L’opinione. Dopo le elezioni siciliane...

Le elezioni siciliane sono state un appuntamento importante ed hanno delineato uno scenario molto interessante per il prossimo futuro in vista delle elezioni politiche. Gli elementi di novità sono diversi.

La partita che si profila è tra il Centrodestra ed il M5S. Dunque, la corsa di  Renzi ad intercettare il cosiddetto elettorato moderato e a porsi, in qualche modo, come l’erede di Berlusconi è finita. Con il risultato di aver spazzato via la storia del Pd. Il nostro è un Paese tradizionalmente non di sinistra e per questo Renzi aveva pensato di andare a rubare i voti a casa d’altri.

 

Ancora, comincia a delinearsi l’inconsistenza del M5S o quantomeno la difficoltà a portare avanti un’efficace azione di governo. Non a caso, sono andati bene in Sicilia, ma hanno perso. Del resto, a Roma e a Torino la baldanza degli inizi si scontra con la realtà di un meccanismo di partito che ha letteralmente imballato le due amministrazioni. Se i Cinque Stelle avessero vinto in Sicilia la situazione sarebbe stata per loro ancora più difficile da gestire, ma la sconfitta è indice di una consapevolezza di inadeguatezza che comincia ad essere percepita dalla gente.

 

Bisognerà, poi, vedere come si inserirà la vittoria siciliana nella scia dei referendum autonomisti di Lombardia e Veneto. La Sicilia ha uno Statuto speciale che per larga parte è inattuato. Musumeci potrebbe puntare ad attuarlo e, forse, a passare da una fase assistenzialista ad una fase autenticamente federalista.

A questo dovrebbe servire il sostegno della Lega.

 

 

Roberto Cota


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