Indagine archeologica al Molinasso

Pochi forse sanno che nel 203 d.C. l’imperatore Settimio Severo venne in visita a Vercelli per controllare coi suoi occhi una delle tante città nell’orbita di Roma. Rimase colpito dall’efficienza dei servizi e in ricordo fece costruire un arco di trionfo, non prima di avere distribuito doni e denari ai cittadini. In quell’occasione ordinò la pulizia del cavo Molinasso, alta opera di ingegneria civile, che seguiva il percorso del decumano massimo, cioè da est a ovest.

Il nome significa infatti “molino lungo l’asse” data la presenza di un mulino per la lavorazione dei cereali, così come Molinara – altra via acquatica in città – lascia intendere ci fosse un’ara in prossimità di un ulteriore mulino. Lungo questi canali si poteva navigare, come si fa oggi a Venezia. In epoca medievale il 90% del Molinasso era ancora libero. Valorizzato nel Rinascimento, fu a partire dal XIX che venne gradualmente chiuso, fino a quasi cadere nell’oblio.

Compito primario del Molinasso, oltre al trasporto merci, era quello di far defluire le acque del Sesia e del Cervo e di convogliare l’eccedenza negli altri canali della rete fognaria in modo da evitare gli allagamenti. Non a caso era in posizione rialzata. Figurativamente parlando lo si può immaginare come una colonna vertebrale con le sue costole, ovvero i cavi minori.

Queste pillole di storia vercellese sono state snocciolate da Dario Gaviglio del Gruppo Archeologico del Piemonte orientale in Sala Giunta “Baiardi” alla presentazione dell’indagine sul cavo Molinasso che si terrà sabato 31 marzo dalle 9 in avanti. Con lui c’erano il sindaco Maura Forte, l’assessore Carlo Nulli Rosso, il presidente di ASM Sandro Baraggioli, Giampiero Moroni di Dräger, multinazionale tedesca partner del progetto, il comandante della Polizia Municipale Roberto Riva Cambrino ed Ercole Gaibazzi della Protezione Civile di Vercelli.

Mancava per impegni di lavoro, ma il suo contributo nell’indagine sarà indispensabile, Luigi Bavagnoli, fondatore e presidente di Te.S.E.S. (Team Sperimentale Esplorazione Sotterranei). Sarà proprio lui infatti, coordinato in superficie da Stefania Piccoli e da Fabrizio Danieli, ad accompagnare Carlo Nulli Rosso e gli altri partecipanti negli anfratti sotterranei di Vercelli.

La perlustrazione per i cunicoli inizierà in via Fratelli Bandiera, proseguirà in via Balbo, in via Laviny ed emergerà in via Carlo di Savoia. I motivi che hanno spinto a questa iniziativa sono due: uno strettamente archeologico, visto che è dall’arrivo di Settimio Severo che il Molinasso non viene più pulito, anche se negli anni ’70 vi scesero i fratelli Gaviglio per ricerche sulla Vercelli romana; il secondo è di natura conoscitiva per valutare le condizioni degli ambienti con particolare riferimento a eventuali rischi idrogeologici e biologici.

Per le condizioni avverse che incontrerà il team saranno di basilare importanza gli strumenti che fornisce Dräger (https://www.draeger.com/it_it/Home), azienda che si occupa di respirazione, protezione del corpo e individuazione di sostanze chimiche nocive. Ognuno sarà munito di un sistema per la rilevazione di gas, di autorespiratore isolante, di maschera a trasmissione vocale wireless e di una tuta protettiva ad alto rendimento. Chi resterà in superficie avrà un sistema airline di supporto per aiutare chi si trova nel sottosuolo se ce ne fosse bisogno. In caso di forte maltempo per questioni di sicurezza l’indagine verrà rimandata a data da destinarsi.

m.m.

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