Coppo e Forte: tasse ridotte su rifiuti e servizi mensa

Vercelli – Si chiamano delibere “propedeutiche” e sono la base del prossimo bilancio del Comune, sul quale è al lavoro l’assessore Andrea Coppo con il sindaco Maura Forte. Entrambi, sindaco e assessore, hanno illustrato queste delibere alla stampa: contengono novità di rilievo. Vediamo le essenziali.
Partiamo dall’addizionale Irpef, la cui esenzione era stata progressivamente estesa, prima dalla giunta Corsaro poi via via dalla giunta Forte, portandola da un reddito di 12 mila euro agli attuali 16 mila. Il tetto di esenzione rimane fissato appunto a 16 mila, ma, ed ecco la prima novità di rilievo, viene reintrodotta la proporzionalità dell’aliquota: oltre i16 mila euro di reddito tutti dunque pagheranno una percentuale Irpef dello 0,80, ma con questa proporzionalità (che esclude ovviamente i redditi fino a 16 mila euro): qualunque reddito imponibile ciascuno abbia, pagherà lo 0,70 per cento di quota Irpef fino a 15 mila euro, e lo 0,80 peer la quota eccedente i 15 mila. Facciamo un esempio pratico: io ho un reddito di 40 mila euro? Pagherò lo 0,70 per cento di quota Irpef sui primi 15 mila euro e lo 0,80 sugli altri 25 mila. Quindi ci sarà uno sgravio Irpef per tutti.
Con queste novità, ha spiegato l’assessore Coppo, la riduzione dell’Irpef per le famiglie vercellesi meno abbienti sarà pari al 20 per cento.
Per quanto riguarda l’Imu confermate le principali esenzioni: non si paga sulla prima casa, non si paga sulla casa assegnata al coniuge in seguito alla separazione e non la pagano gli anziani o i disabili che abbiano acquisito la residenza in strutture di ricovero, purché che la loro abitazione (in proprietà o in usufrutto), che in questo caso diventa seconda casa, non venga affittata a qualcun altro.

Invariate le quote su Affissioni e Tosap, di rilievo le novità sulla Tari, la Tassa rifiuti. Innanzitutto sale da 8 mila a 9000 euro di Isee la quota di esenzione; quindi vengono introdotte riduzioni del 10 e del 20 per cento ai negozianti penalizzati da lavori pubblici comunali nelle loro vie: il 10 per cento per un periodo tra i 30 e i 60 giorni, il 20 per cento tra i 60 e i 180 giorni. Oltre i 180, esistono già agevolazioni di legge.
Sempre per quanto concerne i negozi, esenzione totale della Tari per un anno alle nuove attività al dettaglio (dunque non ai nuovi supermercati) e riduzione del 50 per cento della tassa agli esercizi alimentari di periferia (non i supermercati) per il loro fondamentale servizio sociale svolto nei rioni.Infine, abbattimento tariffario fino al 10 per cento per le attività commerciali, industriali, professionali e in generale produttive che devolvono prodotti alimentari in beneficenza.

Capitolo importante per la fascia di esenzione Isee che passa da 8000 a 9000 euro, in aggiunta a nuove percentuali di abbattimento fino ai 13 mila euro nei settori dell’assistenza domiciliare, del Telesoccorso, del Centro diurno e del servizio mensa anziani.
E concludiamo cn l’assistenza scolastica. Considerando che ciascun pasto costa 5,29 euro, fino ad un Isee di 4 mila euro non si pagherà niente, da 4 mila a 5000 euro, si paga un euro, dai 5001 fino ai 20 mila quota personalizzata da 1 euro al massimo, e cioè 5,29.
Oltre i 20 mila euro, la mensa si paga tutta, ma anche qui con tariffe personalizzate e dunque scontate, secondo i figli a carico: il secondo figlio paga il 5 per cento in meno, il terzo il 10 per cento in meno, il quarto il 20 per cento e, dal quarto in su, meno per cento.

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