Sbaratto e Ordine raccontano Woodstock a cinquant’anni di distanza

Cinzia Ordine e Roberto Sbaratto

Dal 15 al 18 agosto del 1969 in una piccola cittadina nella contea di Ulster nello stato di New York andò in scena un evento destinato a cambiare la storia musicale e culturale dell’America e, visto l’immenso successo, non solo. Stiamo parlando della Fiera della Musica e delle Arti di Woodstock, che a onor del vero si svolse a Bethel, un minuscolo centro rurale distante circa settanta chilometri a sudovest di Woodstock.

Tre giorni di pace e musica rock che radunarono circa mezzo milione di persone, accorse da ogni dove, per condividere gli ideali di pace e amore, promossi dai movimenti hippie. A unirli la passione per la musica, che a Woodstock andò avanti per tre giorni filati, senza soluzione di continuità.

Suonarono ininterrottamente artisti del calibro di Joan Baez, Santana, Janis Joplin, Grateful Dead, Creedence Clearwater Revival, The Who, Jefferson Airplane, Joe Cocker, Crosby, Still, Nash e Young, Jimi Hendrix (autore di una performance memorabile). Qualcuno, per un motivo o per l’altro, declinò l’invito e, a posteriori, se ne pentì amaramente. Nomi eccellenti come Bob Dylan, i Rolling Stones, i Beatles, i Led Zeppelin, i Doors.

Insomma, dopo Woodstock nulla è più stato come prima. Per celebrare i cinquant’anni da quella memorabile manifestazione, l’associazione culturale “Il Porto” propone “Did we meet in Woodstock? Ci siamo per caso già incontrati a Woodstock?”, spettacolo di Cinzia Ordine e Roberto Sbaratto in programma domenica 19 gennaio alle 17.30 sul palco del Teatro Civico.

Sarà un racconto tra suoni e immagini della “tre giorni di pace, amore e musica” in cui la voce di Sbaratto accompagnerà i filmati originali dell’epoca, selezionati accuratamente da Cinzia Ordine. Il festival sarà affrontato dal punto di vista sociale, storico e culturale: dalla morte di JFK alla nascita dei movimenti hippy, dalla lotta per i diritti civili alla protesta contro la guerra in Vietnam.

«Inoltre parleremo di pacifismo e attenzione per l’ambiente – hanno spiegato i due autori – temi più che mai attuali. Woodstock ha cambiato molte cose. Immaginiamo un evento che raccoglie 500.000 persone, all’epoca raggiunte principalmente solo dalla radio e dal passaparola. Oggi sarebbe impensabile, eppure avvenne».

Lo spettacolo narrerà anche i “dietro le quinte”. Ad esempio come le comunità vicine si prodigarono per offrire cibo e bevande a chi non ne aveva più. Del resto nessuno si aspettava un’affluenza simile. Addirittura in molti dovettero tornare indietro perché era impossibile raggiungere l’area. A ciò va aggiunto il fatto che in quei tre giorni il tempo non fu benevolo: acqua e fango alimentarono ancora di più il mito di Woodstock.

“Did we meet in Woodstock?” prevede una replica: oltre allo spettacolo di domenica 19 alle 17.30, ce ne sarà un altro per le scuole lunedì 20. I biglietti sono in prevendita ai botteghini di via Monte di Pietà il mercoledì e il venerdì dalle 17.30 alle 19.30, il sabato dalle 10 alle 12. Platea e palchi 15 € (ridotto 12 €), galleria 10 € (ridotto 8 €).

La realizzazione dello spettacolo è stata possibile grazie al Comune di Vercelli, alla Fondazione CRV, alla Fondazione Piemonte dal Vivo e a Meeting Art.

m.m.

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