Dopo 36 anni il ritorno di Violino al Concorso Viotti

Per il Bicentenario di Viotti, quest’anno, dopo 36 anni, torna la sezione di violino al 74o Concorso Viotti, interrompendo l’ormai classica alternanza tra canto e pianoforte. L’ultima edizione con Violino del “Viotti” fu quella del 1988, che non ebbe un vincitore assoluto: il secondo e il terzo premio vennero assegnati a due concorrenti nipponici: Sachiko Segawa e Yumiko Nakajima. 

 Così nell’albo d’oro del Concorso fondato dal professor Robbone, l’ultimo violinista ad ottenere la palma viottiana risulta Domenico Nordio, nel Concorso del 1987: in giuria c’era un certo Yehudi Menuhin, che in quella circostanza fu insignito del “Viotti d’oro”. Il successo al Viotti schiuse al grande violinista veneto le porte di una carriera straordinaria.

Il ritorno quindi di Violino nel grande Concorso dedicato ad un violinista sommo è un fatto di assoluto rilievo per la città di Vercelli. I tre finalisti suoneranno al Civico con l’Orchestra Sinfonica di Milano.

Pur essendo intitolato ad un famoso violinista, il Concorso Viotti ha ospitato, nei suoi settantatré anni di vita pochissime edizioni dedicate al suo strumento eponimo. La prima arrivò alla quinta edizione, nel 1955 ed in giuria, oltre al professor Robbone, c’era un altro vercellese, Argeo Andolfi.  Per la verità, lui non era vercellese (aveva vissuto molti anni a Parigi), ma la moglie sì. Prima vincitrice assoluta di Violino del “Viotti” fu appunto una giovane donna turca, Suna Kan, che allora aveva 19 anni e che successivamente, per ben 44 anni, sarebbe stata solista e concertista della Presidential Symphony Orchestra di Ankara.
Ma quella primissima sezione violinistica del Concorso Viotti sarebbe passata alla storia per il terzo premio assegnato dalla giuria ad un ragazzino torinese che aveva compiuto 14 anni qualche giorno prima della finale: si chiamava Salvatore Accardo e suonò (celeberrima la foto dei cronisti Baita che lo ritrae così) in calzoncini corti Saint-Saëns, Kreisler e Mendelssohn.

Violino tornò poi nel 1984, con il secondo premio assegnato alla nipponica Reiko Wanatabe, nell’85 con un altro secondo premio allo svizzero Alexadre Dubach e poi nell’86 con un altro secondo premio a Gabriele Pieranunzi e il terzo a Luca Fafoni ex aequo con Naho Uemura (Giappone). In quell’edizione, al Civico, tutti i finalisti suonarono il Concerto n. 22 di Viotti. Poi finalmente nell’87 il successo di Nordio, per ora l’ultimo, in attesa del prossimo autunno.

 

 

 

 

 

 

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