L’11 maggio primo Pride a Vercelli che solleverà anche i diritti di gay e lesbiche africani

La presentazione del primo Pride vercellese oggi in Provincia

 

Vercelli – Per la prima volta in Italia, Vercelli ospiterà, l’11 maggio, un “Pride” che solleverà anche il problema dei diritti ad una libera espressione sessuale del persone di colore: emblema della manifestazione, che si intitolerà “A braccia aperte”, la famosa bandiera arcobaleno a sei colori  creata da Gilbert Baker, cui si aggiungeranno, appunto due strisce: una nera e una marrone.

L’evento è stato presentato oggi, nella Sala della Protezione civile della Provincia, dall’Arcigay Rainbow  Vercelli Valsesia, presieduto da Giulia Bodo. Presenti, tra gli altri, il vice presidente Gabriele Manachino, la consigliera di Parità della Provincia Lella Bassignana e il nigeriano Kennedy Omokegbe, il portavoce dei rappresentanti di colore del gruppo rifugiati Lgbti+ (ricordiamo che è l’acronimo che indica per le persone lesbiche, gay, bisex, transessuali e intersessuate, con quella + che indica tante altre battaglie specifiche collaterali ma anche importante, da quella contro nome di legge monofore a quella per tutelare i diritti degli atleti gay in tutti gli sport.

Le persone di colore gay o lesbiche sono le più fragili in assoluto, sia perché spesso abitano e soprattutto fuggono da Paesi in cui vengono uccise proprio per il loro orientamento sessuale, sia perché la stessa comunità Lgbti bianca (soprattutto lesbiche, gay e trans anziani, non i più giovani) fatica ad accettarle. Ma ora finalmente qualcosa si sta muovendo nel mondo: la prima grande comunità ad aggiungere le strisce nere e marroni (simbolo della black and browser community) all’arcobaleno a sei colori è stata quella di Philadelphia, nel 2017, seguita, in Europa, da quella di di Manchester, nel Pride dello scorso anno. 

A Vercelli, l’Africarcigay ha trovato un prezioso sostegno appunto nel Comitato locale Arcigay che è così diventato un puntoi di riferimento per la Comunità Lgbti+ di rifugiati e richiedenti asilo dell’Italia Occidentale. Così – come  ha spiegato Giulia Bodo – la manifestazione dell’11 maggio a Vercelli intende promuovere sia la lotta delle persone Lgbti+ sia quelle delle persone migranti, in un momento difficile in cui i diritti vengono sempre più negati. La nostra Giornata sarà quella dell’orgoglio delle categorie oppresse”.

Il “Pride” di Vercelli si celebra proprio nel cinquantennale della storici Motti di Stonewall del 28 giugno 1969. In quella data, la polizia di New York irruppe in una bar gay del Greenwich Village, che si chiamava Stonewall Inn e gli scontri di quella notte sono stati successivamente assurti dalle comunità Lgbti di tutto il mondo a simbolo delle loro lotte e rivendicazioni.

Preceduta da una serie di iniziative legate appunto ai treni in questione, in programma la settimana precedente (cineforum, apertitivi, serate nerd), il Pride vercellese prenderà il via con il raduno dei partecipanti previsto per le 15 in piazza Roma. Da lì partirò un corteo che raggiungerà piazza Cavour. Un Pride analogo era stato organizzato nel maggio dello scorso anno a Novara: vi avevano preso parte circa duemila persone. 

Arcigay Rainbown Vercelli e Valsesia spiega che l’organizzazione dell’evento sarà totalmente a cura di volontari e che si finanzierà attraverso donazioni e sponsorizzazioni. Informazioni sul sito Web www.vercellipride.it, sulla pagina Facebook Vercelli Pride, su Vercellipride di Instagram e alla mail info@vercellipride.it.

 

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