Il Covid stronca il Salone dell’Auto di Ginevra: il più antico del mondo. Cancellato l’evento 2021 e marchio in vendita

La locandina della 90esima edizione del Salone di Ginevra che doveva tenersi nel 2020 ma che è stata cancellata per la pandemia

La notizia ferale per uno dei più grandi appuntamenti motoristici a livello mondiale, sicuramente uno di quelli con la maggior storia, è arrivata con un comunicato in iglese di due giorni fa. Il Salone dell’Auto di Ginevra, che tradizionalmente si teneva a marzo, dopo aver visto annullare l’edizione 2020, è stato cancellato anche per il 2021. Un fatto davvero storico per il mondo dell’auto se si pensa che il Salone di Ginevra sarebbe dovuto arrivare alla sua 90esima edizione e nella sua lunga storia quasi centenaria era stato fermato unicamente per i due conflitti mondiali.

Ma la seconda grave notizia per la kemresse è che non è stato accettato il prestito da parte del Cantone di Ginevra alla Fondazione Salon International de l’Automobile che possiede l’evento, la quale di fatto ha messo in vendita la kermesse la quale probabilmente (e qui il condizionale è d’obbligo visto che la trattativa pare sia in corso ma ancora lungi dall’essere conclusa) sarà ceduta alla Palexpo SA, ovvero la società proprietaria della struttura vicina all’aeroporto ginevrino all’interno della quale si svolgeva il salone.

Le motivazioni che hanno portato alla cancellazione definitiva del Salone di Ginevra 2021, ponendo grandi interrogativi sul suo futuro, sono state praticamente quelle che erano state annunciate lo scorso maggio, quando le condizioni poste dal Cantone di Ginevra per il prestito offerto alla Fondazione proprietaria vennero considerate troppo stringenti. Il prestito, di 16,8 milioni di franchi svizzeri (poco meno di 15,8 milioni di euro), necessario a coprire le perdite pregresse e i danni per non aver organizzato l’edizione 2020, era molto vincolanti e ritenuti dalla Fondazione “non favorevoli ad una stabilità finanziaria nel lungo periodo”. Secondo quanto dichiarato, la Fondazione avrebbe dovuto restituire un milione di franchi svizzeri già nel giugno del 2021, quando all’atto pratico non avrebbe avuto ancora modo di generare degli utili. Altra condizione per il prestito sarebbe stata quella di organizzare la nuova edizione del salone proprio nel 2021. Cosa infattibile secondo la Fondazione (e qui vi sarebbe la seconda grave causa di criticità) visto che praticamente tutte le case automobilistiche a oggi avrebbero fatto sapere, da un sondaggio effettuato dagli stessi organizzatori, che una loro partecipazione nel 2021 sarebbe stata impossibile, preferendo un evento (forse) nel 2022. Il tutto ovviamente a causa della crisi conseguente al Covid.

E comunque se da un alto il modello dei saloni dell’auto classici era già considerato in crisi da ben prima che scoppiasse la crisi coronavirus, con la relativa sospensione dell’edizione 2020, dall’altra la situazione attuale ha di fatto dato il classico colpo di grazia. Ora dunque si andrà verso la vendita del marchio, come detto al 90% alla Palaexpo SA, nella speranza, ma nulla per ora è ancora certo, che dal 2022 si possa ricominciare ad organizzare una manifestazione, e si vedrà anche di che tipo, la quale comunque, secondo i calcoli della Fondazione, potrebbe avere un impatto economico sul Cantone che la ospita di ben 200 milioni di franchi ogni anno.

Maurice Turrettini, Presidente del Consiglio di Fondazione, e François Launaz, Vicepresidente del Consiglio di Fondazione e Presidente dell’Associazione Auto-Svizzera hanno ufficializzato tutto ciò in una diretta streaming, parlando della seconda cancellazione di fila del Ginevra International Motor Show. È stato ribadito in diretta video che il prestito dallo Stato di Ginevra non sarà accettato e che la vendita di GIMS a Palexpo SA è la soluzione preferita con le parti che sono in trattativa avanzata. L’unico dato certo ora però è che, dopo quasi 100 anni di storia, alla soglia della 90esima edizone, il Salone dell’Auto di Ginevra, per come lo conoscevamo, oggi non esiste più.

 

l.a.

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