Strane ragnatele sugli alberi: ma per fortuna non sono le processionarie, bensì innocui bruchi americani

Vercelli – Alcuni lettori ci hanno inviato, preoccupati, le foto di diversi alberi, soprattutto gelsi e aceri che, specie nella zona dell’ospedale, appaiono ricoperti di una sorta di grandi ragnatele, dove si scorgono larve di bruchi. Il timore era che si trattasse della temibile processionaria, un lepidottero assai pericoloso non solo per le foglie delle piante, ma anche per gli animali e dell’uomo, a causa dei loro peli urticanti.

Abbiano segnalato il problema all’assessore al Decoro Urbano Emanuele Pozzolo che, a sua volta, l’ha sottoposto all’attenzione del responsabile delle Politiche Ambientali Enrico Razzano.

La ricerca ha portato a questa risposta rassicurante: non si tratta della processionaria, bensì dell’ifantria, o bruco americano, che, allo stato iniziale di larva assomiglia molto alla processionaria, ma per fortuna non lo è e soprattutto perché le sue lunghe setole bianche non sono urticanti.

Il bruco americano, in fase larvale, vive in queste specie di ragnatele, in realtà tele sericee, e la sua presenza aumenta considerevolmente nella Pianura padana dopo inverni non particolarmente rigidi, come è appunto stato quello tra il 2019 e quest’anno. Le caratteristiche ragnatele si notano soprattutto appunto in questa stagione.

Anche i danni che l’ifantria produce al fogliame vengono considerati minori se rapportati a quelli prodotti dalle processionarie. Per i cittadini e per i loro animali, una risposta tranquillizzante, anche se in futuro si tratterà di considerare le dimensioni del fenomeno che può essere arginato con l’utilizzo del bacillus thuringensis, già utilizzato contro le larve delle zanzare.

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1 commento

  1. Il fenomeno sara’, come si dice, influenzato dal caldo.. ma inverni miti c’erano gia’ stati e il bruco no. Ci deve essere come minimo una concausa “attuale”. Forse son venuti qua perche’ hanno trovato chiuso il Billionaire!

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