Domenica Vercelli saluterà il Giro d’Italia

Con la cronometro individuale di 8,6 km nel circuito cittadino di Torino parte oggi l’edizione numero 104 del Giro d’Italia, importante sotto tanti punti di vista. In primo luogo perché significa, pur tra molte incertezze, il ritorno alla normalità (ricordiamo che nel 2020 si era corso a ottobre anziché a maggio), poi perché quest’anno il Piemonte sarà la regione più toccata dalla carovana, dato che verrà attraversato da ben cinque tappe.

La prima, lo abbiamo detto, è la crono di apertura a Torino, la seconda, domenica 9, è quella che condurrà i corridori dalla Palazzina di Caccia di Stupinigi a Novara ed è quella che interesserà da vicino i vercellesi poiché la carovana transiterà in città tra le 16 e le 16.30, entrando dalla strada del Cimitero, poi corso Salamano, piazza Sardegna, corso Tanaro, corso Bormida, via Viviani, corso Matteotti e infine via verso il traguardo.

Per l’occasione il Comune di Vercelli, in collaborazione con il Comitato Organizzatore della granfondo Mangia e Bevi, che si terrà domenica 16 maggio, ha realizzato un lungo striscione rosa con la scritta Vercelli saluta il Giro d’Italia che sarà affisso in via Viviani. Il pubblico, sempre rispettando il distanziamento sociale e indossando la mascherina, potrà tifare sventolando bandierine.

Il passaggio sarà fulmineo perché quella di domani è una tappa, come si suol dire, per velocisti, cioè le squadre arriveranno compatte all’arrivo, sperando ognuna nella potenza, nella furbizia e nel colpo di pedale dei loro uomini di punta. Tra i favoriti Elia Viviani della Cofidis, Caleb Ewan della Lotto Soudal, Giacomo Nizzolo della Qhubeka Assos, Dylan Groenewegen della Jumbo Visma, Fernando Gaviria della UAE Emirates e Peter Sagan della Bora Hansgrohe.

Sempre a proposito del passaggio del Giro a Vercelli ricordiamo ai cittadini che nelle ore precedenti sono state apportate delle modifiche alla viabilità che entreranno in vigore dalle 13 poiché prima della gara vera e propria passeranno altre manifestazioni tra cui la pedalata con Ballan e Fondriest che partirà da Trino e il Giro E con biciclette elettriche. Per restare aggiornati è sufficiente consultare la pagina sul sito del Comune di Vercelli.

Le altre tappe piemontesi sono la Biella-Canale di lunedì 10 che si concluderà nelle Langhe, poi quella con l’inedito arrivo all’Alpe di Mera di venerdì 28 e infine quella di sabato 29, la penultima prima dell’arrivo a Milano, con partenza da Verbania.

La lunga settimana del ciclismo a Vercelli è partita già ieri con l’arrivo di Paola Gianotti che in via Trino, insieme al sindaco Andrea Corsaro e all’assessore Mimmo Sabatino, ha inaugurato il cartello Io rispetto il ciclista, per segnalare la distanza di sicurezza tra auto e bici di un metro e mezzo.

Sui social la notizia ha sollevato il dibattito tra ciclisti e automobilisti. I primi chiedono attenzione, i secondi che chi viaggia in bicicletta segua le regole del codice della strada. Partendo dal presupposto che la ragione non appartiene in assoluto a nessuna delle due categorie e che molto spesso i ciclisti sono indisciplinati tanto quanto gli automobilisti, purtroppo dobbiamo prendere atto che nei post condivisi alcuni commenti sono a dir poco imbarazzanti.

“Qui ci vuole un carrarmato non il cartello”, “Da oggi passerò con il camion a 1,5 metri dal ciclista che sta più a destra. Se sono 3 o 4 appaiati sappiano che 1 o 2 potrebbero essere stirati”, “Onestamente se avessi una mitragliatrice montata sotto il paraurti, tornerei a casa sempre senza colpi”, “E quindi non posso più mirarli?”: ecco, per dare un’idea questi sono solo alcuni esempi di civiltà.

Per fortuna la maggior parte delle persone non è arrivata a tanto. Chi più seriamente, chi più ironicamente ha fatto notare che le regole valgono per tutti, non solo per gli automobilisti, ma anche per i ciclisti. Che siano in bici da corsa o vadano a passeggio per la città. Tuttavia vogliamo fare notare una cosa: che in un incidente tra un ciclista e un automobilista è difficile che a farsi male, o peggio a lasciarci le penne, sia il secondo.

m.m.

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3 Commenti

  1. “Tuttavia vogliamo fare notare una cosa: che in un incidente tra un ciclista e un automobilista è difficile che a farsi male, o peggio a lasciarci le penne, sia il secondo.”
    A proposito dell’ultima zizzania “coltivata” per dividere i cittadini (già divisibili per natura) .. Dylan Groenewegen è l’unico ciclista temuto dagli automobilisti.

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