Bufera sul prete tiktoker che al Civico ha affrontato temi come l’omosessualità e l’aborto con gli studenti delle medie e delle superiori

Oltre alla dura protesta di un gruppo di genitori,  appoggiata anche dall’Arcigay Rainbow Vercelli-Valsesia (che si definisce “indignato”), ha provocato anche un’interrogazione al sindaco da parte del consigliere comunale del gruppo Azione, Fabrizio Finocchi. Sta dunque diventando un vero e proprio “caso” la conferenza organizzata il 25 febbraio scorso, al Civico, dagli assessorati alle Politiche sociali e all’Istruzione del Comune, di don Ambrogio Mazzai, il sacerdote veronese tiktoker con 350 follower, ormai definito da tutti l’influencer con la tonaca. Conferenza a cui hanno assistito centinaia di studenti delle scuole medie e superiori.

Motivo della protesta, il fatto che, anziché attenersi strettamente al tema convenuto, “Confronto su temi sociali e della comunicazione”, don Mazzai avrebbe toccato, sul palcoscenico, rispondendo alle domande dei giovani in sala (come è solito fare attraverso i canali di comunicazione che l’hanno reso famoso), argomenti sensibili di natura etica, culturale e religiosa come l’omosessualità, l’aborto, il divorzio, il diritto all’adozione per le coppie omogenitoriali, i rapporti con le altre religioni.

Fabrizio Finocchi

Sono state le risposte ad indignare i genitori e a suggerire a Fabrizio Finocchi l’ interrogazione. In sostanza, secondo la lettera ai giornali scritta dal “gruppo di genitori dell’Istituto comprensivo Ferrari”, e rilanciata anche dall’Arcigay, don Mazzai avrebbe detto di essere contrario all’aborto, al diritto delle coppie omosessuali di adottare figli, ma soprattutto di essere contrario all’esistenza stessa delle coppie omosessuali, di aver parlato del divorzio come di un fallimento del matrimonio e di aver rivendicato la superiorità della religione cattolica rispetto a tutte e altre definite culti minori o di poco conto. 

Nella lettera, il “gruppo di genitori” lamenta innanzitutto  che “nessuna delle persone presenti sul palco o degli insegnanti in sala abbia tentato di bloccare o per lo meno si mediare le risposte, facendo sì che si riportasse l’attenzione al tema dell’incontro: l’utilizzo dei social e la comunicazione”.

Nell’ interrogazione, Finocchi pone una serie di domande, in gran parte subordinate all’ossevanza dell’articolo 8 della Costituzione: “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge”.

Già la prima domanda rivolta al sindaco Scheda è particolarmente incisiva: “l’Amministrazione comunale considera gli influencer presenti su TikTok dei riferimenti morali e culturali affidabili al punto di indicarli come esempio agli studenti?”. Quindi, riferendosi alla lettera dei genitori appoggiata dall’Arcigay “se corrisponda al vero che le scuole hanno presentato questo evento come ‘obbligatorio’ e che i genitori non intenzionati a lasciar partecipare i propri figli avrebbero dovuto tenerli a casa da scuola”.

Poi ovviamente la domanda più importante: “Se sia corrispondente al vero l’informazione riferita al sottoscritto per cui sarebbero state date agli studenti alcune risposte relative ad aborto, omosessualità, divorzio e fede religiosa, che hanno sconcertato alcuni ragazzi”.

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4 Commenti

  1. Si capisce che .. idee così
    .. “rivoluzionarie”
    .. sconcertano !
    Al contrario, la consueta tiritela
    di depra*ati e mani*ci vari,
    da tempo,
    tranquillizza la “democrazia”
    che vorrebbe imbavagliare sempre
    il “dissenso”
    così,
    con Arcigay, anche finocchi,
    l’ovvio anfitrione, con tutto il
    gruppo Azione-Stati Uniti d’America
    (sottinteso: america-dem
    . .. no-Trump!),
    che al pensiero dominante .. (o ..
    ..in regime di monopolio)
    si affida con fiducia incrollabile,
    da voce con
    il consueto
    tranquillo entusiasmo.

  2. “Tutte le confessioni religiose
    sono egualmente libere davanti alla legge”.
    (la cattolica, anche,
    ma leggermente meno)

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