L’assessore Bonaccio sulla Tari a Borgosesia: “Gli aumenti in bolletta sono nazionali”

Venerdì 15 ottobre scade il termine di pagamento della bolletta Tari di acconto sul 2021, e gli utenti troveranno qualche modifica rispetto al passato perché il Comune di Borgosesia, come tutti i Comuni d’Italia, deve adeguarsi alle indicazioni nazionali in materia di tariffe per lo smaltimento dei rifiuti, che seguono nuove linee in ottemperanza alle politiche che si impongono a livello europeo per la tutela dell’ambiente.

«Nel nostro Comune non si applica alcun aumento alle tariffe fin dal 2019 – spiega l’assessore Fabrizio Bonaccio – ma nel frattempo l’ARERA (Autorità nazionale di regolazione per energia, reti, ambiente) ha previsto una indicizzazione delle tariffe pari al +1,7% annuo e un aumento del 2,2% per lo smaltimento dei rifiuti legati al Covid. Se finora siamo riusciti a tutelare i nostri cittadini non aumentando le tariffe, lo Stato ora ci impone di adeguarci alle nuove regole, che si ispirano al principio che il 100% dei costi deve essere coperto dalle bollette degli utenti».

Proprio per ottemperare alle nuove indicazioni, che si richiamano alle indicazioni europee, ora non è più possibile evitare di applicare gli aumenti imposti su base nazionale, e così anche a Borgosesia occorre adeguarsi.

«Ogni anno il Comune deve compilare un Piano Economico Finanziario dove si esplicitano tutti i costi annessi ai rifiuti (dalla raccolta allo smaltimento), su questi costi, che noi stiamo contenendo al massimo anche grazie al nuovo impianto di Plello, dovremo applicare gli aumenti che l’autorità governativa non ci permette più di evitare. Quindi, il calcolo dell’anticipo è il seguente: 55% VALORE PEF 2020; successivamente dovremo aggiungere anche i suddetti aumenti nazionali. Abbiamo stabilito l’acconto pari al 55%, considerando che abbiamo posticipato il pagamento dell’acconto di parecchi mesi, da aprile ad ottobre».

Diversi borgosesiani troveranno poi, nella rata a saldo, bollette un po’ più pesanti rispetto a quelle dello scorso anno, ma se osserveranno il dettaglio potranno notare che gli aumenti applicati sono limitati agli adeguamenti alle indicazioni ARERA.

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1 commento

  1. Il discorso è semplice. Dice l’assessore Bonaccio: gli aumenti son colpa di Roma Cattivona (dove peraltro allignano grossomodo gli stessi partiti di Borgosesia e l’unico che non si trova formalmente al “governo” sembra anch’esso piuttosto timido).. una volta dimostrato che non ha colpa sul piccolo aumento, tuttavia, l’assessore potrebbe ripagarci con altra moneta, qualche minima regalía… Bonaccio é anche assessore “alle piccole cose” (sul serio).

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