Torino – La provincia di Vercelli, assieme a Biella, è quella che ha visto nel 2017, rispetto al 2016, la diminuzione più alta di imprese artigiane che operano nel mondo dell’edilizia con una calo del 4,7%, ben al di sopra del dato medi comunque negativo a livello regionale. Sono dati diffusi oggi da Confartigianato Piemonte, elaborati dal loro ufficio studi.
In generale il comparto dell’edilizia, che insieme a quello dell’installazione di impianti compone il settore costruzioni, nel 2017 in Piemonte registra la presenza di 50.726 imprese, il 74,5% (37.775) delle quali sono imprese artigiane. Nell’ultimo anno (2016-2017) l’artigianato dell’edilizia conta 1186 imprese in meno pari ad un calo del -3,0% su base regionale.
È però il dato delle varie provincie che fotografa una situazione di difficoltà particolarmente alta nel vercellese. Rispetto al 2016, infatti, tutte le province del Piemonte hanno registrato una dinamica negativa del numero di imprese artigiane registrate nel comparto. Ma ai vertici come detto ci sono Vercelli (-4,7%) con -76 imprese e Biella (-4,7%) con -82 imprese. Vengono dopo Alessandria (-4,5%) con -164 imprese e Cuneo (-3,2%) con -182 imprese, Novara (-1,2%) con -37 imprese, Verbania (-1,8%) con -24 imprese, Asti (-2,8%) con -59 imprese e Torino (-2,8%) con -562 imprese.
Va fatto notare però che oltre la metà delle imprese artigiane dell’edilizia in Piemonte si concentrano nel territorio di Torino (51%), a seguire Cuneo (14,9%) e Alessandria (9,2%).
In tutte le otto province della Regione l’artigianato rappresenta, infine, oltre la metà delle imprese che operano nel settore, in particolare l’artigianato ha incidenza più elevata sul totale a Biella (77,8%), Cuneo (77,6%), Asti (77,2%) e Vercelli (77,0%).
A livello regionale, è possibile rilevare che il numero di addetti nelle imprese attive artigiane dell’edilizia nel 2015 (ultimo dato disponibile) sono 43.398 di cui il 72,8% (pari a 31.612), sono indipendenti e il restante 27,2%, pari a 11.786, sono dipendenti. La dimensione media di un’impresa artigiana del settore è di 1,7 addetti/impresa.
“Dal 2008, la lunga crisi che ha colpito il settore dell’edilizia – ha detto Luciano Gandolfo, Presidente di Confartigianato Piemonte costruzioni – non concede tregua, e a farne le spese sono soprattutto i piccoli imprenditori e gli artigiani. Basti pensare che in Piemonte le imprese artigiane sono ben il 74,5% dell’intero comparto (la media nazionale è del 57.9%). Quindi crisi dell’edilizia vuol dire crisi dell’artigianato. I flebili segnali positivi che nel 2015 ci avevano fatto pensare alla fine della recessione stanno lasciando il campo non a una ripresa ma ad una situazione di stallo. Unica nota lieta è data dalla ristrutturazione e riqualificazione energetica di immobili e abitazioni vecchie e in cattive condizioni Tale segmento di mercato è infatti l’unico ad aver registrato un incremento nel corso degli anni, soprattutto grazie agli incentivi fiscali”.
“Ciò che chiediamo – prosegue Gandolfo – è una maggiore attenzione alle leve che potrebbero rilanciare il settore, come, ad esempio le ricadute occupazionali che le Olimpiadi potrebbero avere su un settore in forte crisi. Ad aggravare lo stato di salute dell’edilizia italiana contribuiscono gli scarsi investimenti nel settore pubblico e la bassa vivacità dell’edilizia civile.”





