La responsabile del Dea: “Situazione Covid sempre più pesante, ormai ricoveriamo 5-10 persone al giorno”

La dottoressa Roberta Petrino, uno dei medici più importanti del “Sant’Andrea”, in quanto responsabile del Dea –  e tra l’altro pesantemente colpita lei stessa dal Coronavirus durante la pandemia – ha “fotografato”  la situazione dei ricoveri Covid in questi giorni , con numeri che attestano inequivocabilmente come io problema stia diventando preoccupante,  “sebbene -come ha correttamente rilevato – la situazione sia ancora gestibile anche per l’Asl Vercelli.

Lo ha fatto commentando un post del presidente dell’Ordine dei medici Pier Giorgio Fossale, a proposito dei dati sui contagi. “Stiamo ricoverando – ha scritto 5-10 pazienti al giorno, tutti di gravità medio-alta. Come dimostrano i dati sui contagi, asintomatici e paucisintomatici, che non vengono scovati come positivi, rappresentano un rilevante veicolo di trasmissione del virus. “Se non vengono scovati con il tracciamento – ha aggiunto la responsabile del Dea –  infettano altre persone e tra loro il 10% sarà da ricoverare e andando avanti così si supererà il limite e le risorse non saranno sufficienti. E gli anziani torneranno a morire (e poi anche i meno anziani) e comunque ci sarà una catastrofe economica”. Per intenderci, i “pausintomatici” citati dalla dottoressa Petrino sono coloro che sviluppano sintomi lievissimi, come un semplice raffreddore.

Il consiglio, della responsabile del Dea dunque, è di mantenere mascherine, distanziamento e igiene della mani e di proteggete gli anziani il più possibile evitando anche occasioni di incontro non stettamente necessarie. E, come aveva dichiarato ieri, di non andare assolutamente al Pronto soccorso per malanni di poco conto, risolvibili tranquillamente a casa, ma neppure, e questo è molto importante per raffreddore, febbre o tosse.

In questi ultimi caso la persona da contattare è assolutamente il medico di famiglia per un primo triage telefonico. Dopo le 20 e fino alle 8 di mattina nei giorni feriali, nonché di di giorno e di sera, nei prefestivi e festivi, il numero da contattare è invece Lo 0161255050, vale a dire la Guardia Medica (anche detta Servizio di continuità assistenziale).

E proprio per quanto riguarda i rapporti tra gli assistiti e la Guardia medica lancia un appello a favore dei giovani colleghi proprio Fossale, che afferma:”E’ un momento difficilissimo e molto impegnativo anche per loro: non disturbateli per sciocchezze o banalità. Ad esempio per il rinnovo di una ricetta: controllate il numero dei medicinali rimasti per tempo. E poi se avete il torcicollo o altri malati gestibili da casa, non impegnate il 255050 per domandare se conviene o no mettere la pomata. Rispettate il lavoro di questi colleghi che, come noi, in questi giorni, sono impegnati in un compito tanto estenuante quanto cruciale”.

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1 commento

  1. Al di là dei toni allarmati, ai quali siamo abituati, si deduce che fra i ricoverati quello che gia: si sapeva/immaginava: ci sono dei positivi, senza gravissimi sintomi, al covid rilevati col tampone sulla cui affidabilita’ e precisione sappiamo. I ricoverati di gravita’ “medio alta” si puo’ supporre che siano gravi per altro o per il covid? Non c’e’ nessuna descrizione specifica sulla sintomatologia covid!! ! Che proprio a Vercelli si soffra maggiormente di tale sindrome influenzale? Spero e immagino di no. Poi si da la percentuale che e’ quella media dei contagiati sui tamponi vale a dire il 10‰ (la media nazionale ora e’ persino maggiore). Infine si puo’ intendere che la signora ci ricordi che se uno starnutisce non deve correre subito in ospedale. Ricordo che anche il Presidente aveva dovuto ricordare con tale “direttiva” una ovvieta: che evidentemente tale non era per tutti!

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