La quarta ondata Covid preoccupa, ma il Piemonte tiene, Stecco: “Non abbassare la guardia con la prevezione e vaccinazione”

Il professor Alessandro Stecco, Presidente della Commissione regionale sanità

Mentre la quarta ondata del Covid-19 sta preoccupando davvero l’intero Continente  con diversi Paesi che ricorrono a misure straordinarie per arginare una situazione sempre più difficile, il Piemonte tiene. I dati delle terapie intensive di oggi,  per intenderci, sono addirittura in lieve calo (leggi qui) mentre i contagi rilevati oggi, sono sì 538, ma a fronte di quasi 53mila tamponi, con una percentuale di positivi che sfiora l’1%.

Sulla tenuta del Piemonte di fronte a quella che viene definita quarta ondata, si è espresso oggi il presidente della commissione sanità della Regione Alessandro Stecco: “Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie – ha detto Stecco – ha emesso le nuove mappe di rischio. Il tasso di tamponi, e di relativa positività al test, ci pone come miglior regione d’Europa come valori. Inoltre, la Fondazione Gimbe ha pubblicato il nuovo grafico sulle terze dosi da cui risulta che il Piemonte è la seconda regione, e la prima tra le grandi, come percentuale sul target di popolazione raggiunta, con un valore del 75% rispetto al 55% della media nazionale”.

“Domenica apre il portale prenotazioni per gli over quaranta – ha proseguito Stecco, che è neuro-radiologo – e da lunedì 22 la terza dose verrà loro inoculata, mentre siamo stati primi promotori tra le regioni per far partire anche in farmacia le terze dosi. Il Ministero ci ha anche confermato la permanenza in zona bianca per la prossima settimana, ma dobbiamo continuare con la prudenza, aumentando l’attenzione alle misure di prevenzione come le mascherine, meglio se Ffp-2, la distanza interpersonale evitando assembramenti, l’igiene delle mani. Ricordiamoci sempre che queste misure sono forme di prevenzione, ma la lotta al virus passa attraverso la vaccinazione”.

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1 commento

  1. Io ho fatto le elementari dalle suore e sono contento. Insegnavano tante cose, con delicatezza e amore. Ci tornai molti anni fa (nella scuola) ed ebbi la stessa Bell sensazione. La mia maestra mi diceva che quando si dicono le preghiere ci vuole Fede e attenzione al significato delle parole perché Gesù, se parliamo a macchinetta, se ne accorge.

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