“Vivere in una società medicalizzata”. Convegno giovedì in Seminario

Per la serie di incontri raccolti sotto il titolo “Coltiviamo la vita”, le sezioni vercellesi di tre importanti associazioni cattoliche nazionali (Associazione Medici Cattolici Italiani, Alleanza Cattolica e Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi), organizzano il consueto appuntamento autunnale dedicandolo ad un tema di stringente attualità: Vivere in una società medicalizzata. Aspetti medici, sociologici, bioetici.

Gli organizzatori vogliono invitare tutti i cittadini a riflettere sul continuo aumento del consumo di farmaci e del ricorso alle prestazioni medico-sanitarie nel nostro paese, aumento che pone la questione della salute al centro delle preoccupazioni personali e dell’opinione pubblica, provocando una vera e propria “medicalizzazione” della cultura contemporanea.

La riflessione coinvolge certamente la prospettiva dell’organizzazione del sistema sanitario (affidata al dottor Gianfranco Zulian direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Novara: Organizzazione sanitaria e medicalizzazione), ma si estende alle implicazioni sociologiche del cambiamento radicale della mentalità corrente  e degli stili di vita dell’intera popolazione (ne parlerà la dottoressa Anna Rosa Favretto, docente di sociologia presso l’Università di Torino: Siamo tutti a rischio. La medicalizzazione della vita quotidiana) e richiede la delineazione di un orizzonte valoriale antropologico ed etico per le scelte da mettere in campo (questo il contributo di don Paolo Merlo docente di bioetica presso la Facoltà teologica di Torino: Che ne dice la bioetica?).

L’incontro in presenza è fissato per giovedì 28 ottobre, alle 17, presso l’aula magna del Seminario arcivescovile. Per partecipare occorre prenotarsi entro il 26 ottobre alla mail barale.carla@virgilio.it . E’ necessario avere il green pass.

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5 Commenti

  1. L’estremo interesse dell’argomento unito alla conduzione nientemeno che del dr. Zulian il quale, come è noto, ha pagato in prima persona l’esser rimasto fedele al giuramento di Ippocrate e non, come fanno i virologi della tv, a quello di Pinocchio, consiglierebbero a tutti noi di essere presenti all’incontro.

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