Vercelli sconvolta per la tragica scomparsa di Roberto Savio e Tonino Greppi

Roberto Savio (a sinistra) e Tonino Greppi

Vercelli – La città è ammutolita e sconvolta per la tragica scomparsa di Roberto Savio, per tutti Bob, e di Tonino Greppi, avvenuta questa mattina in un incidente aereo nei pressi di Cassano allo Jonio, in provincia di Cosenza. Ex dipendente della Banca d’Italia, Bob Savio lascia la moglie Rosella Pellanda, ex impiegata della Provincia ed ora della Regione, e la figlia Roberta, titolare della palestra Go-Fit. Due mesi fa Roberta era diventata mamma di un bellissimo bambino, Gregorio.

Tonino Greppi, imprenditore agricolo molto conosciuto in tutto il Piemonte (i genitori erano i proprietari della Tenuta “Riotta” di Bianzè, che adesso mandava avanti lui) era rimasto vedovo poco tempo fa della moglie Nicoletta Valvassori, e lascia tre figli: Margherita, Maria e Paolo. Imprenditore geniale, non solo in ambito agricolo, aveva dato vita, negli Anni Settanta, all’emittente radiofonica Radio Torre 2, diventata poi RadioVercelli. Successivamente, con amici e colleghi, aveva fondato la televisione VideoVercelli, poi diventata VideoNord e Quarta Rete.

Da una decina d’anni aveva abbandonato il ramo delle telecomunicazioni, ma non la sua grande, immensa passione per il volo. Con l’amico Bob Savio era una vera “colonna” dell’Aeroclub Marilla Rigazio. Ricorda, sconvolto e commosso l’amico, collega imprenditore agricolo e cugino Andrea Vecco: “Era stato proprio Tonino a farmi rifrequentare il ‘Marilla Rigazio’ e l’aeroporto ‘Del Prete”, quando quattro anni fa ero tornato a Vercelli. Il suo entusiasmo era contagioso, e così pure quello di Bob. Li ricorderò sempre con infinito affetto e ancora non mi capacito di che cosa possa essere successo, perché erano due piloti provetti”.

Che cosa sia accaduto sul piccolo velivolo P19, che stava ritornando da un periplo compiuto nel Sud Italia, potrà solo accertarlo l’inchiesta della procura di Cosenza e dell’Enac. Secondo le prime impressioni degli esperti, non è escluso che, dopo aver fatto rifornimento di carburante nel piccolo e moderno aeroporto di Sibari, e già in assetto di crociera, il velivolo possa aver preso fuoco, impendendo ai due provetti piloti vercellesi di compiere una manovra di atterraggio in emergenza.

Ma, ripetiamo, queste sono, per ora congetture. Restano il dolore, l’angoscia, la tristezza di un’intera città per due persone che avevano saputo farsi stimare e benvolere da tutti.

edm

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