Riva Vercellotti: la Regione si schieri per l’obbligo vaccinale del personale sanitario

“Abbiamo presentato un question time per conoscere e stimolare una presa di posizione forte della Regione Piemonte sull’obbligo vaccinale per il personale medico”.
Lo ha annunciato oggi il consigliere regionale di Forza Italia, Carlo Riva Vercellotti. “Il serrato dibattito nazionale e i fatti di cronaca mi hanno convinto a chiedere di conoscere dall’assessore le prossime mosse del Piemonte su questo spinoso tema – prosegue Riva Vercellotti -. In particolare, se la Regione intende promuovere iniziative, anche d’intesa con altre Regioni, per far approvare quanto prima una legge statale che renda obbligatoria la vaccinazione per tutto il personale sanitario. In alternativa, se questo non avverrà, chiediamo se intende promuovere un’iniziativa legislativa regionale per limitare l’accesso ad alcuni reparti agli operatori sanitari non vaccinati contro il SARS-CoV-2, o comunque se siano state valutate azioni disciplinari-sanzionatorie nei confronti di quel personale che ha rifiutato di aderire alla campagna vaccinale e che continua a svolgere mansioni a stretto contatto con pazienti fragili. Ritengo fondamentale – Conclude Riva Vercellotti – che venga data immediata attuazione all’articolo 32 della nostra Costituzione nella tutela della salute come interesse della collettività, perché se è vero che la stragrande maggioranza del personale medico e infermieristico della nostra regione si è dimostrato responsabile ben sapendo che la sua missione è la cura e la protezione dei pazienti, non è tollerabile che ci sia ancora qualcuno che rifiuti il vaccino. Non sono d’accordo? Cambino lavoro.”

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1 commento

  1. Riva Vercellotti, sia come politico che come uomo di scienza, dispone del solito strumento dotato di una sola nota musicale. Uno scacciapensieri? Per lui come per la signora Cartabia (nel 2018 dal suo alto scranno si pronunció, dimostrando di possedere il requisito per arrivare dov’é) la Costituzione (art. 32) come pure la Scienza possono essere chewing gum e, un attimo dopo, anche granitiche sculture. E la chiamano Democrazia. È la “Politica del Giusto Errore”.

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