La notte di Parigi che ha cambiato il nostro mondo

A tredici ore dall’inizio della strage di Parigi il cuore dell’Europa sanguina e noi con lui. I numeri di morti e feriti parlano di circa 130 vittime già accertate e almeno 200 feriti di cui un’ottantina in gravissime condizioni, che drammaticamente, purtroppo, paiono destinati far aumentare nelle prossime ore il numero dei morti.  Ma al di là dei numeri, enormi e laceranti, è il significato di ciò che è accaduto che ci lascia storditi, attoniti e, diciamolo, colmi di rabbia. Perché la Francia e Parigi non sono solo “il cuore” dell’Europa ma sono anche un simbolo, un’icona di quell’integrazione che parte dai tre capisaldi della democrazia francese “Liberté, Égalité, Fraternitè” e si sviluppa nella nazione europea con la più alta concentrazione di popoli e gente che proviene dalle nazioni islamiche, divenuti francesi di seconda e terza generazione.

Colpire la Francia e Parigi vuole dire colpire il concetto stesso d’integrazione, che ha dominato la politica europea in questi decenni, spazzandolo via, gettandolo a terra esangue e in ginocchio come i corpi dei ragazzi che sono stati trucidati uno a uno a colpi di kalashnikov nel teatro Bataclan. Vuole dire incidere con una lama affilata il ventre molle di un’Europa che, come diceva la mai troppo rimpianta Oriana Fallaci, non sa più fare leva sui suoi principi e difenderli, abdicando a chi invece sui suoi propri principi costruisce una furia distruttiva che ci sta travolgendo.

Gli errori della politica aggressiva dell’occidente rispetto alle questioni medio-orientali, degli egoisimi, degli interessi di ogni singola nazione, probabilmente abbiamo iniziato a pagarli da qualche anno. Ma quello di ieri sera è qualche cosa di diverso. Ciò che abbiamo visto in queste ore non può essere derubricato ad un semplice attentato o ad una serie di attentati, a semplice terrorismo insomma. Si tratta invece di una dichiarazione d’inconciliabilità, di separazione, d’impossibile malgama tra la nostra cultura e società e quella dei fratelli musulmani del Califfato. Al Quaeda, l’Isis, non sono che i tentacoli di un nucleo pulsante di odio che sta travolgendo il nostro Continente e che solo un’Europa unita, salda e graniticamente aggrappata alle nostre radici culturali e storiche può fronteggiare. Non l’Europa delle banche e delle corporazioni, ma l’Europa delle persone. Quell’Europa che deve fare dei propri valori, della propria libertà, del rispetto per donne e bambini, una prorompente arma che nulla ha a che spartire con il concetto di sottomissione violenta che vuole diffondere il Califfato. Quell’Europa che non ha una sua Costituzione, ma che da oggi si scopre costretta a unirsi come mai prima accaduto partendo da un principio comune, quale potrebbe essere avere una Costituzione fondata sulla libertà, per difendersi e respingere questa aggressione. Riuscirà, riusciremo ad affrontare e vincere questa tremenda sfida? Non abbiamo oggi la risposta. Ma la dobbiamo trovare. Perché il futuro incombe e la notte di Parigi non ci consente altra scelta, dopo aver cambiato il nostro mondo, averci scosso con una violenza senza pari e, forse, risvegliato. 


Sono parole scritte di pancia, queste, che vi trasmetto. Parole di una persona, un padre che, come tante altre persone stanotte, ha assistito attonito ad un qualcosa che ha cambiato in ogni caso il nostro mondo. Parole che a malapena descrivono l’oceano di sensazioni che sto e stiamo vivendo. Oggi ci svegliamo con il cuore d’Europa a lutto, per i morti francesi, i nostri morti, e con un simbolo di pace che si fonde mirabilmente al profilo della Tour Eiffel disegnato nero su bianco (immagine che vi propongo in foto) in una geniale sintesi realizzata da Banksy (Banksy è un artista e writer inglese, uno dei maggiori esponenti della street art) a riassumere la tragedia che ci ha investiti.

Parole di rabbia e orgoglio, per citare ancora l’Oriana, per un’Europa ferita, che sanguina ma deve e vuole reagire.

#PrayForParis

 

Luca Avenati  


Condividi questo articolo sui Social


Commenti a questo articolo





Cosa pensi di ciò che hai letto?
3VotaInteressante
0VotaCurioso
0VotaD'accordo
0VotaContrario
0VotaDa condannare
0VotaTerribile!















Zone