Grande attesa per la finalissima di pianoforte del Viotti, stasera al Civico

Il trionfo del cinese Liu nel 2019

Ieri sono andati tutti e tre a provare con l’Orchestra al Carlo Felice di Genova perché stasera  sabato, con inizio alle 20,30, li attende una finale che si annuncia a dir poco sensazionale: quella di pianoforte del 71° Concorso Viotti. Con l’Orchestra del Teatro Genovese, diretta da Marcello Rota, si sfideranno a colpi di Beethoven e di Chopin, eseguendo due Conceerti leggendari: la nipponica  Airi Katada, 29 anni, e il coetaneo sudcoreano Kisuk Kwon proporranno il Quarto Concerto n° 4 in Sol maggiore opera 58 di Beethoven, mentre il ventenne finlandese Anton Mejias suonerà il Concerto n° 1 in Mi minore opera 11 di Chopin.

Si tratta di due dei Concerti per pianoforte e orchestra più famosi di tutti i tempi, anche se scelti con parsimonia dai finalisti viottiani, che spesso preferiscono Tchaikovsky  (quasi sempre il numero 1) o Rachmaninov (il Rach 2 o il temutissimo Rach 3). Ma nel 2013, lo strabiliante ventenne francese Jonathan Fournel scelse Chopin, però il Concerto numero 2, che gli portò fortuna. E stasera, il più giovane finalista in gara, il finlandese Mejias cercherà di farsi largo tra i due rivali più “anziani” che invece propongono Beethoven.

la giapponese Airi Katada

La serata finale di gala del Concorso Viotti è sempre tra gli eventi più attesi e suggestivi della stagione musicale vercellese. Tra l’altro quella di oggi arriva dopo il forzato stop dello scorso anno, causa Covid, quando al posto del Concorso ci fu l’incantevole serata del concerto del vincitore del 2019, il pianista cinese Ziyu Liu, che suonò, sempre con l’Orchestra del Carlo Felice, ma diretta dal direttore artistico del Concorso Viotti Pietro Borgonovo, il Concerto n° 5 di Beethoven; poi l’Orchestra propose la settima Sinfonia, sempre di Beethoven, nel 250° anniversario della nascita del sommo compositore di Bonn. Quella sera, era il 22 ottobre, l’Italia stava richiudendo per il Virus e il Civico potè accogliere solo duecento spettatori, che assistettero ad un concerto memorabile.

Stasera, nel rispetto di green pass e di mascherine, ne potranno entrare assai di più: la Società del Quartetto parla di qualche posto ancora disponibile in platea e in galleria e ricorda che il botteghino del Civico sarà aperto dalle 18,30 fino all’inizio della finalissima, due ore dopo.

Il finlandese Anton Majias

Come sempre, a guidare la serata, con il suo stile davvero impareggiabile, e con la sua padronanza delle lingue semplicemente portentosa, Paolo Pomati. L’evento si aprirà con la presentazione della giunta, presieduta dal grande pianista tedesco Klaus Hellwig, che di vittorie viottiane se ne intende, avendo prevalso nel 1966, quando aveva 25 anni, ex aequo con lo spagnolo Jesus Gonzales. Quest’ultimo si aggiudicò un pianoforte a coda Römisch, mentre Hellwig vinse una scrittura per ventidue concerti. Le finali di allora erano senza orchestra e si svolgevano al Dugentesco: Hellwig suonò Stravinsky e Schubert, e in giuria c’era anche il primissimo vincitore del Viotti, nel 1950, Jean Micault, con Robbone e Confalonieri, ovviamente, e con gente del calibro di uno dei più grandi didatti di tutti i tempi qual era Alberto Mozzati.

Anche se adesso è tutto cambiato, chissà quanti ricordi per l’ottuagenario pianista tedesco e per gli due altri giurati che hanno vinto premi importanti (anche se non la palma) al Concorso Viotti: l’austriaco Claus-Christian Schuster, terzo premio ex aequo nel 1972, con l’egiziano Ramzi Yassa dietro al tedesco Dirk Jores, al francese Olivier Gardon e alla croata Bianca Bodalia (secondi ex aequo) e secondo premio nella sezione Musica da Camera nel 1983, in duo con il violinista ucraino Borsi Kuschnir ; e il mantovano Cristiano Burato, terzo premio sia nel 1994, sia nel 1995, con il primo non assegnato e il secondo andato, rispettivamente, al rumeno Valeriu Rogacev e allo slavo Alexander Sedar. Erano già gli anni delle finali con orchestra al Civico: Burato (che poi nel ‘96 trionfò al Dino Ciani-Teatro alla Scala, con la giuria presieduta da Riccardo Muti) suonò nella finale del ‘94 il Terzo Concerto di Beethoven e nel ‘95 il Concerto numero 23 di Mozart.

Il sudcoreano Kisuv Kwon

Completano la giuria, oltre al direttore artistico del Concorso, Pietro Borgonovo, fresco giurato del Concorso Paganini che ha salutato il trionfo, dopo 24 anni di un violinista italiano, Giuseppe Gibboni, artisti di enorme prestigio come il pianista francese Vincent Coq, lo straordinario Andrea Lucchesini, tra i beniamini dei melomani vercellesi, e il tedesco Udo Gefe.

L’attesa per la finale di stasera è palpabile. Chi sarà e, soprattutto, ci sarà l’erede del cinese Liu? Non va dimenticato che in ben sedici edizioni di pianoforte la giurie del Viotti non hanno assegnato i primi premi. Se ciò invece accadrà anche quest’anno, il vincitore si porterà a casa ben 21 mila euro, il secondo classificato 9 mila e il terzo 6 mila. E’ previsto anche un premio di mille euro per il finalista più votato, al termine delle tre esibizioni, dal pubblico. I premi sono offerti dalla Fondazione Cassa di Risparmio, dal Comune, tramite il lascito dell’avvocato Eusebio Ferraris, dal Soroptimist Club e dalle sorelle Garino, benefattrici di Fontanetto Po.

Ci sarà anche un premio “per” il pubblico: quello di una serata di pura magia creata dal genio del professor Robbone settantun anni fa.

Edm

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