Dal primo marzo la 'criptica' rivoluzione del Sant’Andrea

Non è evidentemente andato a buon fine l’invito che i consiglieri regionali Gabriele Molinari e Giovanni Cognati avevano rivolto all’Asl di Vercelli affinché si aggiustasse il tiro sulla comunicazione, mentre ci si apprestava ad assumere decisioni impopolari sul futuro dell’ospedale Sant’Andrea. Sarà che queste scelte appaiono sempre più difficili da argomentare e non solo mal comunicate, ma ecco che oggi ai giornali è arrivato un comunicato più criptico dell’Ulisse di Joyce, con l’aggravante che là era alta letteratura, ardua, ma alla fine raggiungibile con la pazienza e lo studio, mentre qui, più prosaicamente, si tratta di un tentativo, e non ce ne voglia la direzione dell'Asl, anche piuttosto maldestro, di ammantare di considerazioni filosofiche un’operazione del tutto venale: il ridimensionamento l’ospedale Sant’Andrea, perfezionato dall’Asl vercellese su mandato dell’Assessore alla sanità della Regione.

 

Il concetto spiegato dal comunicato è che dal primo marzo 2016 inizia il percorso di riorganizzazione delle attività di ricovero all’interno degli Ospedali dell’ASL VC, che prevede di strutturare le attività ospedaliere in aree differenziate secondo le modalità assistenziali, l’intensità delle cure, la durata della degenza ed il regime di ricovero, superando gradualmente l’articolazione per reparti differenziati secondo la disciplina specialistica.

 

L’incipit del comunicato stampa, che dovrebbe spiegare ai cittadini la suddetta riorganizzazione delle attività di ricovero e degenza che scatterà da marzo, è già eloquente. “L’obiettivo è cambiare l’approccio riservato al paziente –  chiarisce (sic!) il direttore generale Chiara Serpieri – che dev’essere diverso da persona a persona, poiché influenzato da molti fattori: l’instabilità delle condizioni cliniche, lo stato attuale della malattia o la presenza di più malattie, la complessità delle malattie croniche dovute all’invecchiamento della popolazione, che richiede una risposta ospedaliera attenta e uno stretto legame con i servizi del territorio per la gestione della dimissione”.

 

Tuto chiaro fin qui? Dite di no? Coraggio, siamo solo all’inizio.

 

Seguiteci. La parola passa al direttore sanitario dell’ospedale, la dottoressa Emanuela Pastorelli: “Con la vecchia organizzazione il ricovero avveniva in base alla patologia prevalente. Il paziente riceveva l’assistenza nello specifico reparto a prescindere dal diverso bisogno individuale. D’ora in poi si comincia a costruire un ‘setting/modulo’ di degenza che aggrega i pazienti con simili bisogni assistenziali e non più per patologia prevalente. La persona ricoverata fruisce dell’apporto di più professionisti che la accompagneranno nelle varie fasi/livelli di cura”.

Naturalmente il comunicato un pelino criptico dell’Asl rassicura il disorientato paziente il quale si domanda se, per fare un caso, il suo attacco di appendicite troverà risposte nella patologia prevalente oppure nel “setting /modulo”. A tranquillizzarlo, l'assicurazione che il ricovero continuerà ad avvenire o attraverso il Pronto soccorso o tramite i medici di famiglia o specialistici e, udite udite, ecco che, non appena avrà messo piede al Sant’Andrea, il fortunato (o sfortunato, secondo i casi) verrà assegnato al “setting / modulo”  di degenza. Un termine evidentemente popolarissimo nell’Asl questo “setting”, ma che sfortunatamente non viene usato abitualmente al bar o in fabbrica, al punto che ritorna poco dopo, quando sempre la dottoressa Pastorelli ci spiega che i setting/moduli di degenza saranno articolati all’interno della Aree omogenee” (meno male, eravamo preoccupati).

Poi c’è il capolavoro finale: l’illustrazione dei nuovi percorsi ospedalieri, da cui apprendiamo, ad esempio, che al quarto piano sarà collocato il modulo/setting di continuità assistenziale a valenza sanitaria (Cavs) “Sant’Andrea” dotato di 18 posti letto (percorso B)”.

 

Ci domandiamo per chi e perché sia stato scritto questa sorta di “bartezzaghi gigante” ancora da decrittare? Per i medici dell’ospedale? Per favorire il riposo dell’assessore Saitta? Oppure per l’Accademia della Crusca, allo scopo di tentare, con il setting/modulo, la fortuna arrisa al famosissimo “petaloso”?

Certo non è stato scritto per gente comune. Alla quale invece bisognava scrivere onestamente così: “Per ordine della Regione Piemonte, l’ospedale di Vercelli, che non ha santi in paradiso, viene ulteriormente declassato e perde 90 posti letto, cosicché occorre ridisegnare tutti i reparti. Comunque, per essere chiari, fin da subito, i malati di Oncologia e Oncoematologia andranno a farsi curare a Novara. Così finiranno anche con il risentirne le Chirurgie di prim’ordine che può vantare il Sant’Andrea e che non hanno nulla da invidiare a quelle novaresi. Morale: i malati di tumore di Vercelli, anziché accettare il percorso obbligato che la Regione vorrebbe fargli compiere verso la città di San Gaudenzio, facilmente si sobbarcheranno trenta chilometri in più e andranno a farsi curare a Milano”. Con buona pace dei setting/moduli e del management dell’Asl per il quale Molinari e Corgnati dovrebbero cercare da subito acconci finanziamenti al fine di trovare un miglior setting/modulo - questa volta sì che ci sta bene - per spiegare cosa hanno da dire, se lo hanno, e magari così si riesca a far scrivere che se uno ha l’appendicite finisce in Chirurgia al secondo piano, scala sinistra, e non agli Infettivi, al quarto, scala destra.

