“Il paese sospeso”: lo straordinario reportage fotografico sulla pandemia di Cele Bellardone e Dino Boffa

Una delle immagini del libro: il parroco celebra la Messa della Pasqua 2020 ala sola presenza del sindaco con la fascia tricolore

Cele Bellardone e Dino Boffa sono due bravissimi fotografi che vivono a Villata. La loro bravura è tale che il grande Gianni Berengo Gardin li ha praticamente adottati, “benedicendo”, con un autorevole commento elogiativo, anche Il paese sospeso,  il nuovo volume fotografico che racconta la storia della Pandemia, con immagini (e stavolta anche poesie) di grande impatto emotivo scattate dal lockdown ai giorni nostri.

Attraverso un microcosmo, il piccolo paese di Villata (poco più di 1500 abitanti), i due fotografi hanno saputo scandire, con immagini e parole acconcie, un periodo storico che tutti ci auguriamo irripetibile: quello della pandemia. E, nel libro, edito dalla Effedì, Villata in fondo è il mondo intero, colto nelle sue angosce, nelle sue speranze, nei silenzi spettrali, negli occhi dei bambini che, appena dopo la cauta apertura post lock-down, scrutano con occhi avidi gli ancora irraggiungibili giardini, da cui li separano implacabili recinzioni.

Il sindaco Bullano sulla torre campanaria della parrocchia il 31 marzo 2020

Racconta Cele Bellardone: “L’idea di raccontare con il nostro strumento prediletto, la macchina fotografica, mi è venuta, per dire la verità, nei giorni immediatamente precedenti il lockdown, alla fine di febbraio, quando il sindaco Franco Bullano decise di ‘disinfettare’ le strade usando un trattore e chiedendo a tutti noi di restare in casa. Le vie erano deserte e silenziose. Erano i prodromi di ciò che sarebbe accaduto subito dopo, ed era chiaro che noi dovevamo assolutamente documentarlo”.

 

Dino Boffa e Cele Bellardone

Agginge Dino Boffa: “Cele mi chiama e vuole subito coinvolgermi. Ma io ho una fifa matta di questo virus e non esco di casa neanche un attimo, nemmeno per andare a prendere il giornale come fa lui. Allora Cele cerca di ‘convincermi’ mandandomi le prime foto della Villata senza gente. Ed io rispondo rispolverando una vecchia passione giovanile, quella per la poesia”.

E così alla splendida immagine, rigorosamente in bianco e nero (tutto il libro è in bianco e nero, come quelli precedenti sulla promozione della Pro Vercelli in B, sulla Camerata Ducale, su Berengo Gardin al lavoro alla Colmbara), dei piccioni che si sono impadroniti delle vie e delle piazze del paese, Boffa replica con versi, davvero belli e ispirati in cui sottolinea “il dolce grugare dei colombi solitari”. A Cele questi versi piacciono, tra i due si instaura un ping pong di immagini-poesie.

Poi la morsa del Covid sembra attenuarsi, e finalmente esce anche Boffa, che però continua anche a poetare. Le immagini si sono intanto accumulate e sono di altissimo significato, anche religioso e tradizionale. Uno dei protagonisti di tanti scatti è il parroco, don Rinaldo Vanotti. E’ lui a far salire sul campanile della chiesa il sindaco, il 31 marzo 2020, affinché a mezzogiorno segua direttamente i rintocchi della quarta campana, quella dedicata ai Santi Gregorio, Bernardo, Grato, Bovo e Rocco, quella che suonò durante l’alluvione del 1859, quella della protezione Celeste.

I piccioni unici proprietari delle vie durante il lockdown

Ed è don Rinaldo il giorno di Pasqua a celebrare la messa solo per il sindaco, che, con la fascia tricolore, rappresentava tutti i suoi compaesani.

Ogni immagine, ogni poesia del libro segnano i ricordi che tutti noi abbiamo di quel periodo in cui, ancora senza alcuna speranza dei vaccini, eravamo attanagliati dalla paura, e in cui, come scrive Boffa “un soffio di speranza graffia (va) le rovine dei nostri cuori”.

Il volume, che ha in copertina un’immagine emblematica di don Rinaldo che percorre le vie deserte del paese in bicicletta, con la mascherina, è stato realizzato con il contributo del Comune di Villata, della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, dell’Atl e della Soms di Villata.

Il paese sospeso sarà presentato alle autorità e al pubblico due volte in poche ore alla fine di questa settimana: sabato, alle 18, nella Sala Rosetta del Castello e domenica, alle 17, nel Salone dell’Oratorio. Le conversazioni con gli autori saranno condotte, rispettivamente, da Filippo Campisi e da Enrico De Maria. Poi il volume sarà subito disponibile in libreria.

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