Casa di riposo: gli indagati, per ora, sono il direttore generale e la direttrice sanitaria

Il sostituto procuratore Davide Pretti

Sono il direttore generale della Casa di Riposo, Alberto Cottini, e il direttore sanitario, Sara Bouvet, i primi due iscritti sul registro degli indagati per le morti (più di quaranta) alla Casa di Riposo di Vercelli, deceduti a partire dal primo marzo e fino a pochi giorni fa.
L’indagine è condotta dal Sostituto Procuratore della Repubblica Davide Pretti che si avvale dell’apporto della propria squadra di Polizia giudiziaria, dei Carabinieri del reparto investigativo e dei Nas. I capi di accusa dell’indagine che inizialmente era partita contro ignoti sono molto pesanti: omicidio colposo plurimo e procurata epidemia colposa.

Gli avvisi di garanzia – mai come in questo caso è giusti definirli un atto dovuto – sono stati recapitati al direttore generale e al direttore sanitario perché questa mattina è incominciata l’autopsia di tre delle persone scomparse e quindi era assolutamente necessario effettuare tali iscrizioni, ai sensi dell’articolo 360 del codice di procedura penale, che disciplina gli accertamenti tecnici non ripetibili, dopo la nomina dei legali di persone fisiche oggetto delle indagini e del loro eventuale consulente di parte.

Consulente di parte che, sia per Cottini (difeso dall’avvocato Massimo Mussato di Vercelli) sia per la dottoressa Bouvet (difesa dallo stesso Mussato e dall’avvocato Aldo Casalini) sarà Lorenzo Varetto, uno dei più famosi esperti di Medicina legale d’Italia.
Nonostante i problemi di sicurezza legati al Covid, Varetto avrebbe voluto e potuto essere presente alle autopsie, ma i tempi tecnici (ha firmato l’accettazione stamane) non gliel’hanno consentito. Potrà tuttavia consultare gli esiti delle perizie necroscopiche che vengono eseguite proprio in queste ore dai Ctu della procura della Repubblica: il professor Antonio Osclulati e Luca Tajana.
Dice il dottor Davide Pretti: “Le tre persone di cui si sta svolgendo l’autopsia erano risultate positive al tampone del Covid. La perizia necroscopica dovrà accertare se siano decedute per il Coronavirus o con il Coronavirus. Un esito essenziale per l’inchiesta. Procederemo sicuramente ad altre autopsie nei prossimi giorni: due sono previste per la prossima settimana”.
Non ci resta che ricordare, e mai come adesso è il caso di sottolinearlo visto che i capi di imputazione sono pesantissimi, che l’apertura di un’indagine con l’iscrizione sul registro degli indagati è l’avvio e non la conclusione di un procedimento penale, che si annuncia lungo e complesso. Per ora non ci sono altri iscritti nel registro degli indagati e la Procura dichiara che, sempre per ora, non sono stati aperti fascicoli su altre Rsa della provincia.
La dottoressa Sara Bouvet è da giorni a casa in malattia, mentre Alberto Cottini continua a svolgere il suo lavoro all’interno della struttura di piazza Mazzini, da dove praticamente non si è mai mosso fin dai giorni della bufera pandemica che si è riversata sull’istituto con un numero impressionante di vittime.
Gran parte dell’indagine, probabilmente – e il dottor Pretti è un magistrato preparatissimo e scrupoloso che saprà districarsi anche su una vicenda del genere tanto drammatica quanto nuova non solo nel nostro Paese ma in tutto il mondo -, ruoterà sull’esigibilità della condotta sia dei due attuali indagati sia delle altre persone che potrebbero essere chiamate in causa nel prosieguo dell’inchiesta.

Caute e sintetiche, per ora, le dichiarazioni dei due legali: Aldo Casalini: “La dottoressa Bouvet attende con fiducia e serenità gli esiti degli accertamenti della magistratura”. Mussato: “Estrema tranquillità sull’operato posto in essere dai miei assistiti in questa vicenda, ed estrema fiducia sull’operato che verrà posto in essere dalla magistratura”.

edm

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