“Un delinquente”. Non usa mezzi termini il sindaco Roberto Scheda nel definire l’uomo, tra l’altro ripreso dalle telecamere, che nella notte ha dato fuoco ad una delle corone d’alloro sistemate sotto la lapide che ricorda i morti nelle Foibe, lapide collocata nel portico comunale, danneggiano il muro e la lapide stessa.
Ha detto esattamente il sindaco: “Condanno fermamente questo esecrabile atto vandalico che rappresenta una profonda offesa alle vittime delle Foibe. Ad agire è stato un delinquente, non ho altri termini, né importa, oggi, quale sia la motivazione che accompagna il gesto”.
L’indignazione a Vercelli è pressoché unanime. Tra i tanti interventi politici, soprattutto sul fronte del centrodestra, quello del presidente della Provincia e commissario provinciale di FdI Davide Gilardino: “Bruciare le corone in ricordo delle vittime delle foibe significa calpestare la memoria non solo della storia, ma soprattutto della vita. Quel periodo è stato uno dei più bui del nostro tempo e il vandalismo attuato denota inumanità. So che grazie alle telecamere il colpevole è stato visto e confido nell’identificazione. Il rammarico più grande rimane quello di non riuscire a fare mai abbastanza affinché gli errori del passato non si ripetano”.
Parole di condanna si sono registrate anche da parte degli assessori Mimmo Sabatino e Stefano Pasquino e dal leghista Gian Carlo Locarni.
Questo, invece, il commento di Fabrizio Finocchi, neo vice segretario regionale nonché capogruppo consiliare di Azione- Stati Uniti d’Europa: “L’atto vandalico compiuto questa notte nel portico del Comune di Vercelli è doppiamente preoccupante. E’ nauseante pensare che qualcuno abbia voluto deliberatamente fare un gesto simile in spregio alle vittime delle Foibe. E’ inquietante pensare che un atto simile può essere compiuto nel cuore della Città e che chi lo compie speri di farla franca.
Ora l’augurio è che le Forze dell’Ordine arrestino questo piromane, perché se la fa franca vuol dire che abbiamo un serio problema di sicurezza”.
Numerosissimi, sui social, gli interventi di cittadini, tutti di totale esecrazione verso questo gesto. Ricordiamo che la targa fu apposta il 10 febbraio di due anni fa (giorno del ricordo delle vittime delle foibe) per iniziativa dell’allora sindaco Andrea Corsaro.






Sembra sia risultato che l’atto non avesse connotazioni politiche
bensì … poggiasse sull’abuso abituale di sostanze alcooliche.
Che il 45enne sia stato attratto dalle corone d’alloro ? ..
.. dalle foglie ormai secche e agevolmente infiammabili ?
Sta di fatto il movente. resta il dubbio, possa esser catalogato
.. almeno .. per vagamente-politico e richiederebbe, di conseguenza,
la dislocaazione di qualche bel mezzo dell’esercito
a presidiare l’intero sito in modo sempiterno,. come si fa in via Foa
per la sicurezza dei cittadini ed, in particolare, dei passanti sobrii
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