Anche la grandine non ha fermato il primo “Pride” vercellese

La manifestazione in piazza Cavour

 

Vercelli – Nemmeno la grandine ha raffreddato l’entusiasmo del migliaio di persone che hanno preso parte, oggi al primo Pride di Vercelli, organizzato dall’Associazione Arcigay Rainbow Valsesia Vercelli. Quando la pioggia, poi trasformatasi in gradine, ha incominciato a picchiare sempre più sodo, il corteo arcobaleno è stato immediatamente dirottato da corso Libertà verso piazza Cavour, dove i portici hanno costituito un riparo adeguato: dunque, è saltato l’ultimo tratto del percorso che prevedeva la svolta in piazza Tizzoni, e poi in via Borgogna e via Gioberti.

Erano attese un migliaio di persone e, occhio e croce, è stato il numero dei partecipanti che si è radunato sotto il palco allestito in piazza Cavour dove, per prima, ha parlato la donna che ha fortemente voluto, con il suo vice presidente Gabriele Manachino, questo primo Pride vercellese, la presidente di Arcigay Rainbow Valsesia Vercelli Giulia Bodo.

L’intervento dell’eurodeputato Daniele Viotti, alla sua destra Giulia Bodo

La combattiva fondatrice del gruppo Rainbow della nostra provincia ha ricordato che ancora cinque anni fa a Vercelli il movimento che si batte per i diritti dei LGTBI (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali)  non aveva attivisti.

“Perché la nostra – ha detto – è una piccola città, dive tutti si conoscono, e quindi dove due ragazzi hanno vergogna a passeggiare tenendosi per mano e dove, tuttora, i giovani che adesso vengono alle nostre riunioni non lo dicono ai genitori. Anche per questo il Pride di oggi, il primo in Italia a celebrare il cinquantenario della propria storia, ha un significato speciale per me e per tutti i vercellesi. Si aggiunga che oggi a Vercelli, sotto il motto ‘A braccia aperte”, noi accogliamo anche gli amici LGTBI che arrivano dall’Africa e che per la prima volta riescono in un grande raduno a far sentire la loro voce”.

Il corteo, con un irriverente Bergoglio, in viale Garibaldi (foto Giulia Casalvolone)

Poi ha preso la parola l’eurodeputato Daniele Viotti, esponente dell’Intergruppo per i diritti LGTBI al Parlamento europeo che, riferendosi alla contromanifestazione in piazza Mazzucchelli di Forza Nuova (erano in pochi con le bandiere e uno striscione: “La famiglia è quella tradizionale”) ha detto: “Non ci fermeranno quei quattro fascistelli, non ci fermeranno i fascisti al governo”.

La manifestazione sta proseguendo con altri interventi (anche di esponenti LGTBI profughi o rifugiati politici) e con la musica. Lo stop è previsto intorno alle 20.

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