La Fondazione Piemonte dal Vivo protagonista della stagione teatrale vercellese

Manca ormai poco all’inaugurazione della stagione teatrale vercellese che quest’anno presenta un ricco calendario, pronto a soddisfare tutti i palati. L’appuntamento più atteso e senz’altro il concerto del 2 aprile di Claudio Baglioni che in poco tempo ha polverizzato i biglietti in vendita.

In prima fila nella programmazione c’è la Fondazione Piemonte dal Vivo che propone ben undici spettacoli, nove in abbonamento e due fuori abbonamento, a testimonianza di come essa lavori a Vercelli e anche in tutta la Regione per riportare il teatro in primo piano dopo le difficoltà dovute all’emergenza sanitaria.

Si parte sabato 4 dicembre con Aspettando Beatrice di Giovanni Mongiano per i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri. Sabato 18 dicembre il musical A Christmas Carol Music per la regia di Melina Pellicano che si è ispirata al capolavoro di Charles Dickens. Questi due spettacoli sono fuori abbonamento.

Martedì 11 gennaio 2022 toccherà a Un tram che si chiama desiderio con Mariangela D’Abbraccio e Daniele Pecci nel dramma di Tennessee Williams portato sul grande schermo da Marlon Brando. Martedì 18 gennaio teatro classico con la Lisistrata di Aristofane, interpretata da Amanda Sandrelli.

Venerdì 4 febbraio il Civico ospiterà Il Teatro comico di Carlo Goldoni con Giulio Scarpati. Venerdì 11 febbraio Non è vero ma ci credo, capolavoro di Peppino De Filippo per la regia di Enzo Decaro. Mercoledì 23 febbraio spazio alla danza con Vivaldiana per le coreografie di Mauro Astolfi.

Sabato 12 marzo Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller con il carismatico Alessandro Haber e con Alvia Reale. Giovedì 17 marzo Il nodo con Ambra Angiolini e Arianna Scomegna. Mercoledì 30 marzo Il delitto di via Dell’Orsina di Eugène Labiche con Massimo Dapporto e Antonello Fassari. Chiude domenica 10 aprile Federico Buffa che in Amici fragili acconta l’incontro tra Fabrizio De Andrè e Gigi Riva.

Ecco al link il cartellone

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1 commento

  1. Il Teatro vuol fare quel che sa fare, nei propri modi. Speriamo che sia loro consentito e che gli apprendisti stregoni romani si esibiscano vanamente nella propria periodica “danza della pioggia” .. e restino a secco.

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