Nuovo caso sospetto di Coronavirus a Vercelli, attivata la procedura d’emergenza

Ancora un caso sospetto di Coronavirus a Vercelli.

Dopo l’allarme poi rientrato scattato due giorni fa (leggi qui), quando una donna di nazionalità cinese si è presentata al Pronto Soccorso con sintomi influenzali raccontando di essere tornata da qualche giorno dalla Cina, donna che dopo i test è risutata negativa al coronavirus, oggi un altro caso ha fatto scattare l’allerta.

 

Si tratta di un uomo, non di origine cinese, che è arrivato in ospedale con mal di gola e influenza. Il suo stato di salute ha subito preoccupato i medici e fatto scattare la procedura d’emergenza prevista dall’Asl. L’uomo è stato subito messo in isolamento. Vercelli infatti possiede delle aree speciali attrezzate appositamente per il rischio chimico, fisico e biologico, separate dal resto delle sale del Pronto Soccorso e che possono essere chiuse. Le stanze del reparto d’urgenza, in un primo momento, erano state svuotate e i pazienti spostati nei corridoi. Ora comunque il Pronto soccorso è normalmente operativo.

L’uomo è stato già sottoposto alle analisi. I campioni delle analisi sono già stati inviati all’ospedale Molinette di Torino nella struttura diretta dalla professoressa Rossana Cavallo. I risultati arriveranno in serata.

 

Intanto in Regione, a Torino, all’assessorato regionale alla Sanità, anche a seguito dei primi contagi emersi in Lombardia nella zona del lodigiano, è stato deciso di riunire l’Unità di crisi. “Dobbiamo senza dubbio vigilare – ha commentato al Corriere della Sera il primario di Malattie infettive dell’ospedale Amedeo di Savoia di Torino, Giovanni Di Perri -. Oggi siamo un po’ più preoccupati perché le ultime notizie ci indicano che il virus sta circolando in Italia e non è più limitato ai contatti con la Cina o alle persone giunte da quel Paese. Si tratta di un virus contagioso, molto di più di quelli simili che avevamo conosciuto, cioè quelli della Sars e della Mers. Per fortuna l’80 per cento delle forme è lieve”.

 

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2 Commenti

  1. AGGIORNAMENTO (dopo mesi). Successivamente al primo caso sospetto ci sono stati in tutt’Italia decine di migliaia di morti. Morti veri, ma da piu’ parti si sospetta che al massimo qualche decina siano davvero dovuti proprio solo a covid. Nessun dubbio invece sulle 1800 rose donate alla gioielliera di Corso Liberta’.

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