 

(edm)

 

 

Di seguito il comunicato integrale



COMUNICATO STAMPA

Riorganizzazione delle attività di ricovero e degenza

 

 

Dal primo marzo 2016 inizia il percorso di riorganizzazione delle attività di ricovero all’interno degli Ospedali dell’ASL VC che prevede di strutturare le attività ospedaliere in aree differenziate secondo le modalità assistenziali, l’intensità delle cure, la durata della degenza ed il regime di ricovero, superando gradualmente l’articolazione per reparti differenziati secondo la disciplina specialistica.

<<L’obiettivo è cambiare l’approccio riservato al paziente – chiarisce il Direttore Generale Chiara Serpieri - che deve essere diverso da persona a persona, poiché influenzato da molti fattori: l’instabilità delle condizioni cliniche, lo stato attuale della malattia o la presenza di più malattie, la complessità delle malattie croniche dovute all’invecchiamento della popolazione, che richiede una risposta ospedaliera attenta e uno stretto legame con i servizi del territorio per la gestione della dimissione>>.

Da qui l’ospedale per intensità di cure: non più divisioni organizzate per singole specializzazioni (i vecchi reparti), ma nuove aree di ricovero (setting – moduli degenza) costruite per ricomporre attorno ai bisogni dell’assistito tutte le risorse utili alla soluzione dei problemi clinici ed assistenziali.

<<Con la vecchia organizzazione – spiega Emanuela Pastorelli, Direttore Medico di Presidio Ospedaliero e responsabile del Progetto per il riordino della rete ospedaliera aziendale- il ricovero avveniva in base alla patologia prevalente. Il Paziente riceveva l’assistenza nello specifico reparto a prescindere dal diverso bisogno individuale. D’ora in poi si comincia a costruire un “setting”/modulo di degenza che aggrega pazienti con simili bisogni assistenziali e non più per patologia prevalente. La persona ricoverata fruisce dell’apporto di più professionisti che lo accompagneranno nelle varie fasi/livelli di cura.>>

Non cambiano le modalità di ricovero ospedaliero che continua ad avvenire attraverso il Pronto Soccorso (ricoveri Urgenti 24 ore su 24) o attraverso ricoveri programmati (disposti dal Medico Ospedaliero su eventuale proposta del Medico di Famiglia o del Medico Specialista del Servizio Sanitario Nazionale). Al momento dell’accesso (sia da Pronto Soccorso sia programmato), la persona verrà assegnata, in base alla tipologia di cure di cui ha bisogno, al setting-modulo di degenza appropriato e agli specialisti della patologia di cui è affetto.

<<Il paziente, quindi, - prosegue Pastorelli - è preso in carico da un medico specialista, per i problemi clinici prevalenti e da un infermiere per i bisogni assistenziali. I setting-moduli di degenza saranno articolati all’interno delle Aree omogenee (Medica, Chirurgica, Terapia Intensiva) ed organizzati per tipologia e durata del ricovero. Rientrano in questa categoria i moduli di degenza per il ricovero a ciclo continuativo, a ciclo breve (fino a cinque giorni) e a ciclo diurno (day hospital, day Surgery). Sono comunque fatte salve tutte le esigenze sanitarie, come ad esempio in casi di malattie che richiedano isolamento individuale>>.

 

Dal primo marzo 2016 si parte con l’attivazione presso l’Ospedale S. Andrea dell’Area Medica presso la quale verranno ricoverati pazienti con diverse  problematiche specialistiche:

 

   La degenza di area medica plurispecialistica a ciclo continuo trova collocazione al sesto piano dal letto 601 al 652 (percorso A e percorso B) e al primo piano dal letto 101 al 122 (percorso A).

 

   La degenza di area medica ad assistenza palliativa trova collocazione al terzo piano dal letto 301 al 306 (percorso B)

 

   La Degenza a ciclo continuo specialistica - cardiologia trova collocazione al piano terra dal letto 001 al 016

 

   La Degenza a ciclo continuo specialistica Malattie Infettive trova collocazione al piano quarto dal letto 401 al 412 (percorso B)

 

   La Degenza a ciclo diurno e l’ambulatorio protetto di oncologia medica e di ematologia al piano terzo (percorso B)

 

   La Degenza a ciclo diurno e l’ambulatorio protetto per le terapia mediche multispecialistiche al piano primo (percorso A)

 

   Viene inoltre collocato al piano quarto il modulo – setting di continuità assistenziale a valenza sanitaria (CAVS) “S. Andrea” dotato di 18 letto (percorso B)

 

<<Ci scusiamo sin d’ora – conclude il Direttore Generale – per eventuali disagi che potessero verificarsi in questi primi giorni di riorganizzazione. Il personale si sta impegnando per evitare problemi e rendere il più agevole possibile l’accesso alla struttura ai nostri pazienti. Il sistema andrà a regime tra alcuni mesi, dopo un adeguato periodo di sperimentazione e verifica dei percorsi interni nonché l’opportuna formazione per il personale interessato che approfitto per ringraziare fin d’ora per l’impegno e la collaborazione>>.

 

Al link sotto il documento dell'Asl 

download: 20160226-232313-RTDLM-EAQ.doc


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