Centri estetici chiusi in aree rosse. Stefania Baiolini Presidente estetisti di Confartigianato: “Incredulità e rabbia per una decisione immotivata”

Incredulità e rabbia da parte di Confartigianato Estetisti di fronte all’esclusione delle imprese di estetica dall’allegato 24 al DPCM del 3 novembre 2020 che elenca le attività di servizi alla persona consentite nelle zone cosiddette “rosse”. Da domani, 6 novembre. termine spostato in avanti di 24 ore ieri sera rispetto alla precedente scadenza di oggi, con un annuncio tv del premier Conte, fra le attività che dovranno chiudere, ci saranno le estetiste.

Formalmente, il motivo è semplice: non essere ricomprese nell’allegato 24 dell’ultimo DPCM e quindi rientranti fra le attività che non possono proseguire. Ma perché? “Lavoriamo da sempre e dopo il lockdown di primavera  ancor di più, con rigidi protocolli di sicurezza: igienizzanti, sanificazione degli ambienti, uso dei dispositivi di protezione per leoperatrici e le clienti e si lavora su appuntamento – spiega Giulia Luan, Rappresentante di Mestiere per le estetiste di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale – ieri abbiamo scoperto che non siamo fra le attività di servizio alla persona cui il DPCM consente di lavorare. E non ne comprendiamo la ragione …”.

“Impedire alle estetiste di lavorare significa non riconoscere il grande sforzo organizzativo ed economico della categoria per rendere ulteriormente sicuri i propri laboratori e spalancare le porte all’abusivismo: le abusive non si fanno certo fermare da un DPCM e lavorano in casa, alimentando in tal modo il pericolo di contagio – spiega Amleto Impaloni, direttore di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale – la nostra Confederazione nazionale è prontamente intervenuta segnalando all’Esecutivo questa situazione incomprensibile, auguriamo che il Governo si ravveda, perché non è una questione né di bonus né di ristori vari, hanno chiesto a una categoria di mettersi inregola, adeguandosi ai protocolli di sicurezza, questo è stato fatto. Chiediamo che le estetiste possano continuare a lavorare” conclude Impaloni.

“Si tratta – dichiara Stefania Baiolini, Presidente Estetisti di Confartigianato Imprese Piemonte – di un provvedimento gravemente penalizzante nei confronti delle imprese del settore che sin dalla riapertura del 18 maggio hanno applicato con la massima diligenza le linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni, intensificando le già rigide misure previste sul piano igienico-sanitario, e si sono riorganizzate per garantire la massima tutela degli imprenditori, dei loro collaboratori e dei clienti. Chiediamo di leggere e conoscere le motivazioni che hanno portato il Governo a questa decisione: parrucchieri aperti perché?, attività di estetica chiuse perché?. E magari potremmo condividere. Ma senza spiegazioni, no”.

Dagli ultimi dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Piemonte, in questi settori in Piemonte si registrano 2.500 centri estetici artigiani che offrono servizi e trattamenti estetici grazie anche ai circa 4.500 addetti. Si stima, inoltre, che un terzo dei centri estetici del Piemonte non riuscirà a riaprire dopo questo secondo lockdown. “Reduci da un periodo di chiusura prolungata che ha costretto molte aziende ad abbassare per sempre le saracinesche, i centri estetici di Confartigianato – spiega  Baiolini – hanno riaccolto la propria clientela con la professionalità di sempre, offrendo quella sicurezza che durante il lockdown primaverile è stata messa a rischio dal dilagante fenomeno degli operatori abusivi. La chiusura delle attività imposta con DPCM dell’11 marzo 2020, aveva infatti già provocato, oltre all’evidente danno economico per le imprese del settore, un disagio crescente tra i cittadini, privati della possibilità di fruire di quei servizi di cura della persona utili al mantenimento dello stato di benessere psico-fisico al quale tanta importanza viene attribuita dalla comunità scientifica.”

Un settore sempre sotto attacco degli irregolari; secondo un recente calcolo sempre di Confartigianato, si stima come in Piemonte “colpiscono” direttamente il 20% delle imprese regolari. Ed è soprattutto in questo periodo che nel settore del benessere e della cura della persona è allarme per il proliferare abusivi e irregolari che offrono “servizi itineranti e a domicilio” per trattamenti estetici. “Questa situazione aveva provocato una prevedibile impennata dell’offerta di prestazioni da parte di operatori che già esercitavano l’attività in forma abusiva  – continua Baiolini – in assenza delle prescrizioni di legge sia sul piano formativo che igienico-sanitario e che, in quel frangente, hanno rappresentato ancor più di sempre un serio rischio per la salute dei cittadini, oltre che danneggiare ulteriormente sul piano economico le aziende in regola.”

L’appello di Confartigianato Estetisti al Governo è quindi quello di sanare velocemente questa pericolosa criticità autorizzando, così come previsto per i saloni di acconciatura, lo svolgimento dell’attività di estetica anche nelle zone definite “rosse”, a tutela della salute dei cittadini e dell’economia del settore e dello stesso Paese.

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1 commento

  1. Parrucchieri si, centri estetici, no. I parrucchieri tacciono, invece i secondi NO; in questo caso sono “ultimi”
    , nella vita e nei pensieri di giuseppi conte, il quale forse “conta” su una fidanzata a prova di serrata semestrale dei centri bellezza, ma gli altri? Timidamente si protesta (sintetizzo) : ” spiegaci il perché , non capiamo, magari, poi, ti perdoniamo” . Via! In fondo Conte e’ un bell’uomo. Peccato, perche: ci sono andate vicino (a capire il motivo). Lo spiego io, non disturbiamo il Visconte che ha tanto da… fare.. . Lo scopo e’ quello di cercare di portarci tutti, piano piano, verso un unico, corale scopo, a turni, con interventi “mirati”, TUTTI verso il precipizio, e OLTRE, nel baratro del fallimento totale. Oppure, forse avrà pensato che chi va dall’estetista e’ uno che ha del tempo da perdere, mentre il parrucchiere, in fondo, non e’ che una variante del giardiniere. Ci si va per estrema necessita’, quando “la siepe” deborda sulla proprieta’ altrui. Anch’io faccio cosi’. Conte ha fatto bene….. “. Aveva proprio Ragioni da vendere. Bravo’. “

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