Roventi polemiche sulla zona rossa imposta al Piemonte. Cirio: “Chiediamo rispetto”. Tronzano: “Scelte da regime”

Non si spengono anzi si acuiscono le polemiche sul lockdown imposto dal Governo e sui criteri con cui sono state scelte le regioni definite in codice rosso e quelle invece in cui le restrizioni sono state più blande. I criteri di scelta del Governo basati su dati di almeno 10/15 gironi fa non tengono conto infatti di un certo appiattimento della progressione che si è invece registrato, ad esempio in Piemonte, negli ultimi giorni. E rimangono anche poco comprensibili le scelte di inserire regioni come la Campania in area a basso rischio, quando invece fino a ieri lo stesso presidente De Luca continuava a postare messaggi pesantissimi su necessità immediate di lockdown duri per i contagi in crescita.

Non ha intenzione di lasciar correre il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio che in un post su facebook postato questa mattina presto critica apertamente le decisioni prese. Cirio parla apertamente di mancato rispetto per il Piemonte e scarsa considerazione dei dati reali. “È mattina presto, ma vi confesso che questa notte non ho dormito – scrive Cirio -. Ho passato le ore a rileggere i dati, regione per regione, a cercare di capire come e perché il Governo abbia deciso di usare misure così diverse per situazioni in fondo molto simili. Perché si sia voluto assumere scelte così importanti sulla base di dati vecchi di almeno 10 giorni. Perché il netto miglioramento dell’Rt del Piemonte (sceso nell’ultima settimana grazie alle scelte di prudenza che la Regione aveva già saputo adottare) non sia stato preso in nessuna considerazione. Perché per regioni con situazioni gravi si sia usato un metro diverso. Voglio che mi si spieghi la logica di queste scelte. Il rispetto delle istituzioni fa parte della mia cultura. Ed io rispetto lo Stato. Ma anche il Piemonte merita rispetto. Lo meritano i Piemontesi e le tante aziende che forse non riapriranno. Ed io per loro pretendo dal Governo chiarezza”.

 

L’assessore al Bilancio del Piemonte, Andrea Tronzano

Ancora più duro l’assessore regionale al Bilancio Andrea Tronzano che ieri in serata, dopo la conferenza del Premier Conte, ha parlato senza mezze misure di “scandalo” e di “decisioni politiche” anziché modulati sui dati dei contagi “degne dei peggiori regimi totalitari comunisti”, in riferimento alle zone rosse create nelle tre regioni del nord Piemonte, Lombardia e Veneto. Scrive Tronzano: “#Campania in zona gialla è uno #scandalo!! Non sono avvezzo a usare parole cosi dure, ma questa volta lo dico senza giri di parole e ben consapevole di non essere politicamente corretto e di aprire la guerra fra poveri. In questo caso, però, non mi interessa avere mezze misure. Il popolo italiano, spettabile governo composto da non eletti e da persone che hanno perso tutte le elezioni negli ultimi 5 anni, merita rispetto, trasparenza e verità. Questa decisione è uno scandalo degno dei peggiori regimi totalitari e, aggiungo, comunisti!”.

E la protesta per il trattamento riservato al Piemonte non si ferma qua. Pare infatti che il Presidente Cirio abbia comunicato ai suoi collaborati di avere intenzione di convocare una conferenza stampa proprio sull’argomento.

 

Nell’arco della mattinata poi è arrivata una replica targata Pd alle parole del Presidnete Cirio. A ribattere a Cirio sono i consiglieri regionali del Pd, Domenico Rossi e Raffaele Gallo, oltre al segretario regionale Paolo Furia.

“Dopo la firma del DPCM – scrive Rossi giustificando l’operato del Governo e scaricano le colpe sulla giunta di centrodestra – abbiamo assistito a un deprecabile attacco al Governo da parte di chi amministra la nostra regione. Il Presidente e la sua Giunta hanno toccato il fondo: sanno benissimo che il problema non sono le misure del Governo, ma i motivi che le rendono necessarie. Gli ospedali hanno raggiunto il livello di saturazione, si stanno chiudendo i reparti per far posto ai ricoverati Covid, le file di ambulanze che lasciano Torino alla ricerca di posti Covid in provincia sono drammatiche, il contact tracing è saltato, i medici chiedono un lockdown da settimane e la colpa di tutto questo sarebbe del Governo? Vergogna. Sfruttare questa situazione per accumulare consenso politico tra i cittadini e le categorie più fragili e in difficoltà è da irresponsabili. Ai piemontesi deve essere ben chiaro che sono due le cause della situazione in cui ci troviamo: la prima è il virus SARS-CoV-2, la seconda è l’incapacità organizzativa di chi ha gestisce la Sanità in Piemonte: la Giunta”.

