaggio premio a fare esperienza, in vista dei prossimi Giochi. In totale dunque, tra squadre femminili e maschili, trentasei atleti. Poi ci sono i commissari tecnici, unici per uomini e donne: Sandro Cuomo  per gli spadisti Giovanni Sirovich per gli sciabolatori e Andrea Cipressa per i fiorettisti. Quindi, due o tre tecnici per squadra, il medico, i fisioterapisti,  dirigenti federali, alcuni impiegati della Fs. Insomma, in tutto dovremmo essere sessantotto. Il problema è che una parte considerevole di loro, se non cambiano le condizioni legate al Covid, rischiano di tornarsene quasi subito a casa perché rimarranno solo gli atleti, e le quinte riserve, non i sesti atleti, non tutti i maestri, non tutti i dipendenti della Federazione. Ovviamente ci spiace che parecchie persone che saliranno sull’aereo con noi poi debbano quasi subito reimbarcarsi per Roma, ma i protocolli sono rigidissimi, anche se un po’, diciamo così, mutabili…”

Il podio di Sydney 2000: da sinistra i vincitori dell’oro a squadre di spada Mazzoni, Randazzo, Rota e Milanoli

In che senso?

“Nel senso che, inizialmente dovevano essere Olimpiadi senza pubblico. Invece l’ultima e-mail che abbiamo ricevuto parla di spettatori, nei palazzetti e negli stadi, fino al 42 per cento della capienza, ma, sia ben chiaro, solo spettatori giapponesi. Siamo rimasti un po’ sorpresi, ma non sarei stupito se, prima del 23 luglio, cambiasse ancora tutto”.

Voi siete comunque tutti vaccinati.

“Sì. Tieni conto che gran parte degli schermidori, donne e uomini, fanno parte di gruppo sportivi delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate, dunque vaccinati già da diverso tempo. A tutti gli altri componenti la spedizione, me compreso, è stata data la possibilità, secondo la città di residenza, di andare a fare il vaccino o a Milano o a Roma. Io ho fatto la seconda dose pochi giorni fa”.

Ma torniamo spedizione: oltre agli atleti, non alloggerete tutti al Villaggio Olimpico…

“No, al Villaggio Olimpico potremo stare in una quindicina. Del resto non è la prima volta e non è solo per problemi legati al Covid. Ad esempio, a Sydney, visto che io partivo da quarto componente la squadra anche se poi ho dato il mio contributo al successo, ero in un villino a quaranta chilometri dal Villaggio, e non potevo nemmeno allenarmi con i titolari. Adesso cercherò di invertire la rotta rispetto a quel passato, privilegiando gli atleti, perché se lo meritano e perché è giusto così, ma non sarà facile”.

In ogni caso, una volta arrivati in Giappone, dove alloggerete?

“In un college universitario, quello di Waseda, pagato dal Coni, nella città di Tokorozawa della Prefettura di Saitama, a trenta chilometri da Tokyo. Una curiosità: a Tokorozawa è stato dedicato un asteroide scoperto nel 1995. Abbiamo già provveduto a spedire lì, e negli altri centri dove alloggeranno sciabolatori e fiorettisti, con voli speciali le nostre pedane per gli allenamenti: i nostri tecnici andranno a sistemarle partendo per il Giappone cinque giorni prima di noi”.

Per quanto riguarda la scherma femminile, l’arma che ci riguarda da vicino, chi sono le tre che gareggeranno nell’individuale e che poi partiranno quasi sicuramente titolari nella competizione a squadre?

 

“La campionessa mondiale in carica Mara Navarria, quindi Rossella Fiamingo, seconda agli ultimi Giochi Rio De Janiero, nel 2016, e la nostra Chicca, che tra i tanti titoli giovanili vinti in ogni dove, vanta anche quello italiano assoluto conquistato nel 2019. Due sono atlete esperte, cariche di successi. E poi c’è Chicca, assai più giovane, con i suoi 21 anni, ma in grado, se va in pedana con la mente libera, di battere chiunque. Sesta atleta sarà Alice Clerici, seconda due anni fa agli Assoluti, dietro a Chicca. Come sesta spadista porteremo Nicole Foietta, ventiseienne, argento a squadre nelle Universiadi del 2019. Io penso che nell’individuale abbiamo ottime chances, ma che la nostra squadra sia davvero tra le più forti in assoluto, anche se le rivali, come sempre, alle Olimpiadi, saranno “agguerritissime”.

Immagino che tu ti senta in continuazione con Chicca Isola, qual è il suo stato d’animo?

“E’ ovviamente, molto emozionata e anche agitata. Ti racconto un paio di episodi, per renderti l’idea. Quando già tutti sapevano che sarebbe stata scelta per prendere parte alle Olimpiadi, ma non c’era ancora l’ufficialità della squadra, mi telefonava più volte al giorno,  per avere conferme, ed io la rassicuravo. Le telefonate sono proseguite sino alle convocazioni ufficiali. Quando finalmente è arrivata la conferma definitiva, sembrava tutto risolto, ma non passa che poco tempo, che mi arriva un’altra telefonata: ‘Sei sicuro che non annulleranno le Olimpiadi?’. Beninteso, capisco benissimo queste apprensioni più che naturali per una ragazza alla prima esperienza olimpica. Però, ripeto, se riuscirà a sgombrare la mente da tutto e a scendere in pedana con la sua naturalezza peculiare e tutto il suo estro, farà una Olmpiade magnifica. Me lo auguro io, se lo augura la nostra città e tutto lo Sport i

taliano”.

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1 commento

  1. Forse la nostra bravissima rappresentante ritroverà la serena disposizione alla competizione soltanto una volta scesa in pedana! Chi guida la delegazione di questa surreale olimpiade non potrà mai dormir tranquillo.
    Servirà ad entrambi per l’edizione del 2024 (o 25)?!

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