Who wants to live forever: la campagna dell’ASL per dire sì alla donazione degli organi

Da sinistra Barbarello, Guermani, Serpieri, Pasqualucci e Olivieri.

Who wants to live forever” cantava Freddie Mercury nel 1986. Più di trent’anni dopo le stesse parole ritornano nella campagna di comunicazione dell’ASL di Vercelli per promuovere la dichiarazione di volontà alla donazione degli organi.

Un’idea venuta dopo aver visto il film “Bohemian Rapsody” che racconta la storia del leader dei Queen. Uno scambio di messaggi tra l’addetta stampa dell’ASL Valeria Arena e il coordinatore per i prelievi di organi e tessuti dottor Giuseppe Barbarello, qualche appunto veloce ed ecco che lo slogan era bello che pronto.

L’immagine che fa da corredo alla campagna è stata scattata da Aina Rigazio, anche lei della squadra ASL: una mano che stringe l’altra che si fa sostenere, perché la donazione è un passaggio di testimone da una vita a un’altra.

L’ASL ha presentato l’iniziativa in prossimità della Giornata Nazionale per la Donazione degli Organi” che si celebra il 14 aprile. La diffusione sarà principalmente sui social. Per questo motivo chi si recherà a dichiarare la propria volontà e avrà scelto per il Sì, se lo desidera potrà condividere scattandosi un selfie e postandolo sui propri canali citando con un tag l’ASL di Vercelli e richiamando l’hashtag #hosceltoprima.

A illustrare la campagna il direttore generale dell’ASL Chiara Serpieri, la responsabile del Coordinamento Regionale delle Donazioni e dei Prelievi di organi e tessuti per la Regione Piemonte e Valle D’Aosta Anna Guermani, il direttore sanitario Arturo Pasqualucci, il dottor Barbarello, il dottor Carlo Olivieri, primario del reparto di Antestesia, e Valeria Arena.

Il messaggio principale della campagna è che il cittadino può scegliere. La legge 91 del 1 aprile 1999 all’articolo 23 dice che siamo tutti donatori di organi, ma bisogna dichiararlo per non volerlo essere. Nel frattempo sono stati fatti passi avanti come ad esempio la creazione della famosa tessera di assenso da portarsi sempre dietro. Attualmente all’anagrafe per il rinnovo della Carta di Identità, l’operatore è tenuto a chiedere la volontà del cittadino ad acconsentire o no oppure a non esprimersi.

Quello della donazione degli organi è un «tema difficile da maneggiare», come ha affermato Chiara Serpieri. Subentrano diversi fattori: etici, religiosi, legali. Quindi è più che mai necessario fare chiarezza. Chi decide di donare può farlo iscrivendosi all’AIDO (trattandosi di un’associazione a favore della donazione è palese che l’iscritto sia favorevole) oppure andando di propria volontà allo sportello dell’ASL. A Vercelli sono attivi quelli del capoluogo, di Santhià, di Borgosesia, di Gattinara, di Varallo, di Coggiola e di Scopello.

Il suo nome verrà inserito in un database che non sarà accessibile al medico curante, ma solo al coordinamento regionale. Se il soggetto non si è espresso, la decisione dell’espianto spetta ai famigliari: il coniuge o il convivente more uxorio. Se non esiste subentrano i figli maggiorenni e, nel caso non ci fossero anche loro, i genitori. Sono esclusi fratelli e cugini. Se mancassero aventi diritto si procede alla donazione.

Il Piemonte è una regione virtuosa, la seconda dopo la Toscana: nel 2018 sono stati eseguiti 1.047 trapianti. Vercelli non è da meno: nello stesso anno sono stati eseguiti 50 prelievi di cornee (da 25 donatori) e 2 donazioni multiorgano ( 2 fegati e 4 reni), mentre nei primi tre mesi del 2019 si sono registrate 14 donazioni di cornee (da 7 donatori), 2 prelievi multiorgano ( 2 fegati e 2 reni) e un multitessuto (valvole cardiache e cute).

Sempre ragionando in termini di numeri, nella provincia di Vercelli sono 68 i comuni che hanno aderito al progetto “Una Scelta in Comune”: i dati estratti dal Sistema Informativo Trapianti alla data del 29 marzo 2019 mostrano che su 164.383 abitanti nei comuni interessati ci sono stati 7.384 consensi e 1.782 opposizioni. Una percentuale di adesione al Sì che raggiunge dunque più dell’80% della popolazione. Tuttavia analizzando i dati dei singoli comuni, in rapporto al numero di abitanti e alle dichiarazioni espresse, si può notare come vi siano percentuali di dichiarazioni ancora basse e forti differenze.

Per questo è importante informare i cittadini, come ha spiegato Anna Guermani: «Scegli perché è un tuo diritto ed esercitandolo solleverai anche i tuoi familiari qualora dovessero mai trovarsi nella condizione di dover prendere questa decisione in un momento difficile».

m.m.

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