Da Aletti Editore è uscito un libro molto interessante che si intitola “Commissari – Storie di Vita” e che raduna i racconti in prima persona delle carriere in Polizia di sedici “vice commissari” (quattordici donne e due uomini) che, a partire dal 2 novembre 1987, in incominciarono a frequentare, a Roma, il 71^ corso per diventare funzionari della Polizia di Stato.
Il libro è stato presentato mercoledì pomeriggio, su iniziativa del Fai e della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, nel Salone delle conferenze della Fondazione, da una delle autrici, l’ex vice questore vicario di Pistoia e poi di Rimini Fiorenza Maffei e dal questore di Vercelli Giuseppina Suma, moderate dalla criminologa Marilena Guglielmetti. Presenti, tra gli altri, il prefetto di Novara (già a Vercelli) Francesco Garsia, il vice prefetto vicario di Vercelli Cristina Lanini, i vice comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, colonnelli Pier Enrico Burri e Ciro Natale, e l’assessore comunale Antonio Prencipe. Particolarmente gradita la presenza dell’ex questore di Vercelli ed ora a Cagliari Rosanna Lavezzaro. Il Fai era rappresentato dalla ex presidente, nonché vice presidente della Fondazione Carisver, Paoletta Picco, ed era pure presente il presidente della Fondazione Aldo Casalini. In sala anche la giornalista de La Stampa Roberta Martini, che ha collaborato in modo significativo alla presentazione dell’evento.
Oltre alla testimonianza diretta di Fiorenza Maffei, la “voce” di altri autori del libro è stata resa mirabilmente da Giovanna Savino e da Giulio Dogliotti. Prima donna a dirigere la Squadra Mobile di Bologna, Fiorenza Maffei ha detto che, da giovane funzionaria, dormiva spesso con il codice di procedura penale sul comodino perché quando era reperibile di notte, riceveva anche telefonate dei suoi agenti che le chiedevano il permesso arrestare qualcuno.
Non mancano nel libro fatti originali e anche stravaganti che, vissuti allora con comprensibile ansia, a distanza di tanti anni possono far sorridere. Uno lo ha ricordato la stessa dottoressa Maffei: “A Bologna stavo provando l’abito da sposa con il cellulare in mano. Ad un certo punto, rispondo al telefono urlando: ‘Sì, fate pure irruzione, poi arrivo io’. E la sarta che mi guardava trasecolata”.
In mezzo anche ricordi umilianti per una donna in polizia. Come quello del questore diciamo così, un po’ (tanto) retrogrado che apostrofò in modo becero una donna che si era presentata in divisa: “Perché si è vestita così? Non è mica Carnevale”.
Surreale il racconto di Cosima Martella, che vide infrangersi assai presto il suo sogno perché era alta un 1 metro e 57,5 centimetri, contro l’altezza minima prevista di 1,58. E come non commuoversi per la storia narrata da Daniela Poduti Riganelli che nel 1990, durante i grandi sbarchi degli albanesi al porto di Bari, si occupava dei ragazzini albanesi, che andavano tutti i giorni all’Ufficio minori per chiedere aiuto. Dalla Poduti Riganelli e dalla dirigente dell’Ufficio stranieri ricevevano puntualmente un panino, un cappuccino, talvolta una maglietta, un paio di scarpe.
Una mattina, che erano davvero in tanti, Daniela, disperata, disse alla collega: “ Sono sette, me li porto a casa?”. Ma poi al questore, che chiedeva lumi: “Sì, sì, tutto sotto controllo, ora li sistemo”. E quei ragazzini contraccambiavano con un sorriso: “Policia buona”. incine, sui rapporti familiari, talvolta abbastanza problematici per le singole professioni dei coniugi, la dottoressa Giuseppina Suma è stata esplicita: “Io ho sposato un poliziotto, si può fare”.
Uno pseudonimo, Walter Marconi, rappresenta tutti gli autori. Fiorenza Maffei ha spiegato che Wilson è un casco militare e Marconi la via di Roma dove aveva sede il corso. Il libro è stato dedicato alla memoria di tre colleghi che non ci sono più: Elisabetta, Gianna e Giovanni “sempre con noi”. “Commissari – Storie di vita” è in libreria a 16 euro.
Edm






Sorprende l’assortimento di genere
fra gli autori, sedici, di “vice commissari”:
quattordici donne e due uomini (*),
s’è raggiunta la piena .. disparità-di-genere !
Dal libro verrà presto tratta, immagino,
una serie di fiction:
“Le inchieste della commissaria, my Greta”
Quel che rattrista è l’impraticabile tentativo
di avvicinare sempre più le FF.OO. al popolo,
tentativo encomiabile, condivisibile,
ma al momento irraggiungibile,
a causa del Governo e della Legge
che tutelano i diritti dei delinquenti
“assicurando” alle FF.OO la detenzione,
a rappresentanza dell’Italia intera,
sotto il titolo di “zimbello” (di “1m.&57″cm)
.. che, di fatto, spesso esce tumefatto
(non solo idealmente)
dal contatto con la criminalità.
Vorrei leggere la corrispondente
raccolta di novelle di 16 criminalotti
(8 maschi e 8 femmine) e vediamo
cosa dicono di noi.
…..
(*) Ultimi giorni di patriarcato
https://youtu.be/PJLZrS0sGVE?si=j5RfcZ6Gesb5vqbS