Riva Vercellotti: “Da Tiramani attacchi primitivi di chi non sa di che cosa parla”

 

Sulla vicenda dei soldi sui canoni idrici che la Regione intende girare soprattutto alle Province di Verbania, Cuneo e Torino, con poche briciole alle altre, è guerra aperta tra il consigliere regionale di Foza Italia, ed ex presidente della Provincia di Vercelli Carlo Riva Vercellotti e il deputato valsesiano Paolo Tiramani. Quest’ultimo, nel difendere la scelta della Regione (operata con un accordo trasversale Lega-Pd-M5S), era stato durissimo contro Riva Vercellotti (leggi qui), criticando anche la sua gestione dell’amministrazione provinciale di Vercelli. Ecco la tagliente risposta di Carlo Riva Vercellotti:

”Egregio Direttore, replico alle affermazioni del Sindaco di Borgosesia, invitandolo a guardare di più agli interessi del proprio territorio, invece di attaccare chi, quegli interessi, li difende da tempo, prima come Presidente della Provincia, ora da Consigliere regionale. 

Certi attacchi primitivi me li aspetterei, al più, dal fronte opposto, non sicuramente da un alleato con cui abbiamo governato in Provincia per tanti anni. Da me gli amici della Lega e Fratelli d’Italia avranno sempre lealtà, dimostrata dal mio voto non contrario avvenuto in aula, ma non posso tacere su un provvedimento che discrimina il nostro territorio. Agli amici si dice quando sbagliano e lo si fa sui contenuti, non con attacchi personali. Questo mi aspetto tra alleati. 

La norma approvata in Consiglio, la scorsa settimana, omaggia la Provincia del VCO, per i prossimi 10 anni, di 120 milioni di euro, mentre a Vercelli ne arriveranno 5 di milioni. Una sproporzione clamorosa, eppure, anche da noi c’è la montagna; anche da noi ci sono l’acqua, le derivazioni, le scuole e le strade, addirittura il doppio dei chilometri rispetto a Verbania.

La mia colpa dunque sarebbe non aver votato una legge regionale, dove peraltro al momento del voto erano assenti molti componenti della maggioranza, leghisti inclusi, avendo messo davanti gli interessi di Vercelli e della Valsesia. In passato mi sono scontrato con Cota che voleva far sparire Vercelli dalla geografia politica dell’Italia; poi ne ebbi a dire al duo Chiamaparino-Reschigna per il massacro alle Province piemontesi nel post Delrio. Oggi, quando vedo un provvedimento che classifica valsesiani e vercellesi come cittadini di serie B non mi faccio di certo mettere il bavaglio da chi vorrebbe essere il paladino degli interessi locali e mi scandalizzo quando sento che i soldi servono per mettere una pezza al bilancio in predissesto di Verbania. La mia è solo coerenza e la teoria del premio al demerito e del denigrare chi amministra con diligenza non la giustifico nemmeno col caldo estivo. Sono ben lieto di essermi impegnato alla ‘noia’ per cercare le risorse quando non avevamo nemmeno i soldi per pagare gli stipendi, garantire il riscaldamento nelle scuole e la manutenzione delle strade. Ora vengo criticato per non avere speso i soldi che, piccolo dettaglio, non avevamo. Criticato perché, anziché spenderli, li ho cercati. 

Egregio direttore, sono orgoglioso di averlo fatto, sono felice di aver dimezzato il debito di Vercelli, di avere una cassa enorme perché osammo promuovere, primi in Italia, l’ingiunzione nei confronti dello Stato per i crediti perenti, felice che fino al 2033 la Provincia riceverà, ogni anno, più di 4 milioni aggiuntivi grazie al contributo che ho portato in sede di “noiosa” trattativa col governo e felice che oggi, il bravo Presidente che mi ha sostituito, si trovi a portare avanti i progetti su cui abbiamo dedicato tempo ed energie. 

Venire insultato per l’operato diligente della Provincia di questi anni è un’offesa a tutti gli amministratori, di ogni schieramento, con cui ho condiviso ogni scelta e che in questi anni si sono fatti in quattro, senza percepire un solo centesimo, per portare a casa progetti e risorse e che non si meritano le parole di politici rissosi che parlano su cose che non conoscono. Che nemmeno sanno che Forza Italia aveva presentato un emendamento in Consiglio regionale, guarda caso fotocopia della proposta delle province piemontesi, chiedendo di dare il 40% dei canoni idrici alle 5 province del Piemonte orientale escluse, compresa Vercelli. Nemmeno sanno che, se non c’era quest’emendamento, sarebbe arrivato zero a Vercelli e se uno non sa, fa più bella figura a tacere e non definire ‘risibile campanilismo’ l’impegno di chi lavora per il proprio territorio”.

Carlo Riva Vercellotti

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1 commento

  1. Il dialogo fra sordi continua. Le critiche principali di Tiramani dell’articolo precedente non sono state confutate e neppure esaminate. Per farci una idea … “definitiva” non basta questo “dibattito”. Dovremmo diventare amministratori… sperando, alla fine, di averci capito qualcosa!

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