Sarà Cristina Cattaneo a dover svelare il mistero della valigia


Sono stati portati a Milano i resti del cadavere trovato nelle campagne tra Alice Castello e Cavaglià, tra le province di Vercelli e Biella. Un corpo che si trovava lì da almeno sei mesi. Forse un anno. Uno scheletro su cui, da una prima analisi, non ci sarebbe nessun segno di accoltellamento o sparo. A dare qualche risposta alle domande che restano ancora irrisolte, a partire dal sesso di quella vittima trovata rannicchiata in avanzato stato di decomposizione in mezzo alle campagne ci dovrà pensare il medico di Milano legale Cristina Cattaneo. L’anatomopatologa ha messo a disposizione tutta la sua competenza professionale per cercare di dare un nome e così una storia a quel corpo di cui per ora si Sa molto poco. Così come spesso fa quando i cadaveri senza un nome che arrivano sotto i microscopi del Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università.
 
La Cattaneo è famosa per aver partecipato alla ricerca della verità in molti casi nazionali, solo per citare i più celebri, che vanno dalle Bestie di Satana fino a quello di Elisa Claps. Passando per l’autopsia sul corpo della piccola Yara Gambirasio, trovata dopo mesi di ricerche inutili in un campo del Bergamasco. Storie di resti e di corpi rimasti nascosti per anni da cui lei però ha tirato fuori frammenti di verità che poi hanno pesato come macigni sulle indagini. Per questo il pm della procura di Vercelli Francesco Alvino a deciso di affidarsi alla sua esperienza.

Intanto, continuano le indagini per cercare di capire come quel corpo senza vita, rannicchiato e chiuso in quella valigia e trovato dei cacciatori che in quelle zone, tra i campi coltivati e le strade di campagna, vanno alla ricerca delle loro prede. Pensavano fosse un animale ad emanare quel forte odore nauseabondo, solo una volta aperta la valigia si sono accorti che invece lì dentro c’era un corpo da chissà quanti mesi visto l’evidente stato di decomposizione. Ma di quello che hanno visto hanno raccontato solo in serata. Una volta tornati nelle loro case. E i carabinieri hanno a loro volta reso noto l’accaduto solo tre giorni dopo.  Un vero giallo che sarà difficile da districare: prima di tutto bisognerà capire come quella valigia sia arrivata lì, se lanciata dal cavalcavia dell’autostrada che passa sopra quelle campagne o scaricata da qualche auto. Nel frattempo i Carabinieri cercano altre tracce nei paesi vicini, dove però nessuno sembra essere scomparso.


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