Piemonte zona gialla, Coldiretti: “Importante boccata d’ossigeno per le attività di ristorazione”

Il Piemonte torna in zona gialla e possono riaprire con il servizio al tavolo o al bancone le 25 mila strutture ristorative piemontesi tra bar, ristoranti, pizzerie ed agriturismi sopravvissuti alle chiusure. Nelle regioni cosiddette “gialle”, quindi a minore criticità, le attività di ristorazione al tavolo sono consentite in ogni caso dalle ore 5,00 alle 18,00; dopo le 18 rimane la possibilità della consegna a domicilio e fino alle ore 22 l’asporto.

Per Sara Baudo presidente di Coldiretti Novara – Vco e Paolo Dellarole presidente di Coldiretti Vercelli- Biella: “Le riaperture rappresentano un’opportunità per il ritorno alla normalità, ma soprattutto per una importante boccata di ossigeno per le attività di ristorazione, che sono tra quelle più duramente colpite dalle misure restrittive. I continui stop and go delle ordinanze per le aperture e le limitazioni continuano a creare forti ostacoli alla programmazione delle attività. Gli effetti della chiusura della ristorazione, infatti, si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare Made in Piemonte, con disdette per le forniture di prodotti che vanno dal vino alla carne, dalla frutta alla verdura, dai salumi ai formaggi di alta qualità, eccellenze delle nostre province che hanno sempre trovato nella ristorazione un importante mercato di sbocco”.

 “Anche se oggi possono riaprire, non possiamo aspettarci che possano recuperare tutto ciò che hanno perso nei mesi precedenti. Le limitazioni alle attività di impresa – ricorda Francesca Toscani, direttore di Coldiretti Novara – Vco e Vercelli – Biella – devono prevedere un adeguato e immediato sostegno economico, che prenda in considerazione tutta la filiera, per salvare l’economia e l’occupazione. Serve anche una riflessione sulla possibilità di apertura serale dei ristoranti e degli agriturismi anche alla luce delle importanti misure di sicurezza adottate, quali il distanziamento dei posti a sedere, facilmente verificabile, il numero strettamente limitato e controllabile di accessi, la registrazione dei nominativi di ogni singolo cliente”

Love
Haha
Wow
Sad
Angry

1 commento

  1. La miopia delle associazioni di categoria non finisce di stupire chiunque sia ancora dotato di un “minimo scarso” di senso comune. I ristoratori come i bar saranno sterminati dalla “pandemia” e i ristori ne rappresentano la inutile, irrisoria, stretta anticamera.. delle esequie. Per il 70% di essi (ipotesi prudenziale, a mio parere). Chiusura alle 18, redditi decrescenti dei consumatori, interruzione della consuetudine delle cene fra amici, formatasi negli anni, ostacoli alla socializzazione durante gli incontri conviviali sono, insieme ai continui stop and go, solo alcuni dei macigni.. per essi.. invisibili…. ?

Rispondi a vraie55 Cancella la risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here