La Regione assume infermieri, ecco il bando per contratti da 36 mesi. Il sindacato Nursing Up: “Vittoria del buonsenso”

La Regione Piemonte ha pubblicato un nuovo bando per reclutare personale infermieristico da impiegare nelle Aziende sanitarie. Un bando necessario per rimpinguare gli organici che da tempo le rappresentanza sindacali segnalano esser ridotti davvero all’osso.

Il bando è stato indetto su mandato della Direzione Sanità e Welfare dell’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte. Capofila del bando l’Asl Città di Torino: ogni candidato, all’atto dell’iscrizione, dovrà indicare per quale Azienda sanitaria intenda concorrere.

Alla selezione possono partecipare coloro che sono in possesso della laurea di 1° livello in infermieristica ovvero del diploma universitario di infermiere e dell’iscrizione all’albo professionale. Durata del contratto a tempo determinato 36 mesi. E questa è la vera novità visto che i contratti precedenti erano sempre stato di due o tre mesi.

La presentazione delle domande è ammissibile esclusivamente mediante procedura telematica, entro il termine di 30 giorni dalla pubblicazione del bando, consultabile sul sito https://aslcittaditorino.iscrizioneconcorsi.it/

La procedura è attiva 24 ore su 24 da qualsiasi postazione collegata alla rete internet.
Il bando è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte del 5 novembre. Le graduatorie saranno pubblicate sul sito www.aslcittaditorino.it nella sezione concorsi.

Grande soddisfazione per il bando è stata espressa dal sindacato Nursing Up, che da tempo chiedeva l’allungamento della durata del contratto delle nuove assunzioni a 36 mesi, come già accade in altre regioni.
In una nota il Nursing Up spiega: “L’Asl Città di Torino ha finalmente pubblicato il bando (il 2 novembre scorso) per il reclutamento di nuovi infermieri ai quali verrà offerto un contratto a tempo determinato che sarà, come più volte avevamo chiesto, di 36 mesi (tre anni). Si tratta di una vittoria sindacale e del buonsenso, che permetterà finalmente, come regione, di attrarre professionalità da impiegare nelle nostre strutture sanitarie, cercando di limitare l’emorragia di infermieri e professionisti della sanità attirati altrove, lontano dal Piemonte, da offerte più allettanti di quelle viste fino a oggi. Un atto concreto che potrà limitare l’estrema necessità di nuovo personale da impiegare nelle strutture sanitarie in un periodo di grande emergenza”.

Il Nursing Up, sindacato degli infermieri, aggiunge poi: “Auspichiamo che le procedure possano seguire l’iter più rapido possibile in modo da avere a disposizione le nuove forze da impiegare negli ospedali in tempi ragionevolmente brevi”.

La prossima partita che si aprirà però sarà quella sulla retribuzione delle prestazioni aggiuntive. Lo spiega i Segretario Regionale del Piemonte del Nursing Up, Claudio Delli Carri: “Per mesi abbiamo detto e ripetuto che offrire contratti a termine di due o tre mesi era assurdo. Siamo molto soddisfatti che la Regione e l’Asl abbiano recepito la correttezza della nostra richiesta e che sia stato pubblicato il nuovo bando con l’offerta di contratti a 36 mesi, così come avviene già in altre regioni. Si tratta di una vittoria sindacale che va nella direzione del buonsenso, soddisfacendo la necessità di implementare gli organici con professionalità che possano garantire un minimo di respiro ai turni su un lasso di tempo ragionevolmente esteso. Ora però è necessario che la Regione convochi subito le rappresentanze sindacali firmatarie del contratto per discutere della retribuzione delle prestazioni aggiuntive che tutte le aziende stanno utilizzando e continueranno ad utilizzare per coprire i turni in attesa della conclusione delle procedure di reclutamento legate alle nuove assunzioni. Le tariffe attuali riconosciute, infatti, sono vecchie di 18 anni e prevedono una retribuzione di 26 euro lordi l’ora, una cifra non congrua che va subito rivista. Basti pensare che solo qualche mese fa, per la riduzione delle liste d’attesa, era stata prevista una retribuzione doppia, di 50 euro lordi l’ora, per le prestazioni aggiuntive necessarie a tale obbiettivo. Oggi, una prestazione aggiuntiva, anche solo un’ora in più di un infermiere in un ospedale, è fondamentale, ad esempio per migliorare la situazione di criticità legata all’emergenza della pandemia. Crediamo che ciò vada riconosciuto con una tariffa adeguata che sia almeno doppia rispetto a quella attuale. La Regione ha fatto un primo importante passo con il bando per i contratti a 36 mesi, ora prosegua sul percorso intrapreso modificando al rialzo le tariffe orarie delle prestazioni aggiuntive”.

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1 commento

  1. Grande vittoria! Quanti siano (sarebbero, dovrebbero essere) gli assunti, fra le righe del messaggio trionfale, non lo si dice e bisognerebbe cliccare e leggere ma io non lo faccio. Mi fido, saranno fin troppi. Fatelo voi. Vittoria! 36 mesi di lavoro e non solo 3. Roba da stufarsi. E, che gioia, per i malati, avere (alla fine) del personale sanitario con un’esperienza media lavorativa di unannemmezzo. Sei sicuro di non morire.

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