La direttrice generale Asl: “Un forte impegno per abbattere le liste di attesa”

La dott. Eva Colombo accanto al ritratto del cardinale Guala Bicchieri (foto Renato Greppi)

“Penso che ciascun direttore generale dell’Asl abbia sensibilità particolari verso temi o categorie specifiche e che, una volta giunto nella sua nuova sede, cerchi di portare migliorie proprio lì. Io ho lavorato anche nel socio-sanitario e ho nel cuore gli anziani, con i loro problemi, le loro fragilità. Per questa ragione vorrei lavorare per loro, per migliorarne la condizione, per venire incontro alle loro esigenze”.

Sono passati due mesi esatti dall’insediamento della dottoressa Eva Colombo alla guida della sanità vercellese. Ci riceve, gentile e sorridente nel suo studio: alle pareti il quadro di Guala Bicchieri, in pratica il fondatore dell’ospedale, e la famosa “pergamena” antica ricomparsa all’improvviso durante la gestione del precedessore della dott. Colombo, Angelo Penna.

Dottoressa Colombo, che ha cosa ha in mente per migliorare la condizione degli anziani in una provincia così “vecchia”?

”Diverse cose. Innanzitutto sarà necessario potenziare la medicina territoriale, assolutamente indispensabile per tutte le fasce di età, ma soprattutto per le persone anziane. E poi sviluppare progetti che possano aiutare gli anziani a seguire un corretto stile di vita, che li aiuti a prevenire o a fronteggiare le malattie. Uno di questi progetti, che stiamo sviluppando proprio adesso, si chiama ‘Dedalo’, perché invita a ‘volare sugli anni’. E’ un’iniziativa che ha l’Asl come capofila, ma che comprende anche il Comune di Vercelli e l’Università, con associazioni ed enti pubblici e privati: l’idea è di mettere in rete le competenze di medici, amministratori, psicologi, dietisti, ricercatori delle scienze umane, sportivi, volontari, etc, in grado di fornire suggerimenti preziosi in base alle loro singole competenze. E poi, naturalmente, qualora l’anziano necessiti di un ricovero, il nostro ospedale deve essere sempre in grado, come già fa ottimamente, di offrire non solo terapie efficaci, ma anche attenzione e soprattutto tanta umanità, anche e soprattutto alle persone anziane”.

A questo proposito, il suo predecessore, il dottor Penna e il suo staff dirigenziale, al momento di congedarsi, avevano parlato dell’’umanizzazione” andata in porto della Chirurgia, con 50 nuovi posti letto finalmente in camere dotate dei comfort essenziali, e non più in stanzoni anche da quatto o sei posti letto senza il bagno. Annunciando la conclusione di quel primo progetto importante di ammodernamento, l’allora direttore sanitario Gualtiero Canova aveva parlato anche di interventi radicali sul Pronto soccorso di Vercelli e su quello di Borgosesia. Quando avremo i due servizi rinnovati?

 

La direzione al completo dell’asl di Vercelli

”Per quanto riguarda Vercelli, dove sono già stati installati i pre cantieri, contiamo di poter concludere i lavori entro la fine del prossimo mese di febbraio, e un mese dopo a Borgosesia. Ovviamente, ho intenzione, con il nuovo direttore sanitario, Fulvia Milano, e con il nuovo direttore amministrativo, Gabriele Giarola, di intervenire per ‘umanizzare’ il maggior numero possibile di reparti ospedalieri. Abbiamo inoltre già preso in mano l’importante eredità che ci è stata consegnata dalla gestione precedente: alludo ai 155 milioni che l’Inail ha destinato alla realizzazione o almeno alla ristrutturazione radicale del nostro ospedale. Come già vi aveva detto il dottor Penna, i problemi da risolvere non sono pochi, a partire ad esempio dal fatto, non trascurabile, che sull’attuale struttura del Sant’Andrea, insistono anche vincoli della Sovrintendenza. In ogni caso questo ospedale, che risale all’inizio degli Anni Sessanta, va adeguatamente risistemato e noi, per centrare l’obiettivo, metteremo tutto il nostro impegno, nell’interesse dei cittadini”.

Già che siamo in tema, vorremmo porre anche il problema, molto sentito, soprattutto in alcuni reparti, di una radicale revisione tecnologica. Pur utilizzata da un personale medico e tecnico di prim’ordine, la risonanza magnetica del nostro ospedale è a dir poco obsoleta rispetto, ad esempio, a quella che c’è a Casale oppure, per non andare troppo lontano, alla clinica Santa Rita. E poi c’è il discorso di un Servizio essenziale che sta funzionando benissimo, la Radioterapia, ma che ha un acceleratore lineare ormai vecchio di dodici anni. Non pensa che occorrerebbe intervenire?

”Certo, ma io sono arrivata solo adesso e i miei predecessori si sono trovati di fronte, ultimamente, ad un’emergenza pandemica mai vista che li ha principalmente occupati per tutto il loro mandato. Lei comunque ha perfettamente ragione, ci sono apparecchiature come e soprattutto quelle citate, che dovrebbero essere sostituite. Progetti del genere vanno messi a bilancio, dopo aver sentito i reparti interessati e poi si dovrà procedere con l’acquisto, ma anche con il noleggio. Spero proprio di poterlo fare in tempi non tropo lunghi”.

Prima ha accennato alla pandemia: non solo ha provocato la radicale trasformazione del nostro, come di gran parte di tutti gli altri ospedali, ma ha anche acuito il problema, che già esisteva delle lunghe liste di attesa…

”Anche questo è un impegno categorico che mi sento di assumere: i tempi di attesa per le visite ospedaliere vanno assolutamente abbattuti, in tutti gli ambulatori del nostro Sant’Andrea. Se non la primissima, è tra le prime urgenze su cui mi sto concentrando. Con l’aiuto di tutto il personale, sono certa che ce la faremo”.

A proposito dei dipendenti ospedalieri. Una delle prime cose che ha fatto, come neo direttore generale, è stata quella di andare a visitare l’ospedale, incontrando gli operatori sanitari, e poi di fare la stessa cosa a Borgosesia.  Qual è stata la prima impressione riportata?

Quella di una bella, forte fidelizzazione di tutti i dipendenti verso l’Azienda. Un dato molto importante e che mi ha colpita. Il personale della nostra Asl, che, in soprattutto in quest’ultimo anno e mezzo, è stato sottoposto ad una pressione che per molti poteva risultare insopportabile, ha reagito con un spirito encomiabile facendo davvero gioco di squadra. Lo devo ringraziare, e proprio nel momento in cui gli chiedo di continuare con questo spirito di abnegazione”.

Dunque, se, e tutti ovviamente speriamo di no, il Covid dovesse causare di nuovo gravi problemi, la struttura è pronta?

”E’ prontissima. Ovviamente speriamo che non sia più necessario metterla alla prova, ma noi ci siamo. Abbiamo le eccellenze professionali per affrontarla, si pensi all’Infettivologia del dottor Borrè, che è stata un esempio per tutt’Italia, ma le assicuro che anche tutti i reparti, i servizi e i laboratori sono pronti ad ogni evenienza. Nel frattempo, stiamo cercando di riprendere, come già le dicevo, l’attività extra Covid, adesso che finalmente, dopo tre settimane da quando io ero qui, anche il ‘Sant’Andrea’ è diventato Covid Free”.

Le vaccinazioni dei giovani, cavallo di battaglia ella dirigenza Asl

E sempre in funzione preventiva anti-Covid lei ha avviato la campagna per la vaccinazione dei ragazzi tra i 12 e i 19 anni: i famosi Open Day, che stanno avendo successo. Ci si può presentare ai centri vaccinali di Vercelli e Borgosesia, accompagnati dai genitori con il consenso, se minorenni, anche senza prenotazione…

“Proprio così: l’adesione è stata davvero incoraggiante. Sul fatto di presentarsi senza prenotazione, mi permetta però di precisare che, vista la disponibilità non sempre sicura del vaccino, se non si è appunto prenotati, suggerirei ai giovani e ai loro familiari di registrare  sempre la richeista sulla piattaforma regionale www.ilpiemontevaccina.it”.

Capitolo medici. Per quanto riguarda quelli di famiglia stanno purtroppo mancando in una quindicina di zone della nostra provincia, di cui più della metà nel capoluogo, ed è già stata allertata la Regione perché provveda a sbloccare l’assurda situazione di stallo che impedisce ai giovani medici, con le carte in regola per colmare le carenze, di entrare in servizio. E per quanto riguarda l’ospedale? 

“Anche noi abbiamo delle sofferenze, anche se non così allarmanti: ma ad esempio siamo a corto di figure cruciali come gli anestesisti, e ci stiamo muovendo per risolvere un problema che, capirete, non è di poco conto”.

Per concludere, che cosa si sente di dire ai vercellesi e ai valsesiani dopo due mesi di attività nella nostra Asl, lei che arriva da una realtà grande come l’Asl “Città di Torino”?

”Di avere fiducia nella loro sanità che continua senza sosta ad impegnarsi dopo un anno e mezzo che ha messo tutto il mondo, non solo la nostra provincia, a dura prova, e che continuerà a fare il proprio dovere. E anch’io, con l’aiuto della dottoressa Milano e del dott. Giarola, mi impegno a mettercela davvero tutta”.

 

Edm

 

 

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5 Commenti

  1. Se riuscirà nell’intento (e io “ci credo”) dovremo ritrarla .. davvero .. proprio come sembra già .. nella foto-Renato Greppi, in alto (1) .. ma in un dipinto di dimensioni almeno pari a quelle del cardinale Guala Bicchieri
    ….
    (1) “La dott. Eva Colombo accanto al ritratto del cardinale Guala Bicchieri (foto Renato Greppi)”

  2. … guardando meglio .. vedo che la dottoressa mostra un tenero quanto magnetico sorriso .. premonitore .. come l’avrebbero dipinto a 4 mani Leo Da Vinci con Jan Vermeer !

  3. La foto-dipinto di Greppi ricorda lo stile di un qualche artista che purtroppo non mi sovviene. Ho effettuato ricerche di vario tipo ma.. niente! Non lo trovo. Alla fine sono giunto alla conclusione che, senza allontanarsi troppo, sarebbe fantastico affidare il lavoro ad Antonino Fulci.

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