Fossale: “In caso di febbre ecco i numeri da chiamare. Non andate al Pronto soccorso”

 

Vercelli – “Se vi viene, la febbre o l’influenza non andate assolutamente al Pronto soccorso di vostra iniziativa. Chiamate il vostro medico. Se non vi risponde subito insistete, perché può essere impegnato in quel momento con un’altra telefonata. Se vi succede dopo le 20 e fino alle 8 di mattina, oppure dalle 8 di sabato mattina fino alle 8 del lunedì, chiamate la Guardia medica, facendo lo 0161.255050. Se anche la Guardia medica fosse intasata di telefonate, chiamate il 112, che vi metterà in contatto con un operatore sanitario. Ed in ogni caso, utilizzate il nuovo numero verde del Ministero della Salute, il 1500”.

 

Pier Giorgio Fossale, medico di famiglia di grande autorevolezza e presidente dell’Ordine di medici della provincia di Vercelli, sulla vicenda del nuovo coronavirus Covid-19, che sta allarmando ora anche l’Italia, invita soprattutto alla calma e, dopo aver già più volte ribadito le norme elementari per contenere eventuali contagi (lavarsi spesso le mani almeno per venti secondi, starnutire o tossire all’interno del gomito, stare ad almeno un metro di distanza da chi ha la febbre, etc) tiene soprattutto a precisare oggi le modalità di un eventuale accesso al Pronto soccorso per chi accusa sintomi influenzali. Sono le stesse norme che tutelano anche gli stessi medici di famiglia, che sarebbero i più esposti a possibili contagi in caso di effettiva presenza del Ciovid-19

Dice: “Occorre assolutamente fare un ‘triage’ telefonico, cioè, con un medico, prima che il medico stesso di famiglia possa recarsi a fare la visita familiare e prima di rivolgersi al Pronto soccorso. Per quanto riguarda questa seconda eventualità, noi medici abbiamo sempre detto così, tutti gli anni, quando si registravano i picchi della normale influenza, ma ora è più che mai indispensabile rispettare queste indicazioni. Dunque, la prima cosa fare è chiamare al telefono il tuo medico o altri, secondo le indicazioni appena riportate. Il triage telefonico indicato dalla nostra Federazione dei medici di famiglia prevede domande ben precise all’assistito sui contatti, ossia se vi siano stati incontri con persone provenienti dalla Cina, sulla capacità respiratoria del paziente, su eventuali episodi di dispnea, su quanto velocemente si respira rispetto alla norma. Fatto questo ‘triage’, al medico e solo a lui, spetta la decisione se prescrivere le normali terapie per una classica influenza, andando ovviamente anche a visitare il malato, oppure se disporre il suo invio al Pronto soccorso: a lui e a nessun altro”.

Infine, in base ai due presunti casi di coronavirus, per fortuna poi ufficialmente smentiti, segnalati al “Sant’Andrea”, che avevano portato alla precauzionale e temporanea chiusura del Pronto soccorso, abbiamo chiesto al dottor Fossale come comportarsi, ad esempio in caso di infortuni accidentali anche domestici (fratture, distorsioni, cadute, scottature, etc.). La risposta è stata chiara: “Se non si può fare a meno di chiamare il 118, si deve andare in un ospedale vicino che non abbia il Pronto soccorso chiuso”. Anche alla Santa Rita? “No, perché la clinica ha dato un’importante disponibilità a fornire posti-letto ulteriori per l’emergenza-influenza, l’influenza normale, ma non ha un Pronto soccorso. Gli ospedali vicini di riferimento, qualora il nostro Dea venisse chiuso come in questi ultimi due giorni sono Casale, Novara, Biella, etc. – Controllando anceh in questi casi che siano aperti e non impegnati in eventuali emergenze, come accade ad esempio, oggi, sabato 22 febbraio, a Biella, ndr. -. Aggiungo, per concludere, che, nel caso di un allarme Coronavirus, la nostra Infettivologia è attrezzata nel migliore dei modi per fronteggiare le primissime evenienze”.

 

Ecco di seguito un video utile, con i dieci suggerimenti di coportamneto del Ministero della Salute ottimamente realizzato dal giornale La Repubblica che volentieri condividiamo

 

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