Individuati 8 luoghi papabili in Piemonte per il deposito scorie nucleari: non c’è Trino

Sono stati individuati, nella notte tra lunedì e martedì, luoghi idonei per il deposito nazionale delle scorie nucleari, in Piemonte sono 8. In provincia di Torino due: Caluso-Mazzè-Rondissone e Carmagnola. Sei in provincia di Alessandria: Alessandria-Castelletto Monferrato-Quargnento, Fubine-Quargnento, Alessandria-Oviglio, Bosco Marengo-Frugarolo, Bosco Marengo-Novi Ligure, Castelnuovo Bormida-Sezzadio. È quanto emerge dalla Carta nazionale aree potenzialmente idonee (Cnapi)  pubblicata sul sito della Sogin. Non c’è dunque Trino e la sua area.

In totale sono sette le regioni in cui sono state individuate le aree potenzialmente idonee alla costruzione del deposito nucleare nazionale. Oltre al Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata, Sardegna e Sicilia. Nella Tavola generale allegata alla Cnapi (Carta nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee alla localizzazione del Deposito Nazionale dei Rifiuti Radioattivi) sono indicati anche i Comuni interessati nelle sette regioni.

Il deposito nazionale e il Parco tecnologico saranno costruiti in un’area di circa 150 ettari, di cui 110 dedicati al deposito e 40 al Parco. E’ quello che si evince dalla pubblicazione della Carta delle aree potenzialmente idonee e dei documenti correlati, così come spiega il ministero dell’Ambiente. Il deposito avrà “una struttura a matrioska”; all’interno ci saranno “90 costruzioni in calcestruzzo armato, dette celle”, in cui “verranno collocati grandi contenitori in calcestruzzo speciale, i moduli, che racchiuderanno a loro volta i contenitori metallici con all’interno i rifiuti radioattivi già condizionati”. In totale saranno “circa 78 mila metri cubi di rifiuti a bassa e media attività” a essere ospitati.
Per la costruzione del deposito nucleare nazionale si stima un investimento complessivo di circa 900 milioni di euro che genererà oltre 4.000 posti di lavoro all’anno per 4 anni di cantiere, diretti (2.000 fra interni ed esterni), indiretti (1.200) e indotti (1.000). Durante la fase di esercizio, invece, l’occupazione diretta è stimata mediamente in circa 700 addetti, fra interni ed esterni, con un indotto che può incrementare l’occupazione fino a circa 1.000 unità. E’ quanto si legge sul sito del deposito nazionale.

Sulla questione sito di stoccaggio, nel pomeriggio, è intervenuto l’ex sindaco di Trino, Alessandro Portinaro, che in una nota ha scritto: “I rifiuti radioattivi non possono rimanere a Trino e a Saluggia, oggi abbiamo la conferma definitiva di ciò che abbiamo sempre sostenuto nel corso degli anni.
La pubblicazione della Carta è una buona notizia per gli attuali siti, perché vedono finalmente compiersi un decisivo passo in avanti nel processo di decommissioning, ma lo è anche per il Paese, che deve dotarsi di una infrastruttura importante come il Deposito per aumentare il livello di sicurezza nazionale e gestire, in coerenza con quanto avviene nei Paesi Europei e quelli tecnologicamente avanzati, la fase di stoccaggio e smaltimento definitivo delle scorie a bassa e media intensità. Si tratta di tutti quei rifiuti provenienti dagli attuali siti nucleari, ma anche dalla sanità, dalla ricerca e dalle altre filiere che continuano a essere attive in Italia.
Il deposito va fatto, non possono essere prese in considerazioni soluzioni alternative e nemmeno ricominciare a tergiversare. Un plauso all’attuale Governo che, a differenza di altri esecutivi precedenti, ha dato prova di serietà e coraggio, rispettando finalmente quanto previsto dalle norme in vigore. Ciò avviene, va detto, anche grazie alle giuste pressioni sia delle istituzioni europee che, dal basso, da parte del mondo ambientalista e di molti cittadini.
Ora si deve sperare nella serietà da parte di tutti nell’affrontare un tema certamente delicato, a partire da chi ricopre ruoli pubblici, oltre che di tutti coloro che possono aiutare nell’individuazione della scelta migliore e che negli anni hanno seguito con attenzione il tema del nucleare”.

E in serata il Presidente della Regione Cirio, in una nota, ha sottolineato tutto il suo disappunto per l’individuazione di siti papabili senza alcuna consultazione istituzionale : “Trovo assurdo che una scelta di questa portata sia stata assunta senza un minimo confronto con la Regione e i sindaci dei territori. È inaccettabile che da Roma piovano di notte sulla testa dei cittadini piemontesi decisioni così importanti e delicate che riguardano le nostre vite».

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2 Commenti

  1. Come d’abitudine, il Governo partorisce con i favori delle tenebre. Sarebbe inutile, grazie alle strategie da lui messe in atto, ormai, dormiamo anche di giorno. Portinaro essendo di sinistra deve esultare per la indiscutibile bonta’ del progetto. Visto che il futuro per i cittadini e’ tanto “sicuro” dovrebbe dolersi che Trino e’ rimasta fuori? IMPOSSIBILE DIRE.
    Cirio si meraviglia che Conte +soci non hanno sentito il popolo della Padana.
    Centro-Periferia: e’ un’asta al ribasso.

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