Rossi prosegue: “L’unico confronto che Cirio deve fare con le altre regioni è quello relativo alla situazione epidemiologica che viene verificata in base a 21 criteri e non solo tramite l’RT, comunque tra i più alti d’Italia. La nostra è peggiore perché abbiamo gestito peggio degli altri la pandemia e il Governo è costretto a intervenire per evitare la situazione degeneri ulteriormente. La verità è che Il Piemonte chiede maggiore autonomia per poi nascondersi di fronte alle difficoltà. Forse tra le misure che il Governo dovrebbe mettere in campo la più utile sarebbe un commissariamento della sanità piemontese”. Furia e Gallo aggiungono che: “Il Presidente Cirio, che adesso si abbandona a sfoghi di rabbia sui social, e la sua Giunta hanno ammesso, più volte, sia in sedi ufficiali che attraverso dichiarazioni a mezzo stampa, che il Piemonte sta vivendo una situazione molto grave che coinvolge ospedali e medicina territoriale tanto che la Regione stessa ha anticipato alcune strette, prevedendo già nelle settimane scorse la didattica a distanza per le superiori e la chiusura dei centri commerciali nel fine settimana. Quindi, oggi, il Presidente Cirio non può permettersi di cavalcare la rabbia della gente che protesta per le chiusure delle attività e per le restrizioni dal momento che è stato il primo a ritenerle necessarie”.

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1 commento

  1. Avete presente il giorno in cui a scuola si esponevano “i quadri” .. con ansia e dolore scopriste che vi avevano dato tutti sette mentre in matematica avevate otto!!? .. e quel vostro compagno, quel cretino e “ciuco”, con tutti 4 che fu .. promosso? Bene! .. quello, per Conte, è stato De Luca (e altri..). Infatti i criteri di valutazione del lockdown non sono stati resi noti, manco fossimo in dittatura. Quindi è inutile che Cirio stia sveglio la notte, cerca di risolvere un problema con 3 equazioni e ventun incognite. Formalmente c’è la democrazia, si vabbè, non si vota più .. il parlamento serve a lucidare gli stivali di conte, ma la Democrazia c’è, eccome! ..come in America. Che i “cattivi” per il governo giallo-fucsia “dovessero” per forza stare tutti a destra, s’era capito. Poi i napoletani hanno fatto “casino”, quindi .. promossi con tutti sei. Il caso a mio avviso più eclatante è quello della Calabria (hanno voluto punire anche una persona morta? …) basti guardare con riferimento al giorno tre novembre (se il Governo trascura i dati salienti relativi al giorno prima del provvedimento vuol dire che è, per lo meno, incompetente, forse irresponsabile oppure, non si può escludere a priori, anche criminale (Norimberga attendesi):
    Chi il 3.11 ha avuto + positivi in rapporto ai tamponi fatti?

    PIEMONTE 25,0
    VALLE D’AOSTA 22,9
    CAMPANIA 21,5
    LOMBARDIA 21
    VENETO 19,9
    PUGLIA 19,5
    MARCHE 17,0
    ABRUZZO 16,3
    TOSCANA 16,2
    LIGURIA 15,9
    TRENTINO A.ADIGE 14,8
    MOLISE 13,2
    SICILIA 13,1
    SARDEGNA 12,1
    UMBRIA 9,3
    CALABRIA 9,2
    BASILICATA 8,9
    LAZIO 8,7
    EMILIA ROMAGNA 8,1
    FRIULI V.GIULIA 7,0
    ..
    Chi ha avuto + positivi in rapporto alla propria popolazione? /1000000
    VALLE D’AOSTA 749
    PIEMONTE 730
    LIGURIA 681
    LOMBARDIA 673
    TOSCANA 627
    TRENTINO A.ADIGE 564
    CAMPANIA 513
    UMBRIA 477
    VENETO 468
    ABRUZZO 460
    EMILIA-ROMAGNA 428
    LAZIO 376
    MOLISE 307
    FRIULI V.GIULIA 302
    PUGLIA 290
    MARCHE 283
    SICILIA 210
    SARDEGNA 185
    BASILICATA 183
    CALABRIA 138

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