Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di un gruppo di 140 medici di base sospendendo la nota del 22 luglio 2020 dell’Aifa che vietava la prescrizione off label (ossia per un uso non previsto dal bugiardino) dell’idrossiclorochina, medicinale (conosciuto anche come Palquenil) che ora potrà essere utilizzato dai medici per la lotta al Covid 19.
La pronuncia del Consiglio di Stato è molto importante perché cambia la possibilità di cura di molti medici di base, sdoganando di fatto l’utilizzo di questo medicinale che già nei mesi passati si è dimostrato efficace. Il medicinale era finito al centro della polemica politica per “colpa” di Trump, Bolsonaro e (soprattutto) dei loro detrattori, ora rientra in campo dalla finestra dopo essere stato messo alla porta senza tanti complimenti. Una decisione, quella dell’Aifa, che aveva diviso (e che ancora divide) la comunità scientifica.
L’ordinanza del Consiglio di Stato odierna, la numero 7097/2020, è stata pubblicata questa mattina ed è destinata ovviamente a far discutere, anche perché su questo medicinale troppo spesso si è scatenata una sorta di guerra “ideologica”, assai lontana dalle necessità mediche e scientifiche.
Per i giudici amministrativi l’idrossiclorochina, in ogni caso, oggi può essere usata come terapia per Covid-19, previa prescrizione di un medico, anche se rimane comunque, come previsto dall’Aifa, la non rimborsabilità da parte del Servizio sanitario nazionale. Va ricordato però che il prezzo del medicinale è solitamente abbastanza basso: tra i quattro e i sette euro.
La III Sezione ha accolto, in sede cautelare, il ricorso del gruppo di 140 medici di base, in rappresentanza di molti altri e rappresentanti dagli avvocati Erich Grimaldi e Valentina Piraino, contro la decisione del Tar del Lazio il quale aveva avvallato il divieto dell’Agenzia italiana del farmaco all’uso dell’idrossiclorochina, adducendo queste ragioni nella corposa ordinanza di ben 34 pagine: “La perdurante incertezza circa l’efficacia terapeutica dell’idrossiclorochina, ammessa dalla stessa Aifa a giustificazione dell’ulteriore valutazione in studi clinici randomizzati non è ragione sufficiente sul piano giuridico a giustificare l’irragionevole sospensione del suo utilizzo sul territorio nazionale da parte dei medici curanti”. E ancora: “La scelta se utilizzare o meno il farmaco, in una situazione di dubbio e di contrasto nella comunità scientifica, sulla base di dati clinici non univoci, circa la sua efficacia nel solo stadio iniziale della malattia, deve essere dunque rimessa all’autonomia decisionale e alla responsabilità del singolo medico in scienza e coscienza”. Ovviamente ci deve essere il consenso informato del paziente, il medico deve monitorare il suo progresso clinico: ma non può essere vietato.
L’assessore regionale alla Sanità del Piemonte e coordinatore nazionale della Commissione Salute, Luigi Genesio Icardi, ha subito commentato con grande positività la notizia: “E’ un grande giorno per il riconoscimento delle cure al covid-19 – ha detto -. L’utilizzo dell’idrossiclorochina è stato sperimentato nella prima ondata pandemica in Piemonte con risultati molto incoraggianti, non riuscivamo a capire perché i nostri medici dovessero rinunciarvi, quando anche l’Organizzazione mondiale della Sanità aveva sciolto le riserve emerse sulla base di pubblicazioni rivelatesi del tutto inconsistenti. Finalmente torniamo a disporre di un’arma che può essere utilmente impiegata nella lotta al covid-19, soprattutto sul fronte del trattamento precoce della malattia, attraverso i protocolli di cura domiciliare, fondamentali per evitare il più possibile l’ospedalizzazione dei pazienti”.
L’assessore Icardi aveva portato ad esempio l’esperienza del Distretto Acqui Ovada dell’Asl di Alessandria, che dal 18 marzo al 30 aprile aveva preso in carico e seguito a casa, precocemente, attraverso il protocollo “Covi a casa” della dottoressa Paola Varese che prevedeva l’utilizzo dell’idrossiclorochina, 340 pazienti, con una drastica riduzione dei ricoveri, in controtendenza con i dati della stessa provincia, tra le più colpite del Piemonte. Su 340 pazienti, infatti, si sono avuti 22 ricoveri e 9 decessi, numeri dolorosi, ma nettamente inferiori agli attesi in base ai dati epidemiologici.
I dati piemontesi sono stati peraltro confrontati con esperienze di altri medici di Lombardia, Emilia Romagna e Friuli, con una straordinaria concordanza di risultati.
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VISTO CHE STANNO PER PROPORRE VACCINI TESTADI PER CINQUE MINUTI ,,, SI PERMETTE ALMENO UNA CURA RIVELATASI EFFICACE! UN BEL PROGRESSO. E’ STATA TUTTA COLPA DI di TRUMP (CHISSà PERCHé NON DI PUTIN)? https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2020/05/19/news/trump_e_l_idrossiclorochina_presto_per_usarlo_in_prevenzione_e_dopo_i_70_anni_attenzione_agli_effetti_sul_cuore_-257075561/
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