Truffe dello specchietto rotto: individuato dalla Polstrada l’autore di undici “colpi”

L’hanno chiamata Operazione “Broken Mirror” (Specchio rotto), ed è quella, brillantissima, avviata dalla Polizia stradale d Vercelli e condotta di concerto con i colleghi di Polizia giudiziaria della sottostazione Novara Est, che ha consentito l’individuazione di un giovane, originario della provincia di Siracusa e appartenente ad un gruppo di  sinti conosciuti come “camminanti” (e stanziati all’epoca dei fatti provvisoriamente nel Torinese), che aveva truffato o cercato di truffare almeno undici donne con lo stratagemma dello specchietto rotto.

Il diciannovenne, rintracciato a Noto, è stato sottoposto dall’autorità giudiziaria al provvedimento cautelare dell’obbligo di dimora; inoltre gli è stata sequestrata l’auto: non potrà quindi più colpire, come aveva fatto, nei pressi delle autostrade Torino-Milano e Torino-Aosta. Ovviamente verrà successivamente processato per rispondere dei reati che gli sono stati attribuiti.

Tutto prende il via un giorno dello scorso mese di ottobre, quando una insegnante torinese in servizio presso un istituto tecnico di Vercelli, mentre stava percorrendo la A4 , all’altezza di Bianzè, sente un colpo alla carrozzeria. Subito dopo, la donna viene affiancata da un’auto, una Seat Ibiza: a bordo un giovane, che le chiede di fermarsi perché, a suo dire, l’insegnante lo aveva urtato, sorpassandolo, e gli aveva rovinato lo specchietto laterale.

Di qui, scattava la “solita” azione truffaldina: mi hai procurato un danno, ma possiamo aggiustare tutto, senza ricorrere ai fastidi dell’assicurazione, se mi risarcisci in contanti. Ma la prof è tosta, legge i giornali ed ha evidentemente saputo della truffa dello specchietto, già rotto, apposta, prima del “finto” incidente. Quindi gli risponde: “Lo farei volentieri, ma non ho soldi, deve seguirmi ad un Bancomat”. Si dirige così verso l’uscita Vercelli Ovest e, nel frattempo, chiama la Polstrada: quando la finta “vittima” dell’incidente vede la pattuglia, si dilegua.

Ma intanto la Polstrada di Vercelli ha raccolto elementi preziosi per l’individuazione del truffatore, anche grazie alle telecamere; e qualche giorno dopo, un appostamento specifico ottiene l’esito sperato: il diciannovenne, proprio mentre è intento a raggirare un’altra donna (nel frattempo aveva tentato o messo a segno altri quattro colpi) viene bloccato e scattano altre indagini che portano alla scoperta delle undici azioni criminose.

Alla luce di quanto accaduto, e visto che questi truffatori hanno non pochi emulatori, la Polstrada suggerisce agli automobilisti, soprattutto alle donne che viaggiano da sole, di stare all’erta e di comportarsi come ha fatto la sagace prof torinese.

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1 commento

  1. Questa avvincente storia degli “Undici colpi” ricorda per certi ruoli i 400 colpi (Les Quatre Cents Coups) .. con ruoli e caratteri psicologici a volte antitetici .. nell’altro caso il patrigno degenere si occupa, nella vita, solo di rallye (e probabilmente di specchietti .. per le allodole) alla “fin” Antoine Doinel riesce a fuggire dalla sua “prigionia” .. dopo un’ora di cinema .. nell’indimenticabile scena (soprattutto se vista al grande schermo .. prima dell’era covid) …. : https://www.youtube.com/watch?v=a4jGNoag_1g

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