La Lega contro lo scorporo del ramo idrico da Asm: ecco i perché

Riceviamo e pubblichiamo

 

La  Lega ha deciso il  voto contrario alla mozione avente ad oggetto lo scorporo del ramo idrico gestito da ASM.

Come gruppo consiliare si è deciso di votare contro non perché non abbiamo a cuore gl’interessi dei cittadini vercellesi o perché riteniamo che l’acqua sia una merce, soggetta al mero rispetto delle logiche di mercato e del profitto, ma perché rimaniamo convinti che non si possa affrontare tale tema con un approccio semplicemente ideologico.

Siamo tutti d’accordo infatti che l’acqua sia un bene comune dell’umanità, che il diritto all’acqua potabile e sicura sia un diritto umano essenziale per il pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani.

Così come è stato giustamente ricordato, l’idea dell’acqua, quale bene comune per eccellenza, meritevole di una tutela rafforzata, anche sul piano del diritto interno ed internazionale, si è affermata progressivamente nel contesto europeo e mondiale e non può essere in alcun modo posta in discussione da nessun legislatore o amministratore, men che meno a livello locale.  Altro discorso riguarda invece l’opportunità, o meglio la necessità, di individuare le migliori forme di gestione del servizio idrico, su cui le posizioni politiche e persino partitiche si possono anche dividere, com’è normale che sia all’interno di un dibattito democratico corretto e costruttivo quale il nostro. Siamo a conoscenza del fatto si avvicina la scadenza del 31 dicembre 2023.  Come è noto a tutti, entro tale data ATO 2 PIEMONTE dovrà procedere all’affidamento del servizio idrico per l’intero ambito territoriale (Biellese, Vercellese, Casalese) ad un unico gestore che subentrerà agli attuali cinque operatori (ASM Vercelli, Cordar Biella, Cordar Valsesia, S.I.I e AM+). Premesso ciò, la mozione in oggetto , pur avendo come obiettivo quello di affrontare un argomento serio e importante per il futuro della Città di Vercelli, non può da noi essere condivisa per le seguenti ragioni.  In primis, appare un po’ aleatoria e poco realistica la richiesta di scorporo del ramo idrico gestito da ASM, quasi a volere pretendere da ASM medesima una sorta di recesso unilaterale, tramite i  rappresentanti nominati dal Comune nel CDA della società stessa, ASM, di cui il Comune, è giusto ricordarlo, che purtroppo il Comune è socio di minoranza con una quota pari al 40% a causa della scelta, diciamo davvero poco felice e poco lungimirante, dell’ex giunta di centro sinistra, a guida del ex sindaco Forte , di cedere , nel 2016 -2017, la quota del 20% del capitale azionario pubblico all’attuale socio privato, facendo così perdere al Comune di Vercelli lo status di socio di maggioranza, con tutto ciò che ne è conseguito purtroppo in termini di perdita dei poteri di controllo e di reale governance del servizio.  In effetti non capiamo poi neppure i motivi in ragione dei quali si debba sposare necessariamente l’idea un progetto di affidamento in house ad un unico operatore con capitale interamente pubblico, escludendo l’attuale gestore vercellese da una sua eventuale e futura partecipazione alla gestione del servizio idrico.

ASM fino ad ora – almeno secondo quanto risulta dai dati oggettivi e veritieri in possesso di ATO2 Piemonte – ha gestito il servizio idrico nella Città di Vercelli con competenza e professionalità, garantendo una percentuale di investimenti (pari al 78%… ) superiore alla media nazionale, riducendo al contempo la percentuale di dispersione dell’acqua (pari a VERCELLI al 19%) ad una media inferiore a quella nazionale, e infine applicando una delle migliori tariffe esistenti sul mercato, a tutto vantaggio dei contribuenti vercellesi.

Non comprendiamo bene infine, a dire il vero, le modalità con cui questa proposta possa avere chances di successo, poiché non è dato nemmeno sapere se e a quali condizioni ASM voglia accettare questa sorta di recesso unilaterale richiesto e preteso dal socio di minoranza, ossia il Comune di Vercelli  La mozione, messa in   discussione , infatti non fa alcun cenno ad un elemento economico- finanziario da tenere in grande considerazione, che riguarda l’eventuale indennizzo spettante ad ASM in caso di recesso.  Ammesso e non concesso infatti che ASM accetti l’esclusione volontariamente e che quindi non si apra un contenzioso legale dagli esiti alquanto incerti, chi sarebbe chiamato a ristorare la perdita di investimenti già avviati o programmati da ASM?  Chi pagherebbe alla stessa società ASM l’indennizzo per il trasferimento a terzi della titolarità delle infrastrutture, in primis le reti idriche?

L’ente cui nel 2024 sarà affidato in via esclusiva la gestione del servizio idrico?  O forse il Comune di Vercelli insieme agli altri comuni di ATO 2?

Sia nell’una che nell’altra ipotesi è evidente che alcune decine di milioni di euro (47), da liquidarsi a beneficio di ASM in caso di recesso, finirebbero direttamente o indirettamente per pesare, e non poco, sui costi del servizio e quindi sulla tariffa da applicarsi: in altre parole, i suddetti costi ricadrebbero inevitabilmente a cascata sui cittadini, utenti e contribuenti vercellesi, che finora hanno goduto – è bene ripeterlo – di una delle tariffe più vantaggiose di tutta la Provincia.

Come Lega siamo invece più orientati verso altre forme di gestione del servizio – e abbiamo ricevuto alcuni feedback, a nostro giudizio positivi, dall’assessore, che ringraziamo.  Siamo favorevoli infatti all’individuazione di una soluzione del problema che preservi sì il servizio idrico dalle logiche del mercato fine a sé stesso e del mero profitto a danno dei cittadini, essendo già previste per legge o potendosi prevedere ulteriori modalità di controllo pubblico prevalente ancor più incisive, in grado insomma di assicurare un servizio di qualità efficiente ed efficace nella soddisfazione dei bisogni dei cittadini con costi tariffari simili a quelli attuali.  Al contempo però non riteniamo opportuno escludere a priori, per pura ideologia ed anacronistica avversione al mercato e al profitto, la collaborazione, o meglio, la compartecipazione al progetto, di imprese e società private, capaci di garantire importanti investimenti produttivi finalizzati alla riduzione degli sprechi e all’innovazione tecnologica. Per tutti questi motivi, di concerto con la segreteria cittadina che ha organizzato incontri specifici sul tema, si è deciso di votare  contro la mozione presentata nel consiglio odierno, gli argomenti delicati e riguardanti gli aspetti ambientali che coinvolgono tutti andrebbero affrontati con il pragmatismo che gli compete e non con un semplice atto  ideologico, che   non contempla una visione di medio e lungo periodo.

Gruppo consigliare Lega Salvini

Segreteria cittadina Lega Salvini